domenica 13 giugno 2021

Assassinio sull'Orient Express, Agatha Christie

 


Credo che chiunque di voi sia in grado, almeno sommariamente, di raccontare la trama di Assassinio sull'Orient Express, uno tra i più famosi romanzi gialli di Agatha Christie con protagonista il detective Hercule Poirot. Oltre ad aver avuto due celebri trasposizioni cinematografiche nel 1974 e nel 2017, questo libro - come pochi altri - è entrato a far parte dell'immaginario collettivo tanto da essere considerato tra i capisaldi del giallo classico.
Fu vera gloria? Sì e no. Indubbiamente si tratta di un'opera ben congegnata, con un plot che non perde un colpo e avvinghia il lettore sin dalle prime pagine, senza lasciarlo un attimo. D'altra parte, l'eccentrico e maniacale Poirot è davvero difficile da sopportare: dopo un paio di capitoli avresti già voglia di tirargli una botta in testa per farlo star zitto, con la sua alterigia e supponenza che non lo rendono per niente simpatico. 
Partiamo, come sempre, da un breve sunto del romanzo.

L'Orient Express è in viaggio da Istanbul a Londra quando, poco dopo la mezzanotte, un cumulo di neve ferma la sua corsa. Il lussuoso treno è al completo, ma al mattino si ritrova con un passeggero in meno: un magnate americano giace morto nel suo scompartimento, accoltellato una dozzina di volte, con la porta chiusa a chiave dall'interno. Isolato dal resto del mondo e con un assassino in piena libertà, il detective Hercule Poirot dovrà cercare di identificare il colpevole il prima possibile.

Un rompicapo complesso. Tredici personaggi: tutti con un alibi inattaccabile ma, al tempo stesso, con un motivo valido per compiere il delitto. Innumerevoli indizi e una mente formidabile che dovrà stabilire come è avvenuto un omicidio apparentemente impossibile. Questi sono i principali ingredienti di un libro che ha fatto la storia del romanzo poliziesco moderno.   
Assassinio sull'Orient Express è un giallo classico che si legge tutto d'un fiato grazie alla scrittura fluida e scorrevole. L'elemento che salta subito agli occhi è lo stimolo ad utilizzare unicamente la mente per giungere alla soluzione dell'enigma. Il lettore si ritrova, infatti, a seguire tutti i ragionamenti di Poirot, basati essenzialmente su una manciata di indizi e sulle deposizioni dei vari viaggiatori, ed è spinto ad una sorta di sfida sotterranea con l'investigatore. 
I personaggi sono numerosi, tutti ben caratterizzati ed ognuno con la propria voce distinta. 
Purtroppo, permane quella sensazione di star leggendo qualcosa di ormai datato e polveroso: l'avvento dell'hard-boiled, che proprio in quegli anni si stava sviluppando, avrebbe tirato una mazzata colossale al cosiddetto giallo whodunit, portando una ventata di realismo in un genere che si stava sempre più trasformando in una sorta di gioco matematico, rappresentato dal semplice confronto tra autore e fruitore dell'opera. 


Consigliato a: coloro che vogliono (ri)leggere uno dei più importanti esempi del giallo classico ed a chiunque interpreti la letteratura poliziesca più come un "gioco" che come un qualcosa in grado di avere anche significati sociali.


Voto: 7/10


Gio  

sabato 12 giugno 2021

Luce d'estate: ed è subito notte, Jón Kalmar Stefánsson


Con Luce d'estate: ed è subito notte ho (finalmente!) scoperto Jón Kalmar Stefánsson, uno scrittore che qualche anno fa era stato inserito nel novero dei papabili per il Premio Nobel per la letteratura. Questo romanzo è un gioiello, ricco di poesia, grazie a cui l'autore riesce a far immergere il lettore in una piccola realtà del Nord Europa, dove - come dice lo stesso Stefánsson - “a volte nei posti più piccoli la vita diventa più grande”.

La trama, in realtà, è piuttosto esile. Viene raccontata la vita di un paesino di quattrocento anime della campagna islandese, racchiuso tra la luce magnetica dell'estate e le fredde notti invernali (capaci, però, di accendere la magia delle stelle); una sorta di microcosmo attraverso cui vengono descritte storie di vita quotidiana, che assumono ben presto un valore universale.
Le vicende narrate sono varie: un direttore d'azienda che si appassiona improvvisamente al latino e alle stelle; una jogger che tradisce il marito con il contadino della porta accanto; una cooperativa in cui accadono strani eventi, come se il luogo fosse infestato dai fantasmi. L'autore, però, non scorda mai la dimensione "corale" dell'opera, pur dedicandosi di volta in volta alla particolare traiettoria di uno degli abitanti del paese.

Stefánsson non è mai avaro di dettagli divertenti sulla psicologia dei personaggi ed evoca temi importanti come l'infinito o la morte senza prendersi troppo sul serio. 
Grazie ad una scrittura asciutta e dal respiro universale, piuttosto sobria nell'evocare gli stati d'animo, riesce a toccare le corde dell'anima del lettore con rara maestria, utilizzando talvolta toni da poesia ermetica.
Pagina dopo pagina, assistiamo ad una profonda riflessione sul significato della vita e sulle dinamiche che segnano l’umana esistenza; perfino il tempo appare dilatato in questo avamposto remoto in cui l'alternanza tra buio e luce arriva a condizionare l’umore dei suoi abitanti.
Con il susseguirsi delle varie storie, dal ritmo lento ma ammaliante, l'autore riesce a cogliere l'intensità di ogni attimo attraverso una prosa poetica che suscita una struggente nostalgia anche per chi in Islanda non c'è ancora stato.


Consigliato a: coloro che vogliono fare la conoscenza di uno dei più talentuosi autori nordici contemporanei, capace di fondere minimalismo e realismo e di utilizzare una piccola realtà per raccontare vicende dal significato assolutamente universale.


Voto: 8/10


Gio