lunedì 29 ottobre 2018

Le nostre anime di notte, Kent Haruf


Se devo dirla tutta, quando lessi questo romanzo di Kent Haruf - un paio di anni fa - mi aspettavo qualcosa di completamente diverso…
Si tratta di un racconto carino, delicato e garbato, ma che non riesce a elevarsi dalla mediocrità del prodotto di maniera. È vero che si legge in un paio d’ore, anche con discreto piacere, ma non aggiunge assolutamente niente alla storia della letteratura americana contemporanea…

La storia dei due fidanzati “fuori tempo massimo”, Louis Walters e Addie Moore, è tenera, ma fa sorgere reminiscenze di altre storie simili (chi di voi si ricorda il film Sul lago dorato… guarda caso interpretato da Jane Fonda, che ha ricoperto il ruolo di Addie nella trasposizione cinematografica?)
Le nostre anime di notte vorrebbe lanciare un messaggio di speranza, una sorta di “non è mai troppo tardi”, che giunga a sfiorare il cuore del lettore come una morbida carezza. Se non fosse che quest'immagine idilliaca stride bruscamente con la realtà: risulta senz'altro più credibile la vecchiaia “brutta, sporca e crudele” disegnata da Haneke nel celebratissimo film Amour che, rispetto al libro di Haruf, dimostra più cinismo ma anche una maggior onestà intellettuale.

Alla fine della fiera, il messaggio del romanzo è abbastanza evidente: è bello credere che l’unica cosa che conta veramente sia l’adesso, ovvero il “momento presente”. Un significato scontato, che pare contenuto in una cartina dei Baci Perugina, e che mi ha portato a paragonare quest'opera ad un Harmony per la terza età.
Di questo autore, successivamente, ho letto Benedizione: un altro libro che mi ha convinto davvero poco e mi ha costretto a gettare la spugna. Non sono riuscito a trovare in Haruf, nella sua scrittura e nelle storie da lui raccontate, quell’unicità e particolarità che mi era stata prospettata: per questo ritengo il mio incontro con l'autore del Colorado - (ri)scoperto dal mondo intero a distanza di anni - una delle più grosse delusioni della mia carriera di lettore.


Consigliato a: coloro che amano le storie semplici, ricche di buoni sentimenti, e non si fanno troppi problemi di verosimiglianza ed a chiunque crede che anche nella vecchiaia ci sia posto per la gioia e la speranza.


Voto: 5/10


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