martedì 18 dicembre 2018

Peccato mortale, Carlo Lucarelli


Torna il Commissario De Luca, forse il personaggio più riuscito tra quelli creati dalla penna di Carlo Lucarelli (ricordiamo – nel caso ce ne fosse bisogno – anche Grazia Negro e l’ispettore Coliandro). Stavolta ritroviamo il poliziotto in un frangente storico piuttosto delicato per il nostro paese: il periodo compreso tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943, quando alla caduta del Fascismo fece seguito la repentina occupazione tedesca.

De Luca, aggregato alla polizia criminale di Bologna, si trova a indagare sul macabro ritrovamento di un corpo decapitato. Un caso anomalo, che si complica ancora di più nel momento in cui viene rinvenuta una testa… che però non ha alcuna corrispondenza con il corpo precedente.
L’indagine sui due omicidi si rivelerà più difficile del previsto, facendo emergere delle forti connessioni con il potere politico. Nonostante il pericolo in agguato costante, De Luca, non mollerà l’osso: deciso ad andare fino in fondo, disposto persino a tradire il suo credo scendendo a compromessi.

Nei precedenti romanzi incentrati sulla figura di De Luca, veniva accennato alla breve permanenza del Commissario nella polizia fascista. Questo romanzo rappresenta quindi una sorta di “flashback” rispetto alle storie precedenti: torniamo indietro nel tempo per raccontare una macchia nascosta nel passato del personaggio.
De Luca, come al solito, si rivela un mastino infaticabile che si dedica anima e corpo all’indagine; un uomo alla perenne ricerca della verità, tanto da mostrare indifferenza per tutto il resto, che si tratti di bombardamenti o di altri eventi drammatici.
La ricostruzione storica è di ottimo livello, con una particolare cura per i dettagli ed una notevole attenzione a ciò che accade sullo sfondo: il riferimento è ovviamente per le leggi razziali, preludio  ad uno dei più grossi drammi del novecento.
L’ambientazione tra le vecchie strade bolognesi funziona alla perfezione e rende realistica una trama che si snoda con armonia, facendoci assaggiare scampoli di un passato lontano che ha lasciato segni evidenti sul corpo e nell’anima della nostra nazione. 


Consigliato a: coloro che amano i gialli che – oltre a proporre una trama interessante – sono supportati da una solida ricostruzione storica e riescono a resituire nel minimo dettaglio l’atmosfera di un’epoca.  


Voto: 7,5/10



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