lunedì 6 agosto 2018

Uno scià alla corte d’Europa, Kader Abdolah



Confesso che, prima di leggere questo romanzo, non conoscevo affatto Kader Abdolah. Devo dichiarare, al proposito, un pubblico mea culpa, visto che si tratta di un fior fior di narratore capace di coniugare due diverse culture: quella originaria dell'Iran e quella "adottiva" dei Paesi Bassi.
In quest'opera, originale ed avvincente, l’autore ci racconta la storia di un lungo viaggio, pieno di incontri-traversie-avvenimenti, che sa rivelarsi estremamente attuale nonostante l’ambientazione collocata nell’Europa di fine Ottocento.

Il narratore della vicenda è Seyed Jamal: un docente universitario che ha molti punti in comune con lo stesso Abdolah (visto che come lui vive in esilio ed insegna in un ateneo olandese). Dopo aver rinvenuto il diario di viaggio di uno scià che, verso la fine dell’Ottocento, intraprese un Grand Tour alla scoperta dell'Europa, decide di ripercorrerne le vicende. Si dedica quindi alla stesura di un libro in cui eventi storici e forza dell’immaginazione arrivano a coesistere senza soluzione di continuità.   
Dopo aver lasciato la Persia, accompagnato da uno stuolo di principi, servitori e mogli, lo scià si dovrà confrontare con il frenetico progresso, che cambierà per sempre il mondo a cui era abituato. Nel suo lungo girovagare nel vecchio continente incontrerà lo Zar e la Regina Vittoria, attraverserà la Germania di Bismarck e la Francia Repubblicana, farà la conoscenza di Tolstoj, del padre di Stalin e di Monet, testerà l'aspirina e comprenderà la portata rivoluzionaria della catena di montaggio.

Si tratta di un libro scorrevole e ricco di curiosità, che riesce a porre al lettore impellenti interrogativi: di tanto in tanto si viene brutalmente ricondotti alla realtà dal narratore Seyed, il cui compito è quello di evidenziare le profonde divergenze tra il diciannovesimo secolo e l’epoca contemporanea.
In particolare, la sensazione di disorientamento del sovrano di fronte ad un mondo in perenne trasformazione ha molto in comune con lo sbigottimento di Seyed per l’attuale crisi Europea: lungo lo stesso percorso dello scià si stanno infatti muovendo intere legioni di profughi, che contribuiscono ad avvicinare sempre più il futuro di Oriente e Occidente.


Consigliato a: coloro che sono alla ricerca di una lettura che sia allo stesso tempo avvincente ed intelligente ed a chiunque abbia voglia di lanciare uno sguardo sull’Europa di ieri e di oggi: due contesti diversi ma su cui spira un inarrestabile vento di cambiamento.  


Voto: 8/10


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