domenica 13 settembre 2020

Invisibile, Paul Auster

 

Che Paul Auster sia considerato tra i più grandi romanzieri dell'America contemporanea non è una novità. La sua capacità di reinventarsi romanzo dopo romanzo è davvero unica e anche stavolta l'autore newyorchese riesce a centrare pienamente l'obiettivo, raccontando un'enigmatica e abbagliante storia di formazione che sa essere allo stesso tempo sorprendente e appassionante. 
Invisibile è un'opera costruita da quattro parti intrecciate - di cui solo la prima viene narrata dal protagonista - che raccontano un'unica storia che si dipana attraverso gli anni. 

Nella primavera del 1967, lo studente della Columbia University Adam Walker entra in contatto con il professore di scienze politiche Rudolf Born. Il docente si offre di sovvenzionare il giovane nella pubblicazione di una rivista letteraria che dovrà essere gestita e diretta dallo stesso Adam. Il loro connubio, però, si rompe improvvisamente a causa di un triangolo amoroso - il ragazzo comincia una relazione con la fidanzata di Born, Margot - ma soprattutto per le conseguenze di una rapina a tarda notte, terminata in maniera violenta.

Paul Auster è un scrittore unico; la sua capacità di scandagliare a fondo le nevrosi dell'uomo contemporaneo, descrivendo l'evoluzione di esistenze solitarie in un mondo spesso dominato dalla casualità, è davvero inarrivabile. Anche questo romanzo ripercorre i temi prediletti dall'autore: il carattere mutevole delle identità, il peso delle  illusioni, il persistente senso di paura che attanaglia l'animo umano e, last but not least, le scelte di personaggi che finiscono con l'essere prede inermi di circostanze su cui non hanno il minimo controllo.
Credo che il punto focale dell'intera narrazione verta sull'interpretazione del passato, che appare alla stregua di una "proiezione di desiderio" che si sviluppa e si deforma in maniera imprevista; un passato che viene ricostruito attraverso una serie di testimonianze armonizzate ma non sempre concordanti.
Lo stile di scrittura è fluido ed elegante; la trama è enigmatica al punto giusto, in grado di utilizzare registri narrativi diversi con notevole maestria.
Unico difetto - a volerne cercare uno per forza - è il limitato sviluppo della trama: talvolta, il vecchio Paul eccede un pochino in autoreferenzialità... ma siamo comunque disposti a perdonarlo, vista la valenza generale delle opere che ci ha regalato nel corso degli anni.  
In conclusione, se siete alla ricerca di un libro dal significato compiuto e inattaccabile, dotato di una morale o un punto di approdo definitivo... Invisibile non fa assolutamente al caso vostro. Se invece cercate un romanzo in cui la finzione si trasformi in qualcosa di abbagliante, credibile e talvolta scioccante, ed in cui l'analisi intellettuale non diventi prevedibile, lo amerete alla follia.


Consigliato a: coloro che amano lasciarsi stupire dall'evoluzione delle trame e dei personaggi e a chi senta la necessità di libri che fanno riflettere a lungo sull'umana esistenza, dominata dal fato e dalla sua imprevedibilità .


Voto: 7,5/10









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