mercoledì 8 luglio 2020

Io non mi chiamo Miriam, Majgull Axelsson



Anche questa volta Iperborea ha fatto centro, proponendoci un romanzo in cui la realtà storica e l'invenzione dell'autore si fondono alla perfezione.
Io non mi chiamo Miriam è il racconto di un lungo e doloroso viaggio nella storia del popolo rom, che osserviamo attraverso gli occhi di Malika: una ragazzina che è riuscita a sopravvivere ai campi di sterminio. Majgull Axelsson ripercorre con una vena intimista vicende drammatiche, ormai lontane nel tempo, che parlano della deportazione, della vita nei campi di concentramento e del ritorno alla normalità dopo tanti anni trascorsi in prigionia.

"Io non mi chiamo Miriam".
Un'anziana signora svedese, il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, si lascia scappare queste parole di fronte alla famiglia riunita per festeggiarla. Dietro questa frase si cela una verità occultata per oltre settant'anni, che ora sta lottando per emergere: la storia di una giovane rom che si era finta ebrea, infilando i panni di una coetanea morta durante il viaggio ferroviario da Auschwitz a Ravensbrück. 
Malika, così, è diventata Miriam e per tutto l'arco della sua vita ha continuato a mentire, anche dopo il suo approdo nella Svezia del dopoguerra.

I capitoli più dolorosi della storia europea e il crudele destino del popolo rom sono raccontati con spirito partecipato, quasi commosso; vengono descritte in maniera encomiabile la vita quotidiana dei prigionieri nel lager, le loro atroci sofferenze, il loro annientamento fisico e morale, gli esperimenti condotti sui bambini, il freddo e la sporcizia che li portavano alla morte.
Il libro, però, non si limita ad essere un resoconto delle brutalità naziste; rappresenta allo stesso tempo un’analisi attenta e perspicace sul significato di vivere un’esistenza costruita su "segreti e bugie" (parafrasando Mike Leigh) che non possono essere rivelati.
Nonostante la struttura narrativa proceda per concatenazioni, unendo tra loro differenti piani temporali, il lettore segue perfettamente il filo della narrazione senza perdersi mai.
Le parti del romanzo che descrivono la vita nei campi di concentramento sono sicuramente le più riuscite; quelle ambientate nell'attualità, in cui si svelano i rapporti di Malika/Miriam con i famigliari, risultano invece un po' manierate e non sempre efficaci.  
Al di là di tutto, rimane un libro importante, capace di raccontare con garbo ed efficacia il dramma dell'Olocausto e della deportazione degli zingari.  


Consigliato a: coloro che amano i romanzi che affondano le radici nella drammatica storia del Novecento ed a chiunque apprezzi i personaggi che si ritrovano a vivere una vita che non è la loro, richiudendo dentro di sé una marea di segreti mai rivelati.   


Voto:7+/10


Gio  


venerdì 3 luglio 2020

Usciti di Senna, Michel Bussi


Dopo lo straordinario successo internazionale di Ninfee nere, edizioni e/o sta pubblicando l'opera omnia di Michel Bussi senza lasciarsi scappare un solo libro. Quest'ultima uscita, originalmente tradotta col titolo Usciti di senna, rappresenta in realtà una delle prime fatiche letterarie dello scrittore francese. Pubblicata nel lontano 2008, è stata recentemente "riscoperta" e - pur non essendo ancora al livello delle opere più recenti - riesce a far intravedere, almeno a tratti, i cromosomi del giallista di razza che emergeranno con maggior forza nei successivi romanzi.

Siamo in Francia, a Rouen, al sesto giorno dell'Armada: una manifestazione a cadenza quinquennale in cui si ritrovano i più importanti velieri delle marine militari di tutto il mondo. Il corpo di un marinaio viene rinvenuto nel mezzo delle banchine; è stato pugnalato.
Mentre il commissario Paturel e i suoi collaboratori brancolano nel buio, l'ex reporter d'assalto Maline - una giovane donna dal passato turbolento - si dedica con passione all'indagine, cercando di dare risposta ad alcuni difficili quesiti.
Chi è l'assassino invisibile che commesso un delitto dai risvolti quasi impossibili? Quale patto stravagante sembra vincolare i marinai di tutto il mondo? Quali misteriosi tesori giacciono nascosti tra i meandri della Senna? 

Anche questa volta Bussi ci regala un noir scanzonato e dalla trama un po' arzigogolata, ricco di vicoli ciechi, colpi di scena e indizi fuorvianti. Come negli altri romanzi, si percepisce un forte "senso del luogo" - che spinge spesso il lettore alla ricerca con Google immagini - e una particolare predilezione per i temi storici, utilizzati per rendere più misteriosa una crime-story moderna.
Tutto il comparto della Polizia, purtroppo, fa una magra figura: Paturel e i suoi collaboratori appaiono un po' bolsi, caricaturali e non sempre credibili. L'eroina Maline è però ricca di verve e simpatia e pare quasi una via di mezzo tra Bridget Jones e Nancy Drew. 
Bussi eccede, come al solito, nei giochi di prestigio (un leit-motiv della sua produzione): alcuni gli riescono alla perfezione... altri un po' meno. 
Alla fin fine, nonostante non riesca ad assurgere al nobile livello della letteratura, Usciti di Senna è un poliziesco estremamente scorrevole, rilassante e sicuramente adatto ad un weekend di lettura e di relax.


Consigliato a: coloro che cercano un giallo scorrevole e ricco di misteri da leggere sotto l'ombrellone e a chiunque apprezzi i mystery dall'ambientazione curiosa e coinvolgente.


Voto: 7/10