mercoledì 2 maggio 2018

Il Giallo Austriaco: breve storia di un movimento poco noto



L'Austria ha un passato culturale di tutto rispetto: basti pensare ad autori come Musil, Broch e Canetti, che hanno scritto pagine importanti nella letteratura del Novecento. Purtroppo, la Seconda Guerra Mondiale rappresentò una sorta di spaccatura, che costrinse i più celebri narratori ad abbandonare la madrepatria, provocando un progressivo indebolimento della vita intellettuale. Da quel momento in avanti, gli scrittori rimasti non ebbero grosse alternative tra il rifugio nella galleria dei ricordi asburgici e il ridursi a considerare la propria patria alla stregua di un’appendice del mondo germanico.

Nel lungo periodo compreso tra la fine del conflitto e gli anni ottanta/novanta del secolo scorso, i temi della denuncia del passato nazista e del recupero della memoria sono stati il filo conduttore di tanta letteratura, diventando un ostacolo allo sviluppo di un movimento nazionale capace di apportare novità rilevanti nel variegato mondo editoriale. Considerati questi presupposti, la letteratura giallo/noir austriaca, fino a pochi anni fa, era del tutto inesistente.  
Negli ultimi tempi, però, pare che le cose stiano cambiando, con l’affermazione di autori ed autrici sempre più partecipi di una dimensione globale e per nulla impauriti dalle sfide poste dalla modernità. Di conseguenza – un po’ come avvenuto negli altri paesi mitteleuropei – anche la letteratura di genere è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante, diventando un valido strumento per raccontare lo spirito di una società in costante evoluzione.
Gli scrittori austriaci si sono mostrati estremamente reattivi di fronte ai cambiamenti socio-economici in atto ed hanno spesso fatto ricorso al giallo/thriller/noir per raccontare problematiche attuali quali l‘immigrazione, l'avvento dell’informatizzazione, la crisi economica e le catastrofi ambientali.

In questo articolo cercheremo di fornire uno spaccato del giallo austriaco, proponendo un breve ritratto dei maggiori rappresentanti del movimento. Si tratta di autori non troppo noti da noi – nonostante le loro opere siano state tradotte anche in italiano – ma capaci comunque di proporre un modello narrativo valido e suscettibile di sviluppi importanti. Certo, al momento manca del tutto una figura trainante – come potrebbe essere un Nesbo per la Norvegia o un Mankell per la Svezia – ma non dobbiamo dimenticare che l’enclave letteraria è ancora piuttosto giovane… e non è detto che, prima o poi, anche l’aquila bicefala ci consegni un autore in grado di monopolizzare le classifiche di vendita.



Wolf Haas (1960):
Con alle spalle un passato di copywriter, tra il 1996 ed il 2003 ha pubblicato sette polizieschi che hanno goduto di un enorme successo in patria: per quattro di essi c’è stata una trasposizione cinematografica.
Questi libri hanno come protagonista il detective Simon Brenner: un ex ispettore della Kripo che, dopo diciannove anni di servizio, ha abbandonato il lavoro per insanabili conflitti con il proprio capo ma che si ritrova nonostante tutto coinvolto in indagini criminali. In Italia è reperibile il primo volume della serie, Vieni dolce morte, edito da Neri Pozza.
I romanzi di Haas sono caratterizzati da una spietata critica sociale, un sapiente uso della satira ed una tensione ben calibrata: elementi che gli hanno permesso di ricevere, per ben tre volte, il rinomato German Crime Award.

Marc Elsberg (1967):
Nome d’arte di Marcus Rafelsberger, ha esordito nel 2000 con un romanzo satirico (pubblicato con il suo vero nome) che narra le gesta di un detersivo perenne (sic). Nel 2004 è avvenuto il suo debutto nella letteratura poliziesca, con il romanzo Das Prinzip Terz – ancora inedito in Italia - in cui l’omonimo commissario protagonista deve risolvere il caso dell’omicidio di un agente pubblicitario.
La notorietà internazionale è però arrivata con Blackout - Domani sarà troppo tardi (pubblicato da Editrice Nord): un thriller adrenalinico ed emozionante, capace di coniugare realtà e finzione, che ha portato critica e pubblico a paragonare Elsberg al maestro del genere Frank Schätzing. La trama è incentrata su uno scenario davvero inquietante: un crollo generalizzato dell'alimentazione elettrica e le sue temibili conseguenze.

Bernhard Aichner (1972):
Oltre ad essere un valido scrittore, Aichner è pure un eccellente fotografo (ha collaborato con uno dei più grandi quotidiani austriaci). Pur avendo esordito nella narrativa all’inizio del nuovo millennio, ha raggiunto il successo solo nel 2014 con Totenfrau – La signora dei morti (tradotto da Rizzoli). Questo libro rappresenta il primo capitolo di una trilogia imperniata sulla figura di Brünhilde Blum: una madre e moglie amorevole che consuma pian piano la sua vendetta.
La serie ha venduto quasi 500.000 copie nei paesi di lingua tedesca, catapultando l’autore in vetta alla classifica dei bestseller, ottenendo clamore anche a livello internazionale: The Dead Woman è stata venduta in ben 16 paesi e negli Stati Uniti è in preparazione una serie televisiva.


Andreas Gruber (1968):
Originario a Vienna, oltre che alla narrativa poliziesca ha dato ottimi contributi all’ horror e al fantasy (ha pubblicato sulle più celebri fanzine del genere, tra cui Fantasia, Nocturno e SOLAR X).
Dopo aver lavorato per una società farmaceutica si è dedicato a tempo pieno alla scrittura, ottenendo riconoscimenti importanti quali il German Phantastik Prize e il Vincent Prize.
Ha ottenuto visibilità internazionale con Sentenza di morte (pubblicato in Italia da Longanesi), un thriller basato su un serial-killer ossessionato dalle opere di Dante. Il romanzo è stato lodato dalla critica per lo stile veloce e la trama avvincente e piena di colpi di scena imprevedibili, che hanno fatto paragonare Gruber a maestri indiscussi come Patricia Cornwell e Robert Harris.

Ursula Poznanski (1968):
Dopo aver lavorato come redattrice in una casa editrice di medicina, ha pubblicato il suo primo romanzo, un thriller per ragazzi intitolato Erebos (edito in Italia da Armenia). Il successo ottenuto col libro d’esordio l’ha spinta a diventare scrittrice a tempo pieno.
Da quel momento, ha avuto la strada spianata. Le sue opere hanno avuto buona eco a livello internazionale e sono state pubblicate anche nel nostro paese: vanno menzionate Adesso chiudi gli occhi e Cinque.
Negli ultimi anni, ha iniziato una collaborazione con il collega tedesco Arno Strobel, con cui ha scritto due romanzi – L’estraneo e Anonimo (tradotti da Giunti) – che sono rimasti per diverse settimane in cima alle classifiche di vendita tedesche.   

Ed anche stavolta ce l’abbiamo fatta…
Abbiamo visto come il giallo austriaco si inserisca – per trame e contenuti – all’interno del più grosso filone rappresentato da quello germanico; nonostante ciò, riesce a differenziarsi dal precedente potendo contare su caratteristiche proprie, che gli fanno  assumere un'indiscutibile tipicità nel novero dei vari generi europei.
Con l’occhio sempre attento ai fatti di cronaca, alle divisioni politiche ed alle trasformazioni sociali in atto, la narrativa austriaca sembra aver imboccato la strada giusta per riuscire ad emergere in quell'oceano smisurato che è il panorama letterario internazionale. 
E per un movimento giovane... questo è già molto.






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