martedì 15 dicembre 2020

La famosa invasione degli orsi in Sicilia, Dino Buzzati


«Dunque ascoltiamo senza batter ciglia / la famosa invasione degli orsi in Sicilia.»

Questo è l'incipit di una fiaba deliziosa, piacevole e divertente, che risulta ancora attualissima nonostante siano passati ormai 75 anni dalla sua pubblicazione. Come nei racconti degli antichi cantastorie ogni singola vicenda ne racchiude altre, che si sviluppano a loro volta in svariati percorsi secondari e che costituiscono una gioia per tutti coloro che hanno il piacere e la voglia di immergersi in un mondo immaginario e coinvolgente.

Il libro narra le vicende di un gruppo di orsi che vive sulle montagne siciliane sotto l'illuminata guida del Re Leonzio. Nel corso di un gelido inverno, gli orsi rimangono privi di cibo; decidono quindi di invadere il Granducato di Sicilia per cercare di sopravvivere. Il sovrano degli orsi spera anche di ritrovare il figlio Tonio, che alcuni anni prima era stato rapito dai cacciatori.
Dopo aver sconfitto l'esercito del Granduca, inizia il regno di Leonzio all'insegna della pacifica convivenza tra orsi e uomini.
Col passare del tempo, però, gli orsi cominceranno a corrompersi, assumendo le peggiori abitudini umane: bere, rubare e giocare d'azzardo.  

Una Storia con la S maiuscola, che sarebbe riduttivo considerare alla stregua di un libro per bambini. Nonostante il racconto sia semplice - dedicato al popolo dell'infanzia - anche ai grandi non sfugge il profondo significato del testo e la critica che porta dentro di sé.
L'elemento principale della narrazione è il tema del cambiamento: quella graduale variazione di abitudini e di modi d'essere che si viene a creare nel momento in cui gli orsi entrano in contatto con gli esseri umani, iniziando a vivere come loro e arrivando a conoscerne anche gli aspetti più negativi (e questo ha fatto scattare dentro di me un necessario paragone con La fattoria degli animali di George Orwell).
Quest'opera, oltre ad essere un accorato omaggio alla Sicilia dei tempi che furono, è al tempo stesso una chiara metafora della guerra - che l’Italia stava vivendo durante la stesura della storia -  di cui riesce a mettere in risalto tutta l’assurdità.
La narrazione si articola nel susseguirsi di agili capitoletti, ciascuno dei quali termina sul più bello: un ottimo impulso per spingere il lettore a proseguire nella lettura senza interruzioni. La presenza di bellissime illustrazioni, opera del medesimo Buzzati, si concilia alla perfezione col magico fluire della narrazione.


Consigliato a: coloro che amano i libri per l'infanzia in grado di parlare anche al mondo degli adulti ed a chiunque voglia tuffarsi in un mondo fiabesco capace di coinvolgere, ammaliare e far riflettere.


Voto: 8/10



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