giovedì 19 dicembre 2019

La bella sconosciuta, Gianni Farinetti





Chi ha ucciso Bruno Chiovero, uomo scontroso ed aggressivo, che risultava antipatico a tutti?
Questo è il perno attorno a cui ruota l’intera narrazione di La bella sconosciuta, ultimo romanzo di Gianni Farinetti, ambientato nei luoghi cari all'autore: i paesaggi delle Langhe racchiusi tra il Piemonte e la Liguria di Ponente.
Come nei due libri precedenti – i fortunati Rebus di mezza estate e Il ballo degli amanti perduti – l’indagine viene condotta dal Maresciallo della locale stazione dei Carabinieri, Beppe Buonanno, coadiuvato dall'irresistibile Sebastiano Guarienti, sceneggiatore gay dotato di sagacia ed intuito.

Siamo nel bel mezzo di una torrida estate. Un’improvvisa disgrazia, come un fulmine a ciel sereno, viene a turbare la pace e la tranquillità di quei luoghi incantevoli: il corpo senza vita di un uomo inviso all'intera comunità viene ritrovato all'interno di una cisterna. Il Maresciallo, però, non è propenso a credere ad un evento accidentale; anzi, pare convincersi sin da subito che si tratti di un delitto.    
La matassa da sbrogliare si presenta complessa ed intricata, simile ad un gioco di specchi che forniscono riflessi contrastanti. Ogni singolo dettaglio, però, sembra avere a che fare con la figura di Angela, la “bella sconosciuta” che si trova ospite di Guarienti ed attorno a cui ruotano i destini di tre uomini in costante competizione per carpirne le attenzioni.

Si tratta di una “commedia con delitto” nel classico stile farinettiano: godibilissima, piacevole e divertente. La trama poliziesca, seppur ben congegnata, soggiace ben presto alla notevole costruzione dei personaggi: nobili vedove, pedanti professori, svampiti accompagnatori e dispotiche matrone si alternano sul palcoscenico narrativo, in un concentrato di ironia davvero ben riuscito, che è in grado di strappare un sorriso anche al più serioso dei lettori.  
Destinato soprattutto agli amanti del giallo di stampo classico – se siete fan di Donato Carrisi passate oltre – La bella sconosciuta rappresenta un (sempre più) raro esempio di lettura amabile e coinvolgente.
Il linguaggio scorrevole, i dialoghi scoppiettanti e l'eccellente ambientazione sono ulteriori elementi che danno forza e consistenza al racconto, che si sviluppa in maniera lineare e convincente, facendoci annusare da vicino gli odori ed i tepori di un’estate piena di intrighi e di misteri.


Consigliato a: coloro che amano i gialli dalla solida impostazione classica, privi di sangue e di violenza, incentrati soprattutto sullo svolgimento dell’indagine e sull'ottima caratterizzazione dei protagonisti.


Voto: 7,5/10


Gio  

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