lunedì 2 dicembre 2019

L’ultima volontà, Roberto Perrone



Con il terzo episodio della serie dedicata all’ex colonnello Annibale Canessa, Roberto Perrone torna ai livelli che gli competono: il precedente - L’estate dei misteri, uscito lo scorso anno - appariva abbastanza scontato nel plot e con pochissimi guizzi; con L’ultima volontà, invece, lo scrittore genovese si riscatta dal mezzo passo falso e costruisce un thriller adrenalinico ed avvincente, come neanche gli americani riescono più a fare. 

Un ex brigatista in punto di morte rivela una scomoda verità: non è stato lui l’artefice della strage per cui ha scontato lunghi anni in prigione. Questa confessione “al contrario” dimostra un fatto incontestabile: i veri assassini sono ancora liberi e, attraverso continui depistaggi, hanno occultato in maniera subdola ed arrogante la realtà dei fatti.
Ma Canessa non è un uomo che si lascia intimidire dalle avversità, perciò darà il via ad un'indagine complessa e pericolosa, che lo condurrà ad esplorare i meandri più oscuri della storia del nostro paese. Si troverà così alle prese con una vicenda drammatica, che trae origine dagli eventi della Resistenza estendendosi fino ai giorni nostri, attraverso un percorso contrassegnato dal sangue di persone innocenti.

Perrone ha ambientato il romanzo sullo sfondo di un'Emilia nebbiosa e crudele: una regione che assurge al ruolo di co-protagonista al fianco di personaggi a cui, libro dopo libro, si finisce con l’affezionarsi.
La trama è tesa, suggestiva e ricca di sfaccettature. L’idea di costruire una storia nera, capace di coniugare in un unico contesto gli episodio della Liberazione e gli anni di piombo, è assolutamente degna di nota.
Con uno stile essenziale, limpido e coinvolgente, l’autore catapulta il lettore in una vicenda che – pur essendo di fantasia -  rispolvera uno dei periodi più difficili della nostra storia e li rende attuali e comprensibili anche per coloro che non li hanno vissuti in prima persona.
L’unico difetto – a mio personalissimo parere – è l’eccessiva “mitizzazione” del protagonista: “Carrarmato” Canessa, intuitivo come Sherlock Holmes e più indistruttibile di Rambo e Terminator messi insieme, è un personaggio non molto credibile… e sappiamo benissimo che, se sei immune da difetti, alla fine risulti antipatico al mondo intero (o quasi).


Consigliato a: chi ama i thriller avvincenti, che scorrono rapidi e trancianti come un proiettile e che si divorano alla velocità della luce, ed a chiunque nutra ancora dei dubbi sul fatto che il noir di casa nostra, talvolta, possa risultare più adrenalinico di quello d’oltre oceano.

Voto: 7,5/10    



Nessun commento:

Posta un commento