mercoledì 8 aprile 2020

Burned Children of America


Partiamo subito dicendo che Burned Children of America è una creazione originale della casa editrice nostrana Minimum Fax (uscita per la prima volta nel 2001, ma in seguito rieditata). Non si tratta, come sarebbe facile pensare, della traduzione di un'antologia già esistente ma di un progetto tutto italiano - a cura di Martina Testa e Marco Cassini - che raccoglie diciotto racconti inediti (alcuni dei quali persino in USA) di alcuni dei più interessanti scrittori americani under 40; una "nidiata" di autori che rappresenta in tutto e per tutto il disagio esistenziale dei "figli bruciati d’America".

Alcuni dei narratori sono arcinoti al pubblico italiano: basta citare i nomi di Dave Eggers, Jeffrey Eugenides, Jonatham Lethem e David Foster Wallace. Altri, invece, non erano mai stati pubblicati nel nostro paese. Pertanto, l'obiettivo della raccolta sarebbe quello di proporli ai lettori sotto forma di "aperitivo", in vista di ulteriori mosse editoriali. 
I due curatori hanno effettuato una maniacale ricerca, durata più di un anno, reperendo i racconti in mezzo ad un oceano di libri, riviste, antologie e recensioni, attingendo talvolta ai suggerimenti delle case editrici o degli autori stessi. 
Che cosa ne è venuto fuori? Difficile spiegarlo in poche parole...

Questi racconti brevi, innanzi tutto, rappresentano un originale spaccato dell'America contemporanea: allucinante, eccessiva e stralunata. 
In mezzo a tanti autori, estremamente differenti l'uno dall'altro, è davvero difficile trovare un "filo rosso" che ci guidi come una bussola attraverso le varie vicende. Si potrebbe eventualmente pensare a quel “punto di vista yankee" che include un profondo disagio esistenziale (oltre che socio-politico); credo però che l'elemento comune sia il "surrealismo" di fondo, che pervade ogni singola storia diventandone l'aspetto di maggior risalto. 
Alcuni dei testi sono davvero notevoli, ricchi di humour, brevi ed asciutti come drammi racchiusi in sé stessi; altri, francamente, giungono talmente all'estremo del surrealismo da risultare indigesti ed irritanti. 
Se dovessi scegliere, metterei i racconti di Aimee Bender (Il protagonista), di Judy Budnitz (I giorni del cane), di A.M. Homes (Una vera bambola), di Julia Slavin (Odontofilia) e di Jonatham Lethem (Videoappartamento) tra i più riusciti; d'altro canto, boccerei senza possibilità di appello alcune cosacce che mi sono parse imbarazzanti (sono buono... non farò i nomi!) 
Al di là dei miei gusti personali, pur non avendone disprezzato la lettura, ritengo questa antologia piuttosto disomogenea: il fatto che ogni autore abbia puntato, soprattutto, a "colpire duro" con trovate tese a sollecitare l'umano stupore è un po' la palla al piede del progetto. Dopo un po', il rapido e continuo alternarsi di vicende al limite dell'assurdo diventa decisamente stucchevole e allappa il gusto del lettore come quello di un frutto troppo acerbo. 


Consigliato a: chiunque voglia farsi un'idea della nuova letteratura d'oltreoceano ed a coloro che vogliono ripercorrere i "primi passi" di autori d'eccezione come Eggers o Foster Wallace.


Voto: 6/10 (media tra l'8 di alcuni racconti e il 4 di altri!)



         

Nessun commento:

Posta un commento