venerdì 10 aprile 2020

L'inverno più nero, Carlo Lucarelli


Il Commissario De Luca è sicuramente uno dei personaggi più amati del giallo italiano. A trent'anni di distanza dal suo debutto - avvenuto nel lontano 1990 con Carta bianca - il poliziotto di stanza a Bologna continua ad essere protagonista di vicende interessanti, in cui si mescolano perfettamente la fiction ed il resoconto storico.
L'inverno più nero (sesto libro della serie) è quello che sta vivendo la Bologna del dicembre dl 1944: una città stravolta ed offesa dalle bombe alleate, in cui imperano il freddo, la fame e la paura e dove i torturatori nazi-fascisti agiscono impunemente negli ultimi giorni del regime.

De Luca, ormai inquadrato nella polizia politica, non ha certo il tempo di rilassarsi. Nella Sperrzone - il centro-città, sorvegliato dall'esercito ed in cui si sono rifugiati migliaia di sfollati - vengono rinvenuti tre cadaveri. Si tratta di omicidi diversi, apparentemente slegati l'uno dall'altro, che apriranno differenti filoni investigativi. Da quel momento in avanti, il nostro Commissario sarà costretto a indagare per conto di tre diversi committenti, i cui interessi non risultano per nulla compatibili.

A Carlo Lucarelli piacciono le tonalità "scure", su questo non c'è dubbio. Fosche e tenebrose, pertanto, sono le vicende e, soprattutto, l'ambientazione del romanzo: una città allo stremo delle forze in cui l'inverno atmosferico si modella metaforicamente su quello dell'animo umano.
La ricostruzione di un momento cruciale della nostra storia è notevole, frutto di accurate ricerche e di un lavoro d'archivio certosino. Forse, la trama poliziesca non è il punto forte dell'opera: De Luca viaggia parecchio d’istinto e di logica e, talvolta, le modalità con cui giunge alle sue conclusioni non convincono del tutto.
Si tratta comunque di un buon giallo storico, ben scritto e con descrizioni della città bombardata talmente accurate che pare, talvolta, di ritrovarsi lì sul posto.
I personaggi sono forse un po' troppi; al di là di tutto sono ben costruiti ed ottimamente caratterizzati.
Una tiratina d'orecchie a chi si è occupato dell'editing: i ripetuti refusi, trattandosi di Einaudi (un colosso dell'editoria nazionale), sono risultati davvero inaspettati.


Consigliato a: tutti gli appassionati di gialli ad ambientazione storica ed a chi vuole dare un'occhiata da vicino alla Bologna lacerata ed offesa degli ultimi giorni del Regime Fascista.


Voto: 7/10


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