venerdì 23 novembre 2018

L’assemblea dei morti, Tomás Bárbulo


Ora tenterò di spiegarvi perché L’assemblea dei morti è uno dei migliori thriller che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni.
Partiamo dall’autore. Tomás Bárbulo, al suo romanzo d’esordio, è un giornalista che vanta una notevole conoscenza del mondo arabo, avendo rivestito il ruolo di inviato per il quotidiano “El País” in Marocco ed altri stati nordafricani. Di conseguenza, cimentandosi nelle vesti di narratore, dimostra di conoscere alla perfezione i luoghi e le atmosfere di cui sta parlando.
Passando alla trama, il romanzo possiede un perfetto equilibrio tra azione e umorismo, procedendo con ritmo serrato e con dialoghi caustici ed irresistibili. Tra colpi di scena, battute, battibecchi, cambiamenti di prospettiva ed altro… non c’è sicuramente il tempo di annoiarsi.   
Veniamo quindi ai protagonisti. Abbiamo a che fare con un manipolo di poveracci, annientati dalla dilagante crisi economica, che svolgono lavori umili e sottopagati: il Guapo, Chiquitin, il Chato e gli altri sono personaggi saporiti, che farebbero gola persino al grande Pedro Almodovar, ed a cui non ci si può non affezionare.
Concludiamo, infine, con la straordinaria rappresentazione di ambienti e territori. Si parte dalla civilizzata (più o meno) Spagna e – passando per lo stretto di Gibilterra - si arriva al torrido ed ammaliante Nordafrica, patria di profumi, tappeti, tè aromatici e quant’altro, che vengono descritti con precisione in uno scoppiettante viaggio “on the road”.
Che aggiungere d’altro? Direi che è giunto il momento di raccontarvi – almeno per sommi capi – lo svolgimento del plot.       

Il Guapo ed i suoi compari vengono ingaggiati da un subdolo commerciante di gioielli, ben introdotto nell’ambiente del jet set, per svaligiare una banca di Marrakech nei giorni della fiera dell'oreficeria. Dovranno raggiungere il luogo deputato facendosi passare per turisti; successivamente, per recuperare il bottino (di oltre due milioni di euro), avranno l'onere di strisciare attraverso le luride fogne cittadine e – in stile “I soliti ignoti” – far saltare il muro che li separa dal caveau.
Per entrare meglio nella parte, il gruppetto decide di farsi accompagnare da mogli e fidanzate. Il committente, però, ha imposto loro la presenza di una “spalla”: un enigmatico arabo con il compito di guidarli nella missione…
Che cosa accadrà? Non vi resta che leggere il libro per scoprirlo.

Scusate l’entusiasmo, ma ritengo L’assemblea dei morti uno dei migliori esordi degli ultimi anni: un romanzo di genere, dalle forti connotazioni sociali, che si divora alla velocità della luce. Spero vivamente che per Bárbulo non si sia trattato di un fuoco di paglia e che si decida, prima o poi, a dare un seguito a questa storia: il Guapo e gli altri membri della gang… mi mancano già.


Consigliato a: coloro che desiderano leggere un thriller originale, scoppiettante e divertente, in cui la tensione dell’azione si amalgama perfettamente con un azzeccato senso dell’humour.


Voto: 8,5/10



2 commenti:

  1. Anche a me è piaciuto molto.
    anni fa sono stata in Marocco e ho ritrovato molti dei posti che avevo visitato

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  2. A mio parere il miglior thriller/noir del 2018 a pari merito con Tra due mondi di Olivier Norek .

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