giovedì 16 agosto 2018

A modo nostro, Chen He



Sellerio è sempre una sicurezza: la casa editrice siciliana, molto spesso, riesce a farci conoscere opere semisconosciute ma meritevoli di attenzione, scovandole nei quattro angoli del mondo. Anche stavolta, con questa nuova scoperta Made-in-Cina, riesce a centrare il bersaglio.
A modo nostro, oltre ad essere un’opera interessante e ben scritta, è il primo romanzo che riesce a raccontare in maniera realistica ed esaustiva il variegato universo dell’immigrazione cinese: un argomento di cui noi occidentali sappiamo poco o niente.

Il protagonista, Xie Qing, vive a Wenzhou – la città del sud della Cina da cui proviene la maggioranza dei cinesi che risiedono in Italia – e svolge l’attività di camionista per una società di trasporti. Quando l’ex moglie, che lo ha abbandonato diversi anni prima per trasferirsi a Parigi, muore in un tragico incidente stradale, si vede costretto a recarsi in Francia per il riconoscimento del corpo.
L’imprevisto viaggio all'estero costituirà per Xie Qing un’occasione più unica che rara per cambiare radicalmente la propria esistenza. Assisteremo così alla sua progressiva presa di coscienza ed al suo inserimento in un mondo radicalmente diverso da quello a cui era abituato. In parallelo, ripercorreremo la storia della donna e scopriremo a poco a poco i retroscena della sua scomparsa.

Utilizzando i classici stilemi del noir, Chen He riesce nell’intendo di raccontare le vicende di una cupola criminale in terra occidentale, in cui imperversano immoralità e corruzione. Allo stesso tempo, l’autore indirizza lo sguardo sulle comunità cinesi che vivono in Europa, raccontando le loro traversie, la loro inarrivabile capacità nel dedicarsi agli affari e il magmatico intreccio di contatti – sociali, politici, famigliari - da cui traggono linfa vitale.
Non tutte le parti del racconto, purtroppo, sono ugualmente interessanti: ogni tanto lo scrittore si dilunga eccessivamente nelle descrizioni, facendo perdere per qualche istante il filo della narrazione. Al di là di tutto, riesce comunque a costruire un notevole equilibrio tra lirismo e fattualità, facendo coesistere avventura e tragedia.
È apprezzabile il retrogusto un po’ amaro, profondamente malinconico, che come una patina sottile ricopre l’intera vicenda: una sensazione di accettazione del destino che accomuna tra loro diversi personaggi del romanzo.


Consigliato a: coloro che amano i libri che sanno essere allo stesso tempo lirici e realistici ed a chiunque intenda approfondire la conoscenza delle vicende delle comunità cinesi in Europa.  


Voto: 7/10



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