giovedì 14 maggio 2020

Mala suerte, Juan Aparicio-Belmonte


gran vía è una piccola ma combattiva casa editrice milanese che si è dedicata, sin dalle origini, all'importazione delle opere più meritevoli ed originali della narrativa spagnola contemporanea.
Con Mala suerte, opera prima di Juan Aparicio-Belmonte, ci presenta un noir ricco di inventiva che fuoriesce dagli schemi classici della letteratura di genere giungendo a toccare territori inesplorati.

Chi ha ucciso il celebre attore Fabio Cotta e la sua amante, massacrati in uno scannatoio a colpi di lampada?
Prima di arrivare a rispondere al quesito, faremo la conoscenza di una serie di personaggi piuttosto sopra le righe: un avvocato logorroico e cocainomane che si ritiene perseguitato dalla mala sorte; un tecnico delle luci ed ex legionario che segue una propria stramba visione della lotta di classe; una seducente poliziotta fidanzata con un giovane scrittore minidotato che non le presta la dovuta attenzione; un tizio che vaga per la capitale spagnola con due paia di mutande in testa...

"Un autentico sabotatore del noir" ha scritto la rivista El Mundo. Come darle torto? Aparicio-Belmonte, pur rispettando i tratti distintivi del poliziesco, va molto al di là del genere grazie allo stile ed alla trama per niente convenzionali.
Facendo ricorso ad ampie dosi di humour, ci regala una storia piuttosto articolata, con parecchi inaspettati colpi di scena ed una serie di personaggi ben disegnati.
Il crimine - trattandosi di un noir - è ovviamente al centro della narrazione; in questo caso, però, perde subito la sua indole misteriosa: il lettore sin dall'inizio conosce il nome dell'assassino e le motivazioni che lo hanno spinto a commettere il misfatto
La scrittura è secca, rapida e brillante; il plot possiede la giusta dose di follia per risultare irresistibile e suadente. L'unico difetto, probabilmente, sta nell'eccessiva enfatizzazione delle caratteristiche psicologiche dei protagonisti: di tanto in tanto, alcuni di loro risultano davvero insopportabili.
Trattandosi di un'opera prima, però, non mi sento di biasimare troppo il povero Aparicio-Belmonte. Credo che la lettura del seguito - intitolato Il delirante circolo degli uccelli ubriachi - mi aiuterà a chiarire i dubbi residui sull'autore e sulla sua originalissima capacità di inventare storie.


Consigliato a: coloro che cercano un noir diverso dal solito, scoppiettante e pazzerello, ed a chiunque voglia farsi un'idea dei nuovi orizzonti della letteratura spagnola contemporanea. 


Voto: 7/10


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