In questo spazio verranno raggruppate le recensioni di Gio relative alle letture effettuate durante l'anno 2019.
Cent'anni di solitudine, Gabriel García Márquez
Il re di denari, Sandrone Dazieri
Soldati di Salamina, Javier Cercas
Da molto lontano, Roberto Costantini
La scopa del sistema, David Foster Wallace
Rien ne va plus, Antonio Manzini
La camera azzurra, Georges Simenon
Il teatro di Sabbath, Philip Roth
Il cinese, Andrea Cotti
Tutti giù per terra, Giuseppe Culicchia
Il Canaro della Magliana, Massimo Lugli e Antonio Del Greco
Cinque storie ferraresi, Giorgio Bassani
I colori dell'incendio, Pierre Lemaitre
La guerra delle salamandre, Karel Capek
I ragazzi del massacro, Giorgio Scerbanenco
Il valzer degli alberi e del cielo, Jean-Michel Guenassia
Il museo dell'innocenza, Orhan Pamuk
Doppia verità, Michael Connelly
Thérèse Raquin, Emile Zola
I tempi nuovi, Alessandro Robecchi
Le assaggiatrici, Rosella Postorino
Nero ananas, Valerio Aiolli
I quattro giusti, Edgar Wallace
La schiuma dei giorni, Boris Vian
La confusione morale, Lodovico Festa
Aspetta primavera, Bandini, John Fante
La versione di Fenoglio, Gianrico Carofiglio
Prima di cadere, Noah Hawley
Quel che resta del giorno, Kazuo ishiguro
Ragione da vendere, Enrico Pandiani
Cronaca nera, James Ellroy
Il console onorario, Graham Greene
Alba nera, Giancarlo De Cataldo
I sette pazzi, Roberto Arlt
La seconda vita di Annibale Canessa, Roberto Perrone
In tutto c'è stata bellezza, Manuel Vilas
Il delitto del fascista Nuvola Nera, Angelo Marenzana
La casa della moschea, Kader Abdolah
Addio fantasmi, Nadia Terranova
La nave dei vinti, Leonardo Gori
1984, George Orwell
L'estate degli inganni, Roberto Perrone
Il re degli ontani, Michel Tournier
La donna della domenica, Fruttero & Lucentini
Il giallo di Ponte Sisto, Max e Francesco Morini
Il ragazzo, Marcus Malte
Operazione massacro, Rodolfo Walsh
Il confine, Don Winslow
La fattoria dei malfattori, Arto Paasilinna
La follia Mazzarino, Michel Bussi
L'isola delle anime, Piergiorgio Pulixi
La bottiglia magica, Stefano Benni
Il sospetto, Friedrich Dürrenmatt
Un pappagallo volò sull'Ijssel, Kader Abdolah
La città è dei bianchi, Thomas Mullen
Il selvaggio, Guillermo Arriaga
Nero a Milano, Romano De Marco
Il rimedio miracoloso, H.G. Wells
Il delitto alla rovescia, Ellery Queen
In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo, Roland Schimmelpfennig
Gli omicidi dello zodiaco, Soji Shimada
Lo splendore casuale delle meduse, Judith Schalansky
Il mio nome è Rosso, Orhan Pamuk
Da lontano sembrano mosche, Kike Ferrari
Tra loro, Richard Ford
I giorni del giudizio, Giampaolo Simi
La notte più lunga, Michael Connelly
In viaggio contromano, Michael Zadoorian
Bassa marea, Enrico Franceschini
Così ha inizio il male, Javier Marias
Heimat, Nora Krug
Alle porte della notte, Paolo Roversi
Tutto potrebbe andare molto peggio, Richard Ford
Tutti i miei errori, Dennis Lehane
Le sere, Gerard Reve
La misura del tempo, Gianrico Carofiglio
La donna mancina, Peter Handke
L'anno dei misteri, Marco Vichi
Il viaggio delle bottiglie vuote, Kader Abdolah
L'ultima volontà, Roberto Perrone
Meridiano di sangue, Cormac McCarthy
I milanesi ammazzano al sabato, Giorgio Scerbanenco
I ragazzi della Nickel, Colson Whitehead
La bella sconosciuta, Gianni Farinetti
Le particelle elementari, Michel Houellebecq
Tutta quella brava gente, Marco Felder
Aadam ed Eeva, Arto Paasilinna
Il silenzio degli innocenti, Thomas Harris
Scrittura cuneiforme, Kader Abdolah
L'impronta dell'assassino,Cornell Woolrich
Noi siamo Mely e Gio e questo è il nostro blog sulla passione che abbiamo in comune: i libri.
martedì 1 gennaio 2019
lunedì 31 dicembre 2018
Sottomissione, Michel Houellebecq
Che
dire? Ho aspettato un bel po’ prima di leggere questo romanzo di Houellebecq,
proprio perché temevo di subire condizionamenti dal dibattito sulla tolleranza
religiosa, innescato a seguito della sua pubblicazione. Ed alla fine - se devo essere
sincero - sono convinto che la montagna abbia partorito un topolino.
La
teoria di fondo è quanto mai suggestiva: ipotizzare una Francia “islamizzata” nel
cuore del vecchio continente, con il susseguente adeguamento dell’intera
popolazione, è stata sicuramente un’ottima intuizione. Purtroppo, però, la trama
non riesce nell'intento di coniugare le due diverse anime del racconto: quella che
ruota attorno alla figura del protagonista – un esemplare di maschio misogino ed
abulico – e quella rappresentata dalle prese di posizione trancianti e
provocatorie di cui è disseminata la narrazione.
Siamo
nella Francia del 2022, alla fine del secondo
mandato di Hollande. Un partito di matrice islamica – la Fratellanza Musulmana
- trionfa alle elezioni a seguito dell'alleanza con il Partito Socialista
Francese ed altre forze politiche liberali e moderate.
Il
nuovo presidente Mohammed Ben Abbes - musulmano di seconda generazione - impone
al Paese una sorta di Sharia (la Legge di Dio) a cui l'establishment transalpino
pare adeguarsi senza problemi, prospettando addirittura una forma di “sottomissione”
all'autoritarismo islamico.
Il
protagonista François, professore di letteratura, finirà per convertirsi a sua
volta all'Islam con il duplice intento di proseguire la brillante carriera universitaria
e di poter adottare la poligamia (che è stata nel frattempo legalizzata).
Più
provocatorio che profetico, “Sottomissione” vorrebbe essere un deliberato atto
di accusa nei confronti della decadenza dell’emisfero occidentale, che va a
braccetto con una forte predisposizione critica nei confronti del mondo islamico,
del suo credo e delle sue usanze. In realtà, la figura del protagonista François
finisce ben presto per fagocitarsi l’intera storia, trasformando l’opera in una
vivida rappresentazione di un pessimismo senza frontiere, che lascia l’uomo
moderno alla mercé degli eventi, totalmente apatico e privo di stimoli.
A
salvare il romanzo rimane solo la scrittura di Houellebecq – elegante, precisa,
fluente – che dimostra il talento di uno dei più celebrati scrittori francesi
contemporanei. Mi riprometto quindi di leggere altre opere di questo autore anche
se questo primo approccio non è stato del tutto convincente.
Consigliato
a: coloro che vogliono affrontare un libro di cui negli scorsi anni si è parlato
molto (spesso a sproposito) ed a chiunque voglia fare la conoscenza di uno di
più originali e provocatori narratori della letteratura di oggi.
Voto:
6/10
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