sabato 18 luglio 2020

Questa tempesta, James Ellroy


Questa tempesta è il secondo episodio della seconda tetralogia di Los Angeles. A quasi sei anni di distanza dal precedente Perfidia (2014), James Ellroy riprende a tessere la tela dal punto esatto in cui si era fermato: il gennaio del 1942, con gli Stati Uniti ormai definitivamente entrati in guerra. 
Ma partiamo, come sempre, dalla trama. 

In un parco di Los Angeles una violenta perturbazione provoca uno smottamento che riporta alla luce il corpo carbonizzato di un uomo. Il cadavere viene immediatamente ricollegato a una rapina a un treno avvenuta parecchi anni prima: in quell'occasione numerosi lingotti d'oro erano stati sottratti impunemente e la refurtiva non era stata mai recuperata. Mettere le mani su quell'ambito bottino diventa così l'obiettivo principale per tutte le persone coinvolte nell'indagine. Quando due detective vengono uccisi in un postribolo frequentato da tossici e pervertiti, però, la vicenda si complica ulteriormente. 

ATTENZIONE!!! Se cercate un gialletto da leggere in spiaggia sotto l'ombrellone... girate al largo! La storia poliziesca, che fa da sfondo all'intera narrazione, non rappresenta l'elemento portante; ciò che conta realmente è l'affresco complessivo, ovvero la realtà politico-sociale, culturale e - soprattutto - criminale nella California durante il secondo conflitto mondiale. A questo punto, continuare a considerare Ellroy un autore di genere sarebbe un errore madornale.
Dello scrittore losangelino ormai si è detto tutto (e forse di più). Ha inventato uno stile unico, che sa essere al tempo stesso cattivo e ingegnoso, poetico e pulp. Rispetto al romanzo precedente, quest'opera è forse un po' caotica: numerosi sono gli intrighi e i casi disparati, che finiranno per rivelarsi strettamente connessi. 
Il grande talento del vecchio James sta nel raccontare i grandi eventi attraverso l'accumulo di microvicende: quelle dei piccoli uomini e delle piccole donne che seguiamo, pagina dopo pagina, in una lenta ma inesorabile discesa all'inferno. Perché nella Los Angeles sordida e corrotta descritta dall'autore non esistono buoni o cattivi e ogni personaggio è costretto, prima o poi, a venire a patti con i propri peccati. 
La scrittura è fantastica: diretta, scevra di retorica e orpelli, mira diretta alla sostanza... e, come sempre, raggiunge subitaneamente l'obiettivo. 

N.B. Speriamo che il buon James non ci faccia attendere altri sei anni prima di leggere il seguito. Le storie da lui narrate sono come materia magmatica in ebollizione... e, come tutti gli appassionati dei suoi libri, non vedo l'ora di seguirne gli sviluppi. 


Consigliato a: coloro che amano la storia americana - quella nascosta, sotterranea e di cui non si parla troppo - brillantemente occultata sotto una patina poliziesca che la colora di tinte fosche, dure e cattive e a chiunque apprezzi il Noir (con la N maiuscola). 


Voto: 7,5/10


Gio

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