sabato 11 gennaio 2020

L'impronta dell'assassino, Cornell Woolrich



Per chi non lo sapesse, Cornell Woolrich (noto anche con il nom de plume di William Irish) è uno dei più grandi autori del giallo americano. Nel corso di un’esistenza piuttosto tormentata, vissuta per larga parte negli alberghi newyorchesi, ha scritto una mole non indifferente di romanzi e racconti che hanno rivoluzionato la letteratura di genere: basti citare La finestra sul cortile e La sposa in nero, da cui sono stati tratti i due celeberrimi film di Hitchcock e Truffaut. 
L'impronta dell'assassino è una raccolta di sei racconti noir, i cui titoli sono: 
- L’impronta dell’assassino 
- Alle tre in punto
- Se dovessi morire prima di svegliarmi
- Un mazzo di rose rosse 
- Un delitto vale l’altro
- La scappatoia
Ognuno colpisce per l'assoluta genialità, basata su un meccanismo della suspense davvero ben oliato ed in grado di sconvolgere il lettore con colpi di scena del tutto inaspettati.

Il leit-motiv della raccolta riguarda, essenzialmente, le amare conseguenze che possono derivare da un gesto impulsivo. Nel primo racconto, ad esempio, Tom Quinn lancia dalla finestra un paio di scarpe per allontanare un gatto miagolante: in quel momento l'incauto signore non può di certo prevedere che le impronte di quelle scarpe verranno rilevate sulla scena di un omicidio. Nella storia successiva il signor Stapp, che ha progettato di far fuori la consorte (che sospetta di tradimento), vedrà il diabolico piano ritorcerglisi contro. In un altro racconto il gangster Brains Donleavy, nonostante l'alibi a prova di bomba, finirà vittima degli scherzi della sorte. E così via... con ogni personaggio che avrà il suo "appuntamento in nero" con un destino beffardo ed insolente.

Si tratta di sei storie di gran classe, in cui l’irriverente ironia del fato diventa l'assoluta protagonista del contesto. 
L'autore è stato l'iniziatore di un genere di poliziesco a tinte fosche a cui, successivamente, si ispireranno decine e decine di scrittori che sceglieranno questa tipologia di approccio narrativo. Le atmosfere claustrofobiche segnano, di fatto, una netta cesura con ciò che c'era prima, descrivendo un mondo in cui non esiste più la tradizionale divisione tra buoni e cattivi ed in cui ogni individuo pare contaminato dal Male.
Cornell Woolrich ha saputo, come pochi altri, lavorare sui meccanismi della suspense, descrivendo la solitudine del singolo - perso nelle incomprensioni della grande metropoli - e l’angoscia che avvinghia/condiziona/cattura senza mollare la presa. 
La scrittura è semplice, diretta, priva di fronzoli: non ci sono riempitivi nella prosa scorrevole e avvolgente dell'autore, in cui ogni parola è essenziale e funzionale al raggiungimento dello scopo. 


Consigliato a: coloro che amano i gialli in grado di far rizzare i peli sulla nuca ed a chiunque voglia fare la conoscenza di uno dei fuoriclasse della letteratura di genere statunitense. 


Voto: 8/10 



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