lunedì 11 dicembre 2017

La casa di Gio: Una solitudine troppo rumorosa, Bohumil Hrabal






Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa


In un centinaio di pagine Hrabal è riuscito in una missione impossibile: raccontare la storia di un uomo che guarda il cielo pur vivendo sottoterra. 
Hanta, il protagonista, lavora da anni ad una pressa meccanica. Il suo mestiere è quello di trasformare la carta da macero – volumi, giornali, imballaggi - in ordinati parallelepipedi all'interno dei quali continua a "vivere" un libro: le voci di Laozi, Hegel e Nietzsche, racchiuse in quel modulo di cellulosa ricompattata, possono così continuare a rivolgersi al mondo circostante. 
Di tanto in tanto recupera alcuni dei libri scartati e pronti per essere distrutti, accumulandoli compulsivamente all'interno della propria abitazione. L'avvento di una nuova pressa, tecnologicamente più evoluta, renderà il povero Hanta vittima di un profondo malessere che lo porterà ad ipotizzare l’idea del suicidio.

Una solitudine troppo rumorosa è un romanzo breve (o racconto lungo, se preferite) per nulla rassicurante: anzi, è evidente che nello straniamento brechtiano del protagonista e nella sua alienazione sociale si trovino i canoni di una narrazione non comune e – forse proprio per questo – destinata a raggiungere una bellezza insolita ma sublime
In una Praga in cui le avanguardie artistiche e letterarie profetizzano il dissolversi di un regime, un uomo che vive nel sottosuolo ci descrive la sua visione del mondo alterata ma sincera. Vittima di un'ossessione che lo ha reso istruito contro la sua volontà, Hanta è immerso fino in fondo nelle sue meditazioni, troppo silenziose per essere sopportabili.
Attorno a lui scorrono le immagini di una città pregna di umori e di effluvi: l'odore acidulo della birra, il sentore dolciastro del sangue, l'olezzo disarmante della putredine. 

Si tratta di una lettura non semplice: l'architettura del romanzo è complessa e dal marcato impianto filosofico. Per comprenderlo a fondo sarebbe preferibile un minimo di conoscenza riguardo al momento storico in cui la vicenda si svolge: la Praga degli anni Settanta, reduce da una Primavera sanguinosa, è co-protagonista a tutti gli effetti.
Oltre a tutto ciò, un elemento insindacabile emerge durante la lettura: l'amore disperato, assoluto, quasi metafisico per i libri… perché, alla fine dei conti, sono loro l’elemento portante della trama, il fulcro attorno cui ruota questa curiosa quanto incredibile storia di distorta ed estraniante umanità.


Consigliato a: coloro che vogliono fare la conoscenza di uno dei più grandi narratori Cechi, attraverso un romanzo spiazzante e bellissimo, che è sicuramente tra le sue opere migliori.


Voto: 8/10

mercoledì 6 dicembre 2017

Book Haul Novembre 2017 - Mely

Buongiorno Lettori!
Oggi vi mostro le sostanziose entrate di novembre, per le quali sono super-felicemente-soddisfattissima.
Innanzitutto vi anticipo che molto è per colpa di occasioni presentatesi MOLTO CASUALMENTE nel posto giusto al momento giusto, altrimenti avrei preso pochissimo... (fate almeno finta di crederci, dai!)

Se mi conoscete bene e avete presente le uscite del mese, potrete anche immaginare cosa io mi sia comprata...
Ma passiamo alla parte succulenta del post 😋


LIBRI COMPRATI

Diario di un Minecraft Zombie 5
Ebbene sì, è uscita un'altra avventura del nostro povero Zack!
Logicamente non potevo lasciarmela scappare, ma ho scoperto che ci saranno altri volumi (almeno 4!) e non so se essere felice o disperata: questa serie mi piace, è divertente e ogni libro si legge in poco tempo, però a lungo andare rischia di diventare noiosa perché l'andamento delle varie avventure è abbastanza prevedibile. Lo so che sto parlando di un libro per bambini, ma penso che anche un bambino possa stufarsi, dopo tante storie molto simili...
Gemina
Avendo amato Illuminae non potevo non prendere il seguito.
Questa volta i punti di vista della narrazione saranno totalmente diversi, il che incuriosisce molto perché... chissà come si collegherà al libro precedente e come tutto finirà nel terzo volume?!
Buona vita a tutti
Se zia Jo pubblica un libro, io devo CORRERE a prenderlo. Per forza.
In questo caso si tratta di un discorso che aveva sostenuto per i laureandi dell'Università di Harvard qualche anno fa. I temi trattati sono l'importanza del fallimento e dell'immaginazione e il testo è accompagnato da illustrazioni.
Insomma: un piccolo gioiellino!
Sei biblioteche
L'autore mi aveva già incuriosita con un altro suo testo ("L'ultimo libro", se non ricordo male) ma non mi sono mai convinta ad acquistarlo.
Poi mi hanno consigliato questa raccolta di racconti a tema libresco, di cui avevo sentito parlare molto bene da diverse persone, quindi alla fine ho deciso di provare e l'ho comprato.

LIBRI AVUTI IN REGALO

Lettere da Babbo Natale
Ormai questo libretto è praticamente spammato ovunque, però sì: l'ho comprato anche io. O meglio, me l'ha preso Gio sfruttando il buono Hoepli che aveva vinto questa primavera a Tempo di Libri.
Siccome non avevo libri a tema natalizio, ho pensato che poteva essere carino leggere questa raccolta di lettere, scritte ed illustrate da Tolkien per i suoi figli, in cui Babbo Natale ci racconta le sue (dis)avventure con il suo amico Orso Polare... L'idea era di affrontarne magari una al giorno, come una sorta di calendario dell'Avvento... (spoiler: il piano è andato all'aria, come scoprirete prossimamente nelle letture del mese).
Cromorama
Se ho ben capito, si tratta di un saggio che spiega che tipo di effetti fanno i colori sulla mente umana, a quali collegamenti ci rimandano e cose di questo tipo.
Avendo ultimamente affrontato il tema del colore nelle pubblicità e nei marchi delle aziende, mi sembrava interessante approfondire il discorso con questo libro.
(Questo è il motivo per cui l'ho inserito nella lista desideri)
Poi l'ho trovato in una sorta di chioschetto in lo vendevano al 30% di sconto.
(E questo è il motivo per cui me lo sono fatta regalare subito appena l'ho visto da lontano)
Vite segrete dei grandi scrittori +Vite segrete dei grandi scrittori italiani
Ho deciso di mettere insieme questi due titoli perché fondamentalmente sono la stessa cosa: testi in cui vengono presentate in modo particolare le vite dei grandi scrittori (italiani e non) e qualche curiosità su di loro.
Li avevo entrambi nella lista desideri da quando sono usciti, qualche anno fa, ma non mi decidevo mai a prenderli. Poi uno dei due è diventato difficile da trovare e mi stava passando la voglia, ma per caso mi sono trovata al Libraccio e lui era lì che mi fissava, così ho pensato "eh no, tu vieni a casa con me, punto"... però è successo che mi sono girata e ho trovato quello degli italiani al 50% nella sezione degli usati e capirete anche voi che non potevo ASSOLUTAMENTE lasciarlo là! Quindi: occhi dolci al consorte, tre secondi per esporgli il convincentissimo motivo per cui dovevo per forza averli e i due libri sono subito diventati miei. 😁

- Graphic Novel -
Il curioso caso di Benjamin Button
Questo era un fuori programma, in effetti.
Però non avevo mai letto il racconto e nemmeno mai visto il film, così... complici degli sconti assurdi e un paio di validissime ragioni per acquistarla subito... questa bellissima graphic novel è diventata mia nel giro di qualche click.

Bene...
Anche per oggi la carrellata è finita, quindi fatemi sapere cosa ne pensate e tutto quanto...
Nel frattempo vi rimando al prossimo post.
Ciao a tutti!
M.

lunedì 4 dicembre 2017

L'angolo di Gio: Fuori tempo massimo, Carlos Zanón


Fuori tempo massimo, Carlos Zanón

"Finalmente in Italia il nuovo noir spagnolo" è l'indicazione di Massimo Carlotto, sulla copertina del libro. Sinceramente, spero che il noir iberico non sia tutto qui: Fuori tempo massimo non mantiene per niente le promesse. 

Si narrano le vicende di Epi e Alex, due fratelli reduci da un’infanzia problematica. Mentre Alex inghiotte antidepressivi come se fossero caramelle, Epi si droga e trascorre notti selvagge insieme all'amico di origine araba Tanveer Hussein, massacratore seriale di prostitute, con cui ha uno stranissimo rapporto di amore-odio: pur subendone l’influsso, lo detesta profondamente perché gli ha rubato la fidanzata di origine peruviana. Un bel giorno, all'interno di un bar, Epi uccide il compagno spaccandogli il cranio a martellate. Com'è facile prevedere, da quel momento in avanti le cose precipiteranno…

La scelta di raccontare la storia di due fratelli decisamente borderline – novelli Caino e Abele – è sicuramente un motivo di interesse; purtroppo lo sviluppo della trama non è adeguato alle premesse iniziali. La scrittura abbastanza farraginosa (sarà un concorso di colpa col traduttore?) non aiuta per niente e, ad un certo punto, viene da chiedersi dove voglia andare a parare il buon Zanon… Ne esce un distillato ben poco credibile, in cui il pericoloso mix “infanzie disturbate/quartiere malfamato” produce personaggi per niente verosimili e assolutamente banali per quanto riguarda la psicologia. 
L’antitesi “redenzione e perdizione”, trattata migliaia di volte dalla letteratura contemporanea, viene raccontata con tonalità esagerate, per non dire esagitate. Lo sviluppo del rapporto conflittuale tra i due fratelli, dopo una manciata di pagine, fornisce una sensazione di ripetitività e di scarsezza di idee che lascia il lettore perplesso. 
Alla resa dei conti, possiamo sostenere che si tratta di un romanzo che non aggiunge alcunché di nuovo al consolidato terreno della letteratura di genere. Unico elemento memorabile: la descrizione di una Barcellona dura e senza speranze, circondata da quartieri malfamati dove lo spaccio e la violenza sono all'ordine del giorno. Ma per fare un buon noir... è davvero troppo poco!


(S)Consigliato a: coloro che vogliono cimentarsi con un noir metropolitano decisamente sopra le righe, ambientato in una città dipinta a tinte fosche, con protagonisti che incarnano fino in fondo gli stereotipi della narrativa pulp.


Voto: 4/10


venerdì 1 dicembre 2017

L'angolo di Gio: La famiglia Moskat, Isaac Bashevis Singer




La famiglia Moskat, Isaac Bashevis Singer

Devo confessare che l'inizio non è stato facile: la prima parte del libro, in cui facciamo la conoscenza dei personaggi, mi è risultata un po' ostica ed ho rimpianto le opere del fratello Israel Joshua (La famiglia Karnowski e I fratelli Ashkenazi, soprattutto). Proseguendo nella lettura, comunque, mi sono addentrato in questa narrazione fluviale e ho finito con l'appassionarmi ad una storia che rappresenta il grande affresco di un popolo e di un'epoca, opera di un eccellente scrittore.

Seguiamo le vicende della famiglia Moskat attraverso il periodo compreso tra l'inizio del Novecento e la seconda Guerra Mondiale, poco prima dell'hitleriana soluzione finale. La vera protagonista del libro è però la società ebraica polacca con la sua cultura densa ed articolata. L'ascesa e decadenza di questa grande e numerosa famiglia rappresenta l'archetipo della storia di un popolo e della sua cultura, in cui hanno un enorme peso le ataviche tradizioni ed i formalismi: elementi che, col tempo, verranno completamente sconvolti dall'inesorabile spinta della modernità.

I personaggi (per seguire i quali consiglio di tenere sotto mano l'albero genealogico riportato ad inizio libro) si trovano combattuti tra la certezza del loro essere assolutamente ebrei e le incognite di un'epoca che assume le forme pericolose di un'omologazione culturale con i gentili.

Nonostante le mie preferenze letterarie siano tutte per il menzionato fratello minore, Isaac Bashevis Singer merita un posto nell'olimpo dei grandi narratori del Novecento. La famiglia Moskat è un romanzo da leggere assolutamente: opera di enorme spessore - storico, culturale e narrativo - può essere accostata sia alle grandi saghe degli scrittori russi sia ad altri capolavori come I Buddenbrook e Cent'anni di solitudine.
Probabilmente, nelle 600 pagine del racconto si percepisce la mancanza di pathos e proprio per questo si fatica ad affezionarsi ai personaggi. Malgrado ciò, mi sento di dire che si tratta di un libro necessario, che racconta una storia capace di assumere una valenza universale. La vita e la morte, l'amore e l'amicizia, la morale pubblica e quella privata emergono prepotentemente tra le pagine di un romanzo capace, come pochi altri, di restituire l'immagine di un popolo unico, ritratto in un periodo storico fitto di importanti cambiamenti.


Consigliato a: coloro che amano le grandi saghe famigliari e a tutti quelli che vogliono fare la conoscenza di uno dei più grandi narratori del Novecento nonché Premio Nobel per la Letteratura.


Voto: 7/10


mercoledì 29 novembre 2017

TBR Dicembre 2017 - Mely

Buongiorno gente!!!
Novembre è ormai finito ed è ora di pensare alle letture da affrontare durante l'ultimo mese dell'anno.
In realtà a dicembre dovrò recuperare un sacco di libri in arretrato e avrò anche poco tempo per leggere, tra feste dai parenti e Gio a casuccia...
MA CI PROVIAMO LO STESSO.

Come al solito ho selezionato TRE titoli e ora ve li svelo.


Il primo libro che leggerò è Il Bibliotecario
Quando si tratta di libri che parlano di libri mi lancio a capofitto, inoltre pare essere un capolavoro... e lo leggerò per il progetto BookTube Italia Legge Indipendente, per il quale la CE del mese è proprio la Atmosphere.






Volendo leggere anche qualcosa di natalizio da affrontare come una sorta di Calendario dell'Avvento, ho spulciato tra i libri di Gio (perché io non avevo niente del genere) e ho pescato questo libro che gli è stato regalato l'anno scorso: Giallo Natale.
Sono otto racconti e ne leggerò uno al giorno.





Ultimo titolo in TBR, ovviamente non poteva che essere Gemina, da leggere insieme a Sam e non vedo l'ora perché Illuminae mi aveva piacevolmente sorpresa.







E questo è quanto spero di riuscire a leggere in dicembre e, possibilmente, entro il 22 - così poi andiamo dai parenti felici, spensierati e con un po' di spazio per nuovi libri da acquistare xD
Fatemi sapere che pensate di queste scelte, ditemi se avete già deciso cosa leggerete voi, e...
Alla prossima!
M.

lunedì 27 novembre 2017

L'angolo di Gio: Il commissario Habib, Moussa Konaté



Il commissario Habib, di Moussa Konaté

Il commissario Habib è il protagonista dei gialli dello scrittore Maliano Moussa Konatè, considerato da molti come il Simenon Africano. Si tratta di un poliziotto burbero e disincantato ma capace di ottime intuizioni; un figlio dell’Africa Nera che serba dentro di sé la convinzione che, per sconfiggere i mali della terra, sia necessaria una profonda trasformazione dal punto di vista sociale. 
Questi romanzi, pur mantenendo l'ossatura della letteratura di genere, riescono a descrivere in maniera eccellente lo scontro tra gli aspetti più ancestrali dell’Africa e la contemporaneità: l'ennesima dimostrazione del fatto che il Giallo non è una sorta di gabbia ma un validissimo grimaldello con cui penetrare i misteri più reconditi delle società in cui sono ambientati. 

All'interno di questa mini-raccolta troviamo due indagini che coinvolgono il commissario Habib e il suo collaboratore Sosso: L'assassinio di Banconi e L'onore dei Kéita.
Nel primo romanzo, alcuni strani decessi attirano l’attenzione del poliziotto: tre persone (due donne ed un uomo) vengono ritrovate morte – in tempi diversi - all'interno di una latrina; dietro questi eventi si cela, in realtà, una losca faccenda di banconote contraffatte. 
Nel secondo racconto, il ritrovamento di un corpo in un’enorme cisterna d’acqua spinge Habib fino alla pittoresca cittadina di Nagadji, luogo di nascita della vittima: l’ipotesi è quella che il cadavere sia giunto nel serbatoio scivolando attraverso le acque del fiume.

Le trame non sono eccezionali, ma risultano comunque funzionali per l'intento dell'autore: descrivere una terra africana – il Mali, in particolare – ricca di odori, di colori, di tradizioni e allo stesso tempo profondamente contaminata da errori ed ingiustizie. L'Islam, la magia rossa e l’animismo sono elementi ricorrenti all'interno della trama: pur rimanendo spesso sullo sfondo, emergono di tanto in tanto donando al racconto un'originalità ed una genuinità difficilmente riscontrabili nel giallo classico. 
I dialoghi sono lontani anni luce dalla tradizione del noir: non cercano di ispirarsi alla letteratura d’oltreoceano ma rimangono fedeli fino in fondo alle modalità di comunicazione di popoli che, alla fine, risultano parecchio distanti da quelli che sono i canoni occidentali… e questo è un ulteriore motivo per apprezzare Konaté.


Consigliato a: coloro che vogliono scoprire l’Africa Nera attraverso due romanzi originali, capaci di coniugare la tensione della trama gialla all'attenta indagine sociale di un continente dalle mille contraddizioni.


Voto: 7/10




venerdì 24 novembre 2017

L'angolo di Gio: Pasolini - Massacro di un poeta, Simona Zecchi



Pasolini – Massacro di un poeta, Simona Zecchi

Credo che ormai tutti abbiano capito che la morte di Pier Paolo Pasolini - uno dei maggiori intellettuali del Ventesimo secolo - non è avvenuta per un alterco a seguito di un incontro omosessuale con Pino Pelosi!
All'Idroscalo di Ostia, il 2 novembre 1975, ha avuto luogo un delitto su cui – a distanza di decenni – non è ancora stata fatta luce e che, pertanto, può essere inserito a pieno titolo nel novero dei misteri irrisolti del nostro Paese (in compagnia di Ustica, piazza Fontana ed altri drammatici eventi).
In questo libro-inchiesta, Simona Zecchi prende spunto dalla notte del massacro per disallinearsi dalla tesi stiracchiata del "delitto a sfondo sessuale". Attraverso l'ausilio di materiale inedito (interviste, prove fotografiche), l’autrice mette davanti ai nostri occhi tutto ciò che per varie ragioni è stato fino ad oggi occultato.

La carne al fuoco è davvero tanta…
Gli eventi sospetti, che hanno in qualche modo incrociato la strada del poeta friulano, non possono essere passati sotto silenzio. Si va dalla fantomatica sottrazione dell’appunto 21 di "Petrolio", il romanzo-fiume a cui Pasolini stava lavorando, al furto avvenuto presso Cinecittà delle bobine del film "Salò"; da un misterioso attentato alla centralina della SIP alle reiterate richieste di un processo alla DC.
Attorno a tutto questo, emergono alcuni elementi inconfutabili: il transito di numerosi automezzi sul luogo del delitto, l'esistenza di testimoni mai interpellati, l'indebita ingerenza dei servizi segreti.
Sembra ormai definitivamente assodato che Pelosi - Pino “la Rana” - non fosse da solo quella notte: le ultime indagini hanno rilevato il DNA di altre persone (rimaste purtroppo ignote). Inoltre, dal materiale d'archivio, emergerebbero influenze provenienti da ambienti diversi: dalla criminalità organizzata all'estrema destra; dalla mafia catanese ai già menzionati servizi di intelligence. Una sorta di join venture omicida che ha tappato la bocca, per sempre, ad un intellettuale ritenuto pericoloso per i cosiddetti "poteri forti".

Simona Zecchi dimostra un’ottima capacità di analisi. Dopo essersi occupata per anni del delitto Pasolini – nel 2012 pubblicò un saggio-inchiesta su "I Quaderni de L’Ora" – è riuscita ricompattare in un libro di 300 pagine una mole notevole di notizie, documenti ed esperienze, costruendo un testo ben strutturato e accuratamente costruito che si legge con la stessa passione di un romanzo. 
E scusatemi se è poco!


Consigliato a: coloro che vogliono approfondire uno dei Misteri d'Italia, tuttora irrisolto, attraverso un libro-verità che colpisce nel segno per capacità di analisi e produzione di materiale fino ad oggi inedito.


Voto: 7,5/10


mercoledì 22 novembre 2017

Letture di Ottobre - Mely - parte 2

Eccoci qui!
Oggi, come vi avevo preannunciato, vi parlerò delle altre letture affrontate ad ottobre: quelle più "mature" (se così si può dire...).


Anche qui voglio cominciare con un libro che mi ha stupita: Il signor Origami.
La cosa che mi ha sorpresa, più di tutto, è stata la coerenza della fascetta! Questa diceva che la lettura avrebbe ricordato Baricco ed in effetti così è stato... ma facciamo un passettino indietro: il libro parla di un giovane giapponese che s'incammina verso l'Italia in cerca di una signorina e, non trovandola, si stabilisce in un edificio abbandonato nella campagna toscana. Con sé ha solo delle piantine particolari e passa le giornate a produrre (e guardare) la carta che si utilizza per gli origami. Dopo anni di solitudine, arriva da lui un giovanotto che vuole creare un orologio speciale e gli chiede se può rimanere lì per qualche giorno.
I due si scambieranno qualche parola ed inizieranno a riflettere su alcuni punti delle loro vite.
La cosa interessante è che la storia è divisa in quattro sezioni, ognuna delle quali corrisponde ad una fase e riporta tutti i passaggi che, nel 2014, hanno portato il washi a diventare patrimonio dell'UNESCO.
Come dicevo prima, la scrittura e la storia - brevi ma non superficiali - fanno DAVVERO pensare a Baricco e, aggiungerei io, anche a Fermine.

Magnifica è invece un libro che scorre lento ma non è noioso. Personalmente, per alcune ragioni che non spiego per non fare spoiler, avrei preferito che avesse un titolo diverso; a parte questo, però, non è una brutta lettura.
Si tratta di una storta di saga familiare e racconta le vicende di tre donne - rispettivamente nonna, madre, figlia - ma sembra quasi la fiera del mai una gioia, dal momento che ai protagonisti vanno quasi tutte storte, e ad un certo punto ti viene da sorridere per le loro disgrazie (con un briciolo di senso di colpa, lo ammetto, però sono talmente assurde che non puoi trattenerti dal dire "dai!!! ma che sfiga!!! non può essere!!!"). Lo consiglio a chi non ha "fretta" di finire un libro.

Una lettura che mi è sembrata un pochino insipida è stata L'ordine delle cose.
La protagonista è una giovane adulta che lavora per un'azienda che si occupa di molte cose e il suo ruolo è quello di scrivere racconti per bambini, da pubblicare sul sito e in cui inserire tante pubblicità. Un giorno s'imbatte in un vicino di casa che pare sapere tutto di lei ma che non vuole rivelare nulla di se stesso. I due iniziano a frequentarsi, ma poi accade qualcosa che cambierà totalmente le carte in tavola.
Per quanto si legga velocemente, l'ho trovato un po' ripetitivo e noioso, troppo lento nei tempi d'azione...

Gli ultimi due libri, di cui vi parlo insieme e un po' velocemente, sono una sorta di autobiografie/raccolte di ricordi... non so bene come definirli esattamente. Parlo di La vita che si ama e di Mio fratello rincorre i dinosauri. Mentre il secondo mi è piaciuto molto, sia per la scrittura giovane che per le emozioni che vengono trasmesse al lettore, il primo mi è sembrato troppo noioso e "poetico". Inoltre da un lato sembrava un voler copiare Guccini e dall'altro mi sono chiesta il senso di pubblicare un libro con dei ricordi da lasciare ai figli... Non so, Mazzariol mi ha convinta, ma Vecchioni questa volta mi ha delusa.

Siamo giunti alla fine, quindi io vi saluto e vi rimando a mercoledì prossimo!

Ciao!!
M.

lunedì 20 novembre 2017

L'angolo di Gio: Selfie, Jussi Adler-Olsen


Selfie, Jussi Adler-Olsen

Settimo romanzo della Sezione Q: la serie che ha rivoluzionato il thriller scandinavo.
Questa volta Carl Mørck e Assad si trovano alle prese con una misteriosa serie di incidenti. Le vittime sono alcune ragazze, giovani e sfrontate, che hanno come punto in comune lo stile di vita dissoluto, mantenuto grazie alla benevolenza del Welfare danese. Una persona dalla mente instabile ha però deciso di risolvere il problema una volta per tutte: il suo obiettivo è quello di far scomparire dalla faccia della terra quelle giovani sfruttatrici, che assimila a veri e propri parassiti della società. Ma questo non è l'unico problema per Carl: la sua assistente Rose Knudsen, in malattia a causa di problemi legati al suo passato, scompare improvvisamente nel nulla. Le due indagini, ad un certo punto, finiranno per riallacciarsi e condurranno i nostri ad una soluzione del tutto imprevedibile. 

Jussi Adler-Olsen è, probabilmente, l'unico vero erede di Stieg Larsson. Con la serie dedicata alla Sezione Q – un gruppo di agenti che si dedica ai cosiddetti cold cases - ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico, vendendo milioni di copie nel mondo: i suoi romanzi sono stati pubblicati in oltre trenta paesi ed hanno conseguito importanti riconoscimenti (in attesa dell’imminente serie TV).
I protagonisti - Carl, Assad e Rose - sono ormai dei beniamini dei lettori. Il motivo del loro successo sta nella loro assoluta imperfezione: a differenza di tanti altri investigatori della letteratura poliziesca, che paiono dei "semidei", sono dei veri e propri "freak" che portano sulla pelle e nell'anima una serie di evidenti menomazioni. Proprio per questo motivo appaiono senz'altro più umani agli occhi di un pubblico contemporaneo che – probabilmente – è stanco di eroi senza macchia e senza paura.

"Selfie" ha il merito di concentrarsi su alcuni aspetti rilevanti della moderna società danese: le descrizioni del Welfare, dell'assistenza sociale e dell'invadenza dei media sono caustiche; rispetto ad altre opere sono evidenti i segnali di monito nei confronti di una Danimarca oramai fuori controllo. 
Con la consueta acutezza e supportato da una scrittura che sa unire l’ironia alla tensione della crime-story, anche questa volta Adler-Olsen riesce a fare centro. Forse siamo un filino al di sotto dell’aureo livello di La donna in gabbia e L’effetto farfalla – che sono i due racconti più riusciti della serie – ma il plot è intrigante, adrenalinico quanto basta e fitto di trame che, prima o poi, si ricongiungeranno in vista del traguardo. 


Consigliato a: coloro che amano il thriller adrenalinico, ma che apprezzano anche l’ironia di fondo di un autore che, sicuramente, è tra i migliori esponenti del giallo scandinavo contemporaneo.


Voto: 7/10


venerdì 17 novembre 2017

L'angolo di Gio: Lincoln nel Bardo, George Saunders




Lincoln nel Bardo, George Saunders

Il "Bardo" del titolo rappresenta un interludio in cui le anime dei defunti, appena abbandonate le spoglie terrene, aspettano di raggiungere l'aldilà.
Partendo da un avvenimento poco noto della vita di Abramo Lincoln, Saunders rivisita in chiave postmoderna l'Antologia di Spoon River di Edgar Lee-Masters: i protagonisti della vicenda sono defunti che parlano della vita che si sono lasciati alle spalle e dalla quale - probabilmente - non si sono ancora distaccati.
Ma procediamo con ordine…

Siamo nel febbraio del 1862 e Lincoln, che ha subito ingenti perdite di uomini nella battaglia di Fort Donelson, è considerato un incompetente dall'intera nazione. A rendere ancora più difficile quel tragico momento sopraggiunge, come un fulmine a ciel sereno, la morte del piccolo Willie, il figlio prediletto del Presidente. La salma viene seppellita a Georgetown, accompagnata dal cordoglio di tutto il paese. Durante la notte, Lincoln torna al cimitero e, dopo aver scoperchiato la bara, stringe a sé il corpo esanime del figlioletto.

Attraverso questo racconto gotico ed inusuale, ci addentriamo in una specie di limbo popolato da spiriti erranti che non hanno ancora preso consapevolezza della propria morte e, in una sorta di contrappasso dantesco, si lasciano annientare dal senso di colpa e dalle perversioni che hanno caratterizzato la loro esistenza.
Mediante l'originale assemblaggio di documenti artefatti ad hoc - che restituiscono  testimonianze cronachistiche dell'epoca – e di monologhi di trapassati, Saunders ci consegna un libro più unico che raro. In precario equilibrio tra farsa e tragedia, tra dramma e rappresentazione teatrale, l'autore ci restituisce un'opera che, come esposto nella quarta di copertina, "rivoluziona non poco il concetto comune e tradizionale di romanzo".
Purtroppo, l'esilità della trama non gioca certo a suo favore: alla fine il ripetersi di situazioni diventa eccessivo ed il racconto si incarta su se stesso, in un alternarsi di personaggi e situazioni ridondanti. Resta tuttavia encomiabile il coraggio di Saunders, che è riuscito a scrivere un qualcosa di assolutamente innovativo che non somiglia a nessun'altra opera contemporanea: e questo vuol dire davvero tanto!


Consigliato a: coloro che vogliono leggere un romanzo originale e profondamente innovativo, recentemente insignito del prestigioso Man Booker Prize.


Voto: 7/10 


mercoledì 15 novembre 2017

Letture di Ottobre 2017 - Mely - parte 1

Buongiorno!
Oggi vi parlo di alcune letture che ho svolto ad ottobre.


Partiamo con un libro che MAI mi sarei aspettata mi sarebbe piaciuto: Illuminae.
Oltre ad essere stato amato/odiato/nominato moltissimo nell'ultimo anno, fa parte di un genere di libri che solitamente non leggo... la fantascienza.
Non perché abbia chissà quali idee su questo tipo di letture, ma semplicemente perché non mi hanno mai attratta particolarmente.
Illuminae, invece, è stato proprio un'illuminazione!
La storia viene raccontata tramite dei file, dei verbali e altri documenti, relativi ad attacco ad un pianeta. In seguito all'invasione, i sopravvissuti vengono tratti in salvo da alcune astronavi, ma qualcosa va storto. Naturalmente, i due giovani protagonisti riescono ad inserirsi nel sistema informatico per svolgere una sorta di indagine e capire cosa non va. Quello che si scopre è che gira una specie di virus che stravolge le persone.
Ammetto che la forma in cui viene raccontata la vicenda ha aiutato molto ad apprezzarne la lettura, che risulta comunque scorrevole.

Lettura di tutt'altro spessore è stata Il casello magico, com'è ovvio che sia: stiamo parlando di un libro per ragazzi di circa 10 anni.
Il protagonista è un ragazzino costantemente insoddisfatto e disinteressato a qualsiasi cosa. Un giorno, tornato da scuola, trova in camera sua un casello autostradale. Incuriosito dalla strana presenza, decide di mettersi in moto (anzi, in macchina) e vedere come funziona e cosa succede.
Quindi si ritrova in un paese molto particolare e dovrà affrontare diverse avventure, imparando ad amare sia le parole che i numeri, accompagnato da personaggi molto particolari.
Per ovvie ragioni si tratta di una lettura leggera ma comunque molto simpatica e piacevole.

Per quanto riguarda Tra i castagni dell'appennino, ne ho parlato ampiamente QUI.
Dall'aver fatto una recensione a parte capirete che mi è piaciuto molto, quindi non mi dilungo e passo ad un altro libro per bambini e ragazzi: Il professor Strafalcioni e i giroglifici.
Sì, avete letto bene... GIROGLIFICI.
Il dettaglio originale di questo libro non è la storia, in quanto assolutamente semplice e veloce, e nemmeno il protagonista decisamente
bizzarro, ma l'essere interattivo.
Ebbene sì.
Questo libro, infatti, è molto utile per rendersi conto dell'attenzione che mettiamo quando leggiamo: nel testo sono nascosti alcuni errori, grammaticali ma non solo, e compito del bambino (o del lettore, in generale) è scovarli tutti.
Alla fine del libro si trova una scheda in cui vengono elencate le pagine in cui si trovano gli errori, così non si perde il conto di quelli scoperti e si nota subito se è sfuggito qualche particolare.

Per concludere questa prima parte, due parole su manga e graphic novel.
Ad ottobre Black Clover 5 e 6, che mi sono piaciuti ed è una serie che continuerò; Otaku Teacher 7, che non credo di continuare perché mi sta un po' "scadendo" e il prezzo è diventato davvero troppo alto per il prodotto che è; Il ladro di libri è invece una graphic novel che FORTUNATAMENTE ho preso in biblioteca perché non mi è piaciuta né per la storia né per la grafica: personalmente penso che il titolo non c'entri moltissimo con la storia, poiché è vero che tutto parte dal protagonista che ruba un libro, ma poi prende una piega totalmente diversa... quindi BOH... sono rimasta un po' delusa perché mi aspettavo molto di più.

Detto questo, chiudo qui e vi rimando alla prossima settimana: là ci saranno titoli in un certo senso più "impegnativi".

Ciao!

lunedì 13 novembre 2017

L'angolo di Gio: Ballando nel buio, Roberto Costantini




Ballando nel buio, Roberto Costantini

Dopo un romanzo non troppo convincente – La moglie perfetta – Roberto Costantini torna ai livelli di eccellenza della Trilogia del male: una delle cose migliori prodotta dal noir italiano dell'ultimo ventennio.

In questa occasione ritroviamo il solito Mike Balistreri, diventato oramai un beniamino dei lettori: un personaggio duro e controverso, che sa essere rabbioso ma allo stesso tempo affascinante, e che è abituato ad agire al di fuori dagli schemi. 
Siamo nel 1974, nel cuore degli anni di piombo: un'epoca in cui l'estremizzazione del confronto politico portò a violenze di piazza e all'attuazione della lotta armata. Balistreri è un giovane idealista che fa parte dell'estrema destra romana e che, dopo lo scioglimento di "Ordine nuovo", assiste al crollo delle convinzioni in cui si era specchiato fino a quel momento. 
Dodici anni dopo, nel giorno in cui El Pibe de Oro elimina gli inglesi ai mondiali grazie ad un astuto "colpo di mano", uno dei vecchi compagni di militanza di Mike viene ucciso. Balistreri, diventato nel frattempo commissario della Squadra Omicidi, dovrà indagare sul delitto malgrado il suo personale coinvolgimento nella vicenda. Sarà l'occasione per saldare una volta per tutte i conti col passato: un beffardo esattore che non vuole assolutamente fare sconti.

È ormai consuetudine, per Costantini, abituarci a salti cronologici nell'arco della narrazione, in un continuo scambio tra passato e presente. Anche in questo caso la vicenda si dipana attraverso due distinti piani temporali: il 1974 e il 1986, l'epoca degli ideali infranti e quella del riscatto dagli errori del passato. Due epoche diverse, in cui Balistreri rappresenta una sorta di trait d'union: col suo incedere da moderno antieroe, fedele ad un personalissimo codice morale, rappresenta lo strumento per riaprire vicende che parevano ormai morte e sepolte. 
Il ritmo della narrazione è rapido ed incalzante; l'alternanza temporale, che permette di incastrare in maniera perfetta i vari avvenimenti, è un ottimo strumento per alimentare la tensione anche nel lettore più smaliziato.
Mike Balistreri, pur viaggiando anni luce dall'etica comune, è un poliziotto a cui ci si affeziona immediatamente: uno dei più riusciti protagonisti del giallo/noir di casa nostra.


Consigliato a: coloro che vogliono fare la conoscenza di uno dei migliori autori del noir italiano contemporaneo, capace di raccontare attraverso la letteratura di genere le contraddizioni ed i lati più oscuri del nostro paese, con una narrazione sempre in bilico tra passato e presente. 


Voto: 7,5/10


venerdì 10 novembre 2017

L'angolo di Gio: L'amore ai tempi del colera, Gabriel Garcìa Marquez





L'amore ai tempi del colera, Gabriel Garcia Marquez

Un romanzo indimenticabile, che parla dell'amore nella sua espressione più alta, tormentata e romantica.
In una Colombia torrida e rigogliosa - ma che sa trasformarsi in un batter d'occhio in terra madida e piovosa - assistiamo allo struggimento di Florentino Ariza: un uomo che per più di cinquant'anni ha conservato intatto il suo amore nei confronti di Fermina Daza, senza perdere le speranze neanche dopo il matrimonio della ragazza con il dottor Juvenal Urbino. Un sentimento cullato nel corso degli anni, con incrollabile passione e caparbia ostinazione, e che Florentino ha continuato a nutrire in faccia al mondo e contro il gioco delle probabilità.

Gabo Garcia Marquez è un signor narratore che, in questa occasione, lascia un po' in disparte le questioni smaccatamente politiche addentrandosi in una vicenda romantica e toccante ed evitando con abilità i rischi insiti in questo tipo di racconto: in particolare la stucchevolezza.
Con un lirismo inarrivabile ed una visione del mondo attonita e meravigliata, Marquez ci regala un romanzo a cui spetta di diritto un posto d'onore all'interno del cosiddetto realismo magico
Il racconto dei tre protagonisti si amalgama alla perfezione con la storia di una nazione e di un periodo storico in cui l'anima latina – gaudente e prodiga, suadente e melanconica – rappresenta un modo d'essere, un simbolo, uno stile di vita.

Si tratta di un romanzo bellissimo: raffinato e seducente, elegante e coinvolgente, da cui emerge il talento sconfinato di un grande artista, compianto e mai dimenticato dall'intero mondo letterario.


Consigliato a: coloro che amano i bei libri a prescindere e a tutti quelli che vogliono fare la conoscenza di uno dei più grandi narratori del ventesimo secolo.


Voto: 8/10


mercoledì 8 novembre 2017

Book Haul Ottobre 2017 Mely

Buongiorno gente!
Siamo quasi agli sgoccioli, per quanto riguarda i book haul dell'anno...
Gli ultimi saranno forse un pochino più consistenti dei precedenti, sia perché tra pochino (più o meno) ci sarà Natale, sia perché ultimamente ho trovato titoli interessanti da inserire in lista desideri e da acquistare ASSOLUTAMENTE.

Dopo questa piccuscola premessa, passiamo alle entrate di ottobre.
In questo mese io ho personalmente comprato solo un librettino per bambini/ragazzini, perché poi Gio ha fatto un mega ordine contenente ben QUATTRO articoli per me (abbiamo dovuto rinunciare a Lucca, ci siamo rifatti così xD).


Libri

Il professor strafalcioni e i giroglifici
Elemento mancante in foto, trattasi di un libretto interattivo per bambini e ragazzi: un personaggio alquanto strambo, il professor Strafalcioni, ama raccontare storie ma le riempie di errori. Compito del lettore sarà quindi quello di leggere attentamente per scovarli tutti.

Il signor Origami
Questo libro mi ha incuriosita dopo averlo visto sul Libraio.
Dopo aver letto l'anteprima, ho deciso che dovevo averlo assolutamente perché mi ricordava - come scrittura - uno dei miei autori preferiti: Baricco.
Protagonista è un uomo orientale che, per qualche motivo, si trova a vivere in un edificio abbandonato in Toscana...

Graphic Novel
Ultimamente mi sto dando molto a questo genere perché sto scoprendo dei titoli davvero interessanti... forse questo mese sono stata un po' monotematica, però fa niente.

Sam Zabel e la penna magica
Si tratta di una storia, interamente a colori, che vede protagonista un fumettista nel pieno di una crisi: non riesce più a proseguire la storia di cui si occupa.
In qualche strano modo si ritroverà catapultato in un fumetto e da lì avrà inizio il cambiamento.

Se una notte d'inverno un narratore
Avevo adocchiato questo testo già a Tempo di Libri ma non ero totalmente convinta, invece poi ho iniziato a sentirmi quasi pentita di non averlo fatto mio... e quindi ho deciso che era assolutamente ora di acquistarlo.
Anche qui si tratta di un viaggio tra i libri, in questo caso sono precisamente dei testi di Calvino.

Anne Frank - Diario
Purtroppo non ho mai letto il Diario di Anne Frank: sono solita ad evitare questo tema perché mi scuote molto. Tuttavia, appena ho visto che era uscita la versione grafica ho deciso che era giunta l'ora di affrontarlo... perciò ho approfittato dell'occasione "fidanzato in vena di grandi regali" per prenderlo.

Il ladro di libri
Questo in realtà l'ho preso in biblioteca poiché si tratta della mia lettura per BookTubeItaliaLeggeIndipendente di novembre.
Su tutto il catalogo della CE era quello che mi incuriosiva di più, lo avevo già visto e sfogliato e mi attirava, ma c'era qualcosa che non mi convinceva totalmente all'acquisto.
SPOILER: ho fatto bene a prenderlo in prestino e a non comprarlo.

Queste sono state le entrate di ottobre...
Io vi saluto e vi aspetto la prossima settimana per parlare di quello che ho letto!

lunedì 6 novembre 2017

L'angolo di Gio: Ogni nostra caduta, Dennis Lehane





Ogni nostra caduta, Dennis Lehane


Dennis Lehane è, senza dubbio, uno dei più grandi narratori contemporanei: basta citare Mystic River e L'isola della paura – entrambi divenuti film di successo – per far comprendere il talento cristallino di questo scrittore, americano di nascita ma saldamente ancorato alle origini irlandesi.
Per la prima volta nella sua carriera, in quest'opera sceglie di incentrare la trama su una protagonista femminile: Rachel Childs. Questa donna, che rappresenta l'archetipo della giornalista di successo, ha un animo piuttosto tormentato e vive un rapporto conflittuale con la madre. A seguito di una crisi di nervi in diretta TV, si ritrova abbandonata da tutti ed isolata dal resto del mondo. Sarà l'incontro con un uomo che torna dal passato ad aiutarla a ricomporre i cocci della sua esistenza. Attenzione però… come avviene nei migliori thriller niente è come sembra! Rachel si troverà ben presto coinvolta in una situazione ancora più difficile e pericolosa di quella in cui era precedentemente sprofondata.

Premettiamo che non si tratta del miglior romanzo di Lehane. Nonostante la trama ben congegnata, non tutto gira per il verso giusto ed il finale – a mio personalissimo parere – appare abbastanza prevedibile e scontato. Al di là di tutto, si tratta di un thriller di gran lunga superiore alla media. L'autore mostra, pagina dopo pagina, l'invidiabile capacità di sondare l'animo umano: con un'acutezza da Maestro del genere riesce ad analizzare in maniera compiuta la psicologia dei personaggi e le loro interazioni. 
Come già avvenuto in altri romanzi di Lehane, la vicenda intima di una persona viene amplificata fino ad assumere valenza e significati universali. E così, attraverso la figura di Rachel Childs, l'autore riesce a raccontare una vicenda di dolorose cadute e faticose risalite: le vicissitudini della protagonista costituiscono l'anima del racconto, rendendo – cosa insolita per un thriller – la caratterizzazione del personaggio superiore per intensità allo sviluppo della trama.
Si tratta di un libro che si legge rapidamente. La scrittura, rapida ed essenziale, è uno dei punti di forza di questa odissea contemporanea, con una protagonista che non dimenticheremo troppo facilmente.


Consigliato a: tutti gli amanti del thriller raffinato e a tutti coloro che cercano una credibile ricostruzione dei personaggi all'interno di una trama avvincente.


Voto: 7/10 


venerdì 3 novembre 2017

L'angolo di Gio: Vento di Quaresima, Leonardo Padura




Vento di Quaresima, Leonardo Padura

L'approdo in Italia della fiction tv Havana noir, su Laeffe, è un ottimo motivo per recuperare i romanzi di Leonardo Padura Fuentes a cui la serie si ispira: quattro storie ambientate nella Cuba degli anni ottanta/novanta che, per l'occasione, sono state riunite in un unico volumetto. 
Le vicende sono imperniate sulla figura di un poliziotto nostalgico e disordinato con mai sopite ambizioni letterarie: il tenente Mario Conde.
In questa occasione, ci occuperemo del primo episodio della raccolta.

Mentre il terribile vento di Quaresima spazza la primavera cubana, al nostro Conde viene assegnata un'indagine piuttosto delicata: una giovane docente del medesimo liceo da lui frequentato in gioventù viene ritrovata assassinata nel suo appartamento. Sul luogo del delitto, tracce di una notte brava a base di sesso e marijuana. Il poliziotto si inoltrerà a poco a poco in un territorio in cui l'ambiguità del potere va a braccetto con la corruzione ed in cui i loschi traffici disegnano il ritratto di un paese lontano anni luce dall'immagine idilliaca dei paradisi turistici.

Mario Conde è una via di mezzo tra Philip Marlowe ed il tenente Colombo, anche se esprime fino in fondo la sua anima di personaggio latino. Si tratta di un protagonista ben caratterizzato, che alterna momenti intimisti ad un senso di rabbia impotente che talvolta divampa come un incendio.
L'atmosfera del romanzo è pregna di malinconia e di disincanto, con personaggi emblematici: uomini e donne che sono stati profondamente feriti dalla vita e trovano rifugio ai loro tormenti nell'amicizia, nell'amore e negli eccessi alcoolici.
Vento di Quaresima rappresenta un ottimo esempio di noir latino, in cui la trama hard-boiled si amalgama alla perfezione con la descrizione di una società ormai vicina al punto di rottura. La scrittura insolitamente ricercata ed elegante fa uscire quest'opera dagli angusti confini del romanzo di genere, elevandola ad esempio di ottima letteratura.


Consigliato a: agli amanti del noir che vogliono fare la conoscenza di un personaggio imperfetto - ma proprio per questo irresistibile - e a tutti coloro che apprezzano la letteratura latino americana, con i suoi impeti di lucida malinconia.


Voto: 7,5/10


mercoledì 1 novembre 2017

TBR Novembre 2017 - Mely (un po' di volata)

Ragazzi scusate il ritardissimo, ma oggi è festa, Gio è stato a casa, io ho iniziato un corso, la vita è un casino e devo riorganizzare i miei tempi.

Quindi arrivo solo ora a dirvi di volata come sono messa (malissimo) e cosa leggerò (spero) a novembre.

Purtroppo con la Trick Or Treat reading challenge sta andando diversamente bene: ho terminato un libro, sono a metà del secondo (che però ho cambiato) e ho iniziato la raccolta di poesie ma non so se riuscirò a finirla per tempo.
Inoltre ho ancora in ballo il terzo volume di NIl, accantonato per dare priorità alla challenge...
E devo ancora recuperare la lettura di Utopia, uscito vincitore di "QuelloCheGliAltriNonVedono" di SETTEMBRE! T.T

Quindi, per ovvie ragioni, questo mese non farò il modulo... oltretutto ho visto che è calato l'interesse per questa cosa e un po' mi dispiace, ma vabbè...

Passando a quello che vorrei leggere a novembre, oltre a terminare i titoli in corso d'opera e qualche manga/graphic novel, questi sono i titoli scelti:

Harry Potter e Il Principe Mezzosangue:
Scelto per la One Book A Month che richiedeva un libro triste (e se non è triste questo, allora non so che altro possa esserlo!)

Lo zio Oswald:
Scelto perché ho bisogno di cose brevi e leggere, quindi un libro per ragazzini mi sembra adatto (spero si riveli effettivamente tale XD)
Inoltre sta in attesa da almeno un paio d'anni, quindi sarebbe anche ora di leggerlo, perbacco! :P

Quella sera dorata:
Questo libro l'ho scelto perché Cameron è uno dei 10 autori del mese usciti per la lettura di gruppo nella Casa di Gio e amo Cameron, quindi ci stava bene in tutto e per tutto.

E niente...
Riscusate per l'ora e la velocità, ma purtroppo oggi va così.

Per adesso è tutto...
ALLA PROSSIMA! :D

PS: ma voi cosa state leggendo? Non siate timidi, fatemi sapere! :D

lunedì 30 ottobre 2017

L'angolo di Gio: L'estate del cane bambino, Mario Pistacchio & Laura Toffanello



L'estate del cane bambino, Mario Pistacchio & Laura Toffanello

L'opera d'esordio della coppia (anche nella vita) formata da Pistacchio e Toffanello lascia il segno. L''estate del cane bambino ci riporta indietro nel tempo: in un'epoca di giochi ed amicizie ma anche di segreti inconfessabili e di sogni traditi, che per un gruppo di adolescenti rappresentò il momento della perdita dell'innocenza.
Vittorio ed i suoi amici vivono a Brondolo, un paesino nei pressi di Venezia: una località rurale, piena di campi sterminati, con la vicina Sottomarina che viene idealizzata come una sorta di paradiso in cui il lusso e l’atmosfera vacanziera vanno a braccetto. Siamo negli anni sessanta: l'epoca delle prime figurine Panini, delle interminabili partite a pallone, dei momenti spensierati.
Il piccolo nucleo di adolescenti ricorderà per sempre quell'estate: il momento in cui il piccolo Narciso - fratello minore di Ercole, uno del gruppo – sparì nel nulla. Al suo posto, comparve un cane smunto ed affamato che chiamarono col nome di Houdini: l'escapista/illusionista che era il mito del bimbo scomparso. Vittorio e gli altri, da quel momento in avanti, vollero illudersi che quel cagnolino costituisse davvero la reincarnazione di Narciso, irreperibile nonostante le meticolose ricerche condotte dalle forze dell'ordine.

Il paragone con Stand by me-Ricordo di un estate di Stephen King risulta spontaneo. Al posto dell'Oregon dell’immaginaria Castle Rock troviamo però un pezzettino di Veneto, ambiguo ed oscuro, in cui l'omertà della gente ha il peso di un macigno.
La vicenda narrata avrebbe tutti i presupposti del "pugno nello stomaco"; Toffanello e Pistacchio, però, riescono con abilità a sfuggire alla pornografia del dolore, raccontandoci una favola nera che sa essere al tempo stesso struggente e seducente. Le paure dell'infanzia vengono amplificate attraverso il temibile confronto con la malignità degli adulti; la crudeltà non viene mai esposta a tinte forti, ma emerge attraverso il rapido scorrere delle pagine: un nodulo di angoscia che si inserisce, a poco a poco, in un'atmosfera che è solo in apparenza idilliaca e rassicurante.
Insolitamente equilibrato per essere un’opera prima, L'estate del cane bambino è un romanzo che aiuta a riflettere a fondo sul mondo dell'infanzia, lasciando nel lettore una sensazione di malinconico stupore, filtrato dal dolore della perdita, ma mitigato da una scintilla di speranza che nonostante tutto non si spegne mai.


Consigliato a: coloro che vogliono fare la conoscenza di una coppia di autori davvero unici, capaci di raccontare drammi del presente attingendo a racconti del passato, lontani nel tempo ma sempre vividi nella memoria.


Voto: 7,5/10.


venerdì 27 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane, Massimo Carlotto




Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane, Massimo Carlotto

Marco Buratti, in arte l'Alligatore, è oramai uno dei più celebri investigatori della narrativa noir di casa nostra: un personaggio che, a vent'anni e oltre dalla sua creazione, continua ad attirare le simpatie dei lettori che ne hanno fatto un loro beniamino.
Accompagnato dai suoi fedelissimi compagni d'arme, Beniamino Rossini e Max la Memoria, lo ritroviamo alle prese con una nuova e complessa indagine. 
In questo romanzo riscopriamo anche Giorgio Pellegrini, l'altra celebre figura creata dalla penna di Massimo Carlotto. E così, per la terza volta consecutiva, le strade dei due personaggi tornano ad incrociarsi.

Questa volta, Buratti ed i suoi soci sono caduti in una trappola predisposta dallo stesso  Pellegrini, in fuga dall'Italia, che non vuole vivere da eterno latitante: il "re delle canaglie", patteggiando in segreto una riabilitazione, accetta di diventare un infiltrato per conto della polizia. Dopo che una squadra di killer ha assassinato la moglie e l'amante di Pellegrini, all'Alligatore viene affidata una sorta di "indagine parallela" al fine di identificare i responsabili del cruento omicidio. Ricattati da un alto funzionario del ministero dell'Interno, Buratti e i suoi amici dovranno fare l'impossibile per salvarsi da una situazione che appare senza via di uscita.

Si tratta indubbiamente di un buon romanzo di genere, che tiene alta la tensione e si legge in un battibaleno. Purtroppo, dopo tre romanzi, la sfida tra Buratti e Pellegrini sta diventando irritante: come nei vecchi film di Fantomas, il cattivone continua a salvarsi all'ultimo momento per il rotto della cuffia. 
A mio personalissimo parere, questo conflitto senza soluzione sta diventando un po' ripetitivo e fa perdere di credibilità al racconto.
Speriamo che, dal prossimo romanzo, la questione Buratti/Pellegrini venga finalmente risolta… anche se, leggendo tra le righe, sembra che Carlotto non abbia alcuna intenzione di sopprimere il bel Giorgio, che tante fortune ha portato alla sua opera letteraria.
Per il momento, godiamoci la lettura, sempre trascinante e coinvolgente, supportata da una prosa essenziale ed incisiva ma sempre attenta a cogliere i dettagli e le sfumature. 


Consigliato a: tutti coloro che amano il noir italiano, qui rappresentato da uno dei suoi personaggi più riusciti ed emblematici.


Voto: 6,5/10 


mercoledì 25 ottobre 2017

Recensione: Tra i castagni dell'appennino - conversazioni con Francesco Guccini, Marco Aime

Buonsalve a tutti!!!
Mi è stato richiesto di fare una recensione di questo libro, quindi eccola qui 😊
(non sarà mai ai livelli di Gio, ma pazienza...)


Partiamo dal fatto che ogni Gucciniano dovrebbe leggere questo libro.
Il testo, diversamente dagli altri scritti dal Maestro, non è né un romanzo né una raccolta di ricordi. 
In apertura e in chiusura si presenta piuttosto come una sorta di diario dell'autore, il quale si reca dal noto cantautore e ripercorre un certo luogo a lui caro, mentre la parte centrale è costruita come un'intervista e suddivisa in varie parti, in base all'oggetto delle domande poste: ognuna è relativa ad un certo tema trattato da Guccini nelle sue canzoni.
Quindi, finalmente, scopriamo come faceva a comporre, quanto di lui metteva nel testo e quali sono gli argomenti che per lui hanno avuto maggiore in portanza.
Per fare giusto un paio di esempi, pensiamo a quante volte ritornano i luoghi e il tempo...
Una cosa che ho apprezzato tantissimo, è che ogni parte è indicata con un verso di una canzone e lascia intuire l'argomento di cui si parlerà.
(per rimanere fedele agli esempi di prima, riporto Panorami e Tu sai cos'io pensi del tempo).

Non mi sento di andare oltre ed entrare nel dettaglio perché credo che questo libro debba proprio essere letto, in quanto permette di scoprire un lato del Maestro che non salta fuori dagli altri suoi libri: per quanto i ricordi siano personali, non si prova la stessa sensazione di confidenza che si avverte leggendo le sue risposte alle domande di Aime.

Assolutamente consigliato a chi vuole approfondire la conoscenza di Guccini come cantante, come autore e come persona.

lunedì 23 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Patria, Fernando Aramburu




Patria, Fernando Aramburu

Signore e signori, leviamoci il cappello: siamo di fronte ad un'opera straordinaria, piena di pathos e tensione narrativa, che va sicuramente annoverata tra i migliori romanzi degli ultimi anni. 

Con una lucidità invidiabile, Aramburu racconta la storia di due famiglie - quelle di Joxian e quella del Txato - cresciute nello stesso paese ed unite da un solido legame. I due uomini, le loro mogli - Miren e Bittori - ed i loro figli, da sempre hanno coltivato una sincera amicizia; i loro rapporti subiranno però un brusco cambiamento a causa di una tragedia che scaverà un solco profondo tra le loro vite. 
Txato, titolare di un’impresa di trasporti, diventerà bersaglio dell’ETA e dopo una serie di minacce cadrà vittima di un vile attentato. Bittori, non riuscendo più a vivere nei luoghi in cui il marito è stato assassinato, di fronte all’ostracismo della comunità lascerà il paese. Il passare degli anni, però, non riuscirà ad affievolire il bisogno di verità di questa donna testarda e cocciuta, che sarà sempre accompagnata dal desiderio irrinunciabile di farsi chiedere perdono

Storia e Famiglia.
Questi sono i fili conduttori della trama: due piani narrativi che si fondono armoniosamente, riuscendo nell'intento di raccontare la Spagna a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo. Ripercorrendo le vicende di Txato, di Joxian e dei loro famigliari, l'autore ricostruisce uno straordinario affresco che si svolge su uno sfondo storico ben delineato, in cui le violenze dell'ETA e il fanatismo politico hanno condizionato un’intera comunità. 
I pericoli insiti in un certo tipo di narrazione sono essenzialmente due: la caduta nel sentimentalismo ed il rischio di scrivere un libro a tema politico. Aramburu riesce però ad evitare entrambi gli scogli: le vicende dei protagonisti vengono descritte in maniera esemplare, unendo realismo ed onestà intellettuale; mentre il tema politico, pur rimanendo una presenza costante, non arriva mai ad insidiare l’impianto di fondo del racconto. 

Qualcuno ha definito questo romanzo come il "Guerra e pace spagnolo". 
Al di là dei facili entusiasmi, si tratta di un romanzo importante, il cui respiro va ben oltre gli anni in cui è stato ambientato. Il racconto di una Spagna divisa e lacerata dal conflitto - che è al tempo stesso la Patria in cui vive gente comune, con amicizie e sentimenti traditi - fa accostare questo romanzo ai modelli narrativi che hanno fatto della famiglia la trave portante delle vicende umane: Vita e destino di Grossman e La famiglia Karnowski di Singer, per citare alcuni esempi.
La scrittura è rapida ed intensa, con frequenti innesti di un linguaggio popolare (utilissimo il glossario con la traduzione dei termini baschi), e capace di avvolgere il lettore per oltre 600 pagine senza mollarlo più… lasciandolo con una lacrima di commozione che non se ne va via. 

Patria è un romanzo che definirei necessario e che consiglio di leggere senza ulteriori indugi!


Consigliato a: coloro che amano le grandi storie familiari, piene di pathos, che si svolgono su uno sfondo realistico ed accuratamente descritto. Un libro che si dimostra, ahimè, tristemente attuale (alla luce di ciò che sta accadendo in Spagna in questi mesi). 


Voto: 8,5/10


venerdì 20 ottobre 2017

L'angolo di Gio: La scelta del buio, Piergiorgio Pulixi



La scelta del buio, Piergiorgio Pulixi

Dopo essersi congedato – almeno per il momento – dal personaggio di Biagio Mazzeo, Piergiorgio Pulixi riprende il mano il progetto dei Canti del male: un'ambiziosa serie poliziesca, articolata in tredici episodi, che racconterà la malvagità umana in tutte le sue variabili.

In questo secondo episodio, che segue Il canto degli innocenti, ritroviamo il commissario Vito Strega alle prese con un caso piuttosto complicato. Dopo il reintegro in servizio, il poliziotto deve indagare sul suicidio di un ispettore della Omicidi: un caso che sin dal principio comincerà a mostrare dei lati oscuri. 
Strega comincerà ben presto a dubitare del suicidio del collega, trovandosi ad affrontare una situazione che lo trascinerà, a poco a poco, all'interno di un vero e proprio incubo… un luogo indefinito in cui il buio sovrasta ogni cosa.
Per indagare all'interno del buio più profondo occorre prima di tutto diventare suoi alleati, penetrarlo con forza, abbandonarsi alla sua malsana seduzione. È proprio quello che fa il nostro Vito Strega, poliziotto colto e plurilaureato, dotato di umanità ed intuito: lui sceglie di affrontare il buio, visto nella più ampia prospettiva. Perché, all'interno di questa vicenda, il buio regna sovrano: ammanta di mistero il suicidio del collega, toglie la voce a chi potrebbe parlare ma se ne sta zitto, aiuta a dissimulare pene e dolori che altrimenti diventerebbero insopportabili.

Scordatevi, innanzi tutto, gli abusati concetti di politically-correct e di lieto fine: specchietti per le allodole che Pulixi, nella sua produzione, ha sempre relegato in un angolino. Per descrivere il male, in ogni suo aspetto e in ogni sua sfumatura, è inutile tentare di attutirne gli effetti: secca, incisiva, cruda ma capace di mostrare spiragli di luce in un mondo in caduta libera, la prosa diventa lo strumento con cui l'autore riesce a raccontare una storia in cui il male è il protagonista assoluto. 
L'impianto del racconto è originale. 
Il plot non prende una direzione univoca; pur mostrando tutti gli aspetti del giallo procedurale, è allo stesso tempo thriller psicologico e declinazione del noir metropolitano.
Si tratta, alla fine dei conti, di un buon romanzo di genere che conferma – nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno – che Piergiorgio Pulixi è uno dei migliori autori delle ultime generazioni.


Consigliato a: coloro che amano i gialli/noir adrenalinici, che non concedono un attimo di tregua al lettore.


Voto: 7,5/10