lunedì 23 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Patria, Fernando Aramburu




Patria, Fernando Aramburu

Signore e signori, leviamoci il cappello: siamo di fronte ad un'opera straordinaria, piena di pathos e tensione narrativa, che va sicuramente annoverata tra i migliori romanzi degli ultimi anni. 

Con una lucidità invidiabile, Aramburu racconta la storia di due famiglie - quelle di Joxian e quella del Txato - cresciute nello stesso paese ed unite da un solido legame. I due uomini, le loro mogli - Miren e Bittori - ed i loro figli, da sempre hanno coltivato una sincera amicizia; i loro rapporti subiranno però un brusco cambiamento a causa di una tragedia che scaverà un solco profondo tra le loro vite. 
Txato, titolare di un’impresa di trasporti, diventerà bersaglio dell’ETA e dopo una serie di minacce cadrà vittima di un vile attentato. Bittori, non riuscendo più a vivere nei luoghi in cui il marito è stato assassinato, di fronte all’ostracismo della comunità lascerà il paese. Il passare degli anni, però, non riuscirà ad affievolire il bisogno di verità di questa donna testarda e cocciuta, che sarà sempre accompagnata dal desiderio irrinunciabile di farsi chiedere perdono

Storia e Famiglia.
Questi sono i fili conduttori della trama: due piani narrativi che si fondono armoniosamente, riuscendo nell'intento di raccontare la Spagna a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo. Ripercorrendo le vicende di Txato, di Joxian e dei loro famigliari, l'autore ricostruisce uno straordinario affresco che si svolge su uno sfondo storico ben delineato, in cui le violenze dell'ETA e il fanatismo politico hanno condizionato un’intera comunità. 
I pericoli insiti in un certo tipo di narrazione sono essenzialmente due: la caduta nel sentimentalismo ed il rischio di scrivere un libro a tema politico. Aramburu riesce però ad evitare entrambi gli scogli: le vicende dei protagonisti vengono descritte in maniera esemplare, unendo realismo ed onestà intellettuale; mentre il tema politico, pur rimanendo una presenza costante, non arriva mai ad insidiare l’impianto di fondo del racconto. 

Qualcuno ha definito questo romanzo come il "Guerra e pace spagnolo". 
Al di là dei facili entusiasmi, si tratta di un romanzo importante, il cui respiro va ben oltre gli anni in cui è stato ambientato. Il racconto di una Spagna divisa e lacerata dal conflitto - che è al tempo stesso la Patria in cui vive gente comune, con amicizie e sentimenti traditi - fa accostare questo romanzo ai modelli narrativi che hanno fatto della famiglia la trave portante delle vicende umane: Vita e destino di Grossman e La famiglia Karnowski di Singer, per citare alcuni esempi.
La scrittura è rapida ed intensa, con frequenti innesti di un linguaggio popolare (utilissimo il glossario con la traduzione dei termini baschi), e capace di avvolgere il lettore per oltre 600 pagine senza mollarlo più… lasciandolo con una lacrima di commozione che non se ne va via. 

Patria è un romanzo che definirei necessario e che consiglio di leggere senza ulteriori indugi!


Consigliato a: coloro che amano le grandi storie familiari, piene di pathos, che si svolgono su uno sfondo realistico ed accuratamente descritto. Un libro che si dimostra, ahimè, tristemente attuale (alla luce di ciò che sta accadendo in Spagna in questi mesi). 


Voto: 8,5/10


venerdì 20 ottobre 2017

L'angolo di Gio: La scelta del buio, Piergiorgio Pulixi



La scelta del buio, Piergiorgio Pulixi

Dopo essersi congedato – almeno per il momento – dal personaggio di Biagio Mazzeo, Piergiorgio Pulixi riprende il mano il progetto dei Canti del male: un'ambiziosa serie poliziesca, articolata in tredici episodi, che racconterà la malvagità umana in tutte le sue variabili.

In questo secondo episodio, che segue Il canto degli innocenti, ritroviamo il commissario Vito Strega alle prese con un caso piuttosto complicato. Dopo il reintegro in servizio, il poliziotto deve indagare sul suicidio di un ispettore della Omicidi: un caso che sin dal principio comincerà a mostrare dei lati oscuri. 
Strega comincerà ben presto a dubitare del suicidio del collega, trovandosi ad affrontare una situazione che lo trascinerà, a poco a poco, all'interno di un vero e proprio incubo… un luogo indefinito in cui il buio sovrasta ogni cosa.
Per indagare all'interno del buio più profondo occorre prima di tutto diventare suoi alleati, penetrarlo con forza, abbandonarsi alla sua malsana seduzione. È proprio quello che fa il nostro Vito Strega, poliziotto colto e plurilaureato, dotato di umanità ed intuito: lui sceglie di affrontare il buio, visto nella più ampia prospettiva. Perché, all'interno di questa vicenda, il buio regna sovrano: ammanta di mistero il suicidio del collega, toglie la voce a chi potrebbe parlare ma se ne sta zitto, aiuta a dissimulare pene e dolori che altrimenti diventerebbero insopportabili.

Scordatevi, innanzi tutto, gli abusati concetti di politically-correct e di lieto fine: specchietti per le allodole che Pulixi, nella sua produzione, ha sempre relegato in un angolino. Per descrivere il male, in ogni suo aspetto e in ogni sua sfumatura, è inutile tentare di attutirne gli effetti: secca, incisiva, cruda ma capace di mostrare spiragli di luce in un mondo in caduta libera, la prosa diventa lo strumento con cui l'autore riesce a raccontare una storia in cui il male è il protagonista assoluto. 
L'impianto del racconto è originale. 
Il plot non prende una direzione univoca; pur mostrando tutti gli aspetti del giallo procedurale, è allo stesso tempo thriller psicologico e declinazione del noir metropolitano.
Si tratta, alla fine dei conti, di un buon romanzo di genere che conferma – nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno – che Piergiorgio Pulixi è uno dei migliori autori delle ultime generazioni.


Consigliato a: coloro che amano i gialli/noir adrenalinici, che non concedono un attimo di tregua al lettore.


Voto: 7,5/10


mercoledì 18 ottobre 2017

Letture Settembre 2017 - Mely - parte 2

Eccoci con la seconda parte delle letture settembrine: oggi tocca ai manga e alle graphic novel!
(e due paroline veloci sui libri lasciati...)


BookTube Italia Legge Indipendente
La casa editrice indipendente del mese era la Bao Publishing e ho letto ben TRE opere.
Green Manor: si tratta di una raccolta di 16 racconti gialli (in gran parte geniali, alcuni divertenti e solo tre o quattro un po' "gneh") ed è stata una lettura sorprendentemente piacevole, per me che non amo né i racconti né il giallo.

Umbrella Academy: primo volume di una duologia, vede come protagonisti dei ragazzini molto particolari. Sono nati tutti lo stesso giorno in una situazione abbastanza stramba e hanno dei poteri...

Le ragazze nello studio di Munari: graficamente mi aspettavo molto da questo libro, sia per via del prezzo sia per come era stato presentato, invece sono quasi tutte pagine senza colore e con appena due vignette ciascuna. Pure la storia non è niente di che: un ragazzo che scrive delle sue storie "d'amore" finite...

Altre Letture
Stellina verde per i tre titoli di questa categoria.
Per quanto riguarda i manga, FullMetal Alchemist e Le maître des livres, le trame continuano a piacermi e si scava sempre più nelle storie dei personaggi.

Se io fossi un libro: è una specie di raccolta di aforismi illustrati. Ogni pagina presenta una frasetta e un disegno che copre due facciate. Molto carino, ma più "da collezione".

Libri Non Conclusi

Anna: stellina nera per il libro di Ammaniti, non perché sia brutto ma perché mi ricorda molto "La strada" e l'ansia che provavo ad ogni riga, quindi ho preferito interrompere.

La tredicesima storia: questo l'ho interrotto per motivi di tempo. L'ho iniziato nel momento sbagliato, ma più avanti lo riprenderò di certo.


Per oggi chiudo.
Fatemi sapere se avete letto qualcosa e...
Alla prossima!

lunedì 16 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Il gruppo, Joseph O'Connor




Il gruppo, Joseph O'Connor

Joseph O'Connor, fratello della notissima cantante Sinead, è uno dei più talentuosi scrittore irlandesi delle ultime generazioni. Con Il gruppo ci ha regalato una riuscita ed emozionante storia d'amicizia, musica e passione, costantemente accompagnata da una colonna sonora irresistibile. 

La vicenda ha origine all'inizio degli anni Ottanta, in una Luton industriale in cui modelli di riferimento sono David Bowie, Patti Smith ed i Velvet Underground. 
I protagonisti sono quattro adolescenti profondamente diversi tra loro – Robbie, Fran ed i fratelli Trez e Sean – con alle spalle una difficile situazione familiare: Fran, in particolare, è un orfano di origine vietnamita con un passato di soprusi e maltrattamenti. I quattro sono però accomunati da una grande passione: quella per la musica. E così, nel 1981, fondano una nuova band, gli Ships.
La loro storia è simile a quella di tanti gruppi che tentano di farsi strada nel panorama musicale: inizi difficili, con trasferte interminabili e dormite in macchina, il passaggio attraverso droghe e trasgressioni, fino alla conquista del successo. A questo punto, però, inizieranno a dilagare rancori e incomprensioni che porteranno allo scioglimento della band. 
Gli anni passeranno veloci come lepri impazzite, trasformando completamente il tessuto sociale ed il mondo musicale… 
Chissà se per i quattro resterà il tempo per una riappacificazione, per chiarire una volta per tutte i dissapori che avevano portato alla fine dell'esperienza in comune?    

Il gruppo è un ispirato romanzo di formazione, che si legge in maniera appassionata. 
O'Connor, con una scrittura semplice ma al tempo stesso accurata ed elegante, ci regala un libro bellissimo, in cui il dramma e la commedia si fondono con armonia. Ed alla fine, anche gli amanti della musica saranno felici di scoprire una delle più notevoli playlist di sempre, alla pari di Alta fedeltà di Nick Hornby.


Consigliato a: coloro che amano i romanzi di formazione, a chi apprezza le vicende in cui commedia e dramma si miscelano in un cocktail ben riuscito e – soprattutto – a tutti quelli che amano profondamente la musica.


Voto: 7,5/10


venerdì 13 ottobre 2017

L'angolo di Gio: L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache, Marco Marsullo




L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache, Marco Marsullo

Siamo alla casa di riposo Villa delle Betulle e facciamo la conoscenza del protagonista Agile, antico bucaniere della vita, e dei suoi compari: l'accomodante Guttalax, l'attempato playboy Rubirosa e il mago della fionda - seppur affetto dal morbo di Parkinson - Brio. Quattro vecchietti temerari che vogliono sottrarsi alle continue vessazioni delle  suore dell'ospizio, soprannominate MM (Miserabili Monache). 
Durante una gita a Roma, concepita per assistere ad una benedizione papale, il gruppetto di vegliardi se la svigna di soppiatto per andare a compiere l'ultima, clamorosa bravata: occupare la sede di Rete Maria per recitare il rosario in diretta tv. 
Ce la faranno i nostri eroi a raggiungere il loro intento?

Ricorderete sicuramente Amici Miei parte III… 
Ebbene, le somiglianze/assonanze del plot con le vicende del Conte Mascetti & C. sono più che evidenti. 
Marsullo, che aveva già dimostrato il suo talento con il folgorante esordio di Atletico Minaccia Football Club rivelando un notevole senso dell'umorismo all'interno del collaudato meccanismo della commedia all'italiana, anche in questo libro non si smentisce: raccontando il tragicomico lampo di libertà di quattro uomini giunti al "canto del cigno", riesce nell'intento di fotografare la terza età in maniera ironica, seppur abbinata ad una giusta dose di cinismo e disincanto.
Alla fine, dietro una patina di comicità, intravediamo ben altro: importanti riflessioni sulla vita e sulla morte, sull'amore perduto, sul senso dell'amicizia e sulla dignità della vecchiaia. 

Non tutto scorre liscio come l'olio: di tanto in tanto il meccanismo narrativo mostra un po' la corda e dunque, per rivitalizzare il tutto, Marsullo sceglie la strada della risata ad effetto. 
Nonostante tutto, la lettura è scorrevole, gradevole, e lascia dietro di sé uno strascico di piacevole malinconia: un buon risultato per un libro che, sulla carta, risulterebbe classificabile tra quelli di mero intrattenimento.


Consigliato a: coloro che amano la commedia all'italiana trasposta in lettere, dove una lacrima o un filo di malinconia sono sempre in agguato dietro la più semplice ed innocente risata.


Voto: 6,5/10  


mercoledì 11 ottobre 2017

Letture Settembre 2017 - Mely - parte 1

Buongiorno lettori!
Oggi vi porto la prima parte delle mie letture di settembre: in questo spazio mi occuperò dei libri letti ed, in particolare, del recap della SepTubeAThon2017.

Prima di cominciare, però, vi svelo una cosa...




Stellina Verde per tutti i titoli di questo mese! Yuppiii!!!

RECAP SEPTUBEATHON2017
Tanto per cominciare, devo dire che la challenge è stata un mezzo disastro: di 6 libri ne ho terminati 3, iniziati 2 e 1 non l'ho neanche aperto (quello di Isabel Allende)... -.-
Comunque mi sono divertita e va bene così! (l'anno prossimo finirà meglio ;) )

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto  
Come in molti altri, anche in questo libro il caro Guccini ci racconta alcuni dei suoi ricordi e condivide con noi delle scene della sua vita.
Per gli amanti dell'artista è sicuramente un bel tesorino in cui ficcare il naso.

Harry Potter e l'Ordine della Fenice  
Beh... non credo ci sia molto da dire... è stata una rilettura e l'ho gradito anche questa volta... ah, sì, anche a distanza di anni, la Umbridge mi sta sempre più sulle scatole!!!

Ally nella tempesta
Secondo volume della serie delle Sette sorelle, vede come protagonista Ally.
La struttura di base è la stessa del precedente volume: si comincia con la morte del padre, poi il viaggio alla ricerca delle proprie origini, il racconto parallelo del presente e del passato per arrivare infine a "completare il puzzle".
Questo secondo libro, che vede come temi portanti la musica e il mare, mi è piaciuto anche di più rispetto al primo.

Erebos
Devo ammetterlo, questo libro mi ha sorpresa.
Parte molto lento e quanto viene raccontato in copertina si presenta più o meno intorno alla metà della storia... tuttavia, da lì in poi viene catturata l'attenzione del lettore: colpi di scena, misteri svelati e morti che - in qualche modo - ritornano.
Tutto parte da un cd che viene fatto girare di nascosto e di cui non si deve sapere nulla...

Il miniaturista
Va bene, sarò sincera, all'inizio odiavo tutto: personaggi, storia, incipit... (beh, sì, quest'ultima cosa l'ho presa un po' sul personale: tutto parte da un FUNERALE che avviene nel giorno del MIO COMPLEANNO... eh... scusate... xD)
Ero quasi tentata di lascar perdere, ma fortunatamente non l'ho fatto!
Si comincia con questa giovane diciottenne che si ritrova sposata, poco considerata dal marito e trattata "un po' così" dalla cognata; per un centinaio di pagine accade poco e niente, ma poi...
BOOM!
Ho capito la struttura: alla fine di ogni parte accade qualcosa, un colpo di scena che ti fa venire voglia di divorare le pagine successive per sapere come si evolvono le situazioni.
Certo, forse non è il capolavoro letterario che dicono, ma è un romanzo davvero scorrevole e piacevole.

ALTRE LETTURE

La sedia d'argento + L'ultima battaglia
Si tratta dei capitoli finali delle Cronache di Narnia e devo dire che li ho apprezzati abbastanza.
Nel complesso la saga mi è piaciuta, anche se forse l'avrei amata di più leggendola attorno ai 10/12 anni.

L'atlante di tenebra
Libro che conclude la trilogia dei Libri dell'Inizio.
Purtroppo ho dovuto leggere a copia della biblioteca perché ancora non ne ho una mia (sto aspettando un'edizione in particolare e non vedo l'ora di averla).
Sinceramente? WOW!
Scrittura scorrevolissima, personaggi simpatici che crescono nel tempo, ambientazioni molto carine... 
Davvero, sono sorpresa: non mi aspettavo qualcosa del genere, anche perché di questa saga si parla molto poco.

Diario di un Minecraft Zombie 4
Penultimo libro che racconta le avventure di Zack e Steve.
In questo volume, si riprende da dove si era concluso il precedente e, anche questa volta, non mancano le risate.
Ok, è un libro per bambini, ma... è molto molto simpatico!

🍁  🍁   🍁  🍁  🍁   🍁  🍁  🍁   🍁  🍁  🍁   🍁  🍁  🍁   🍁  🍁

Per oggi la chiudo qui, mercoledì prossimo vedremo i manga e le graphic novel, in particolare quelle lette per il progetto BookTubeItaliaLeggeIndipendente.

State tonnati!

lunedì 9 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Tempo da elfi, Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli




Tempo da elfi, Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

Terzo romanzo del collaudato duo Guccini-Macchiavelli con il guardacaccia Marco Gherardini, per tutti Poiana, che da qualche tempo ha raccolto il testimone del Maresciallo Santovito (protagonista dei primi romanzi della coppia).

Nel paesino di Casedisopra sembra che qualcosa stia cambiando: da qualche tempo sono comparsi gli "elfi", una comunità di giovani che vestono abiti sgargianti, calzano sandali di cuoio fatti a mano e sopravvivono vendendo manufatti e prodotti della pastorizia.
Mentre il nostro Poiana sta vivendo un momento difficile - il corpo della forestale, di cui fa parte, sta infatti per essere riassorbito nell'arma dei Carabinieri – due spari risuonano tra i secolari boschi dell'appennino. 
Qualche tempo dopo, ai piedi di un dirupo viene rinvenuto il cadavere di quello che, a prima vista, sembrerebbe un giovane elfo. 
Inizia così un'indagine difficile e piena di incognite, che costringerà il nostro eroe a dubitare di chiunque gli stia attorno… compresa la donna di cui, nel frattempo, si è innamorato. 

Cominciamo col dire che il plot è tutt'altro che trascendentale: rappresenta più che altro uno strumento al servizio di un racconto che ha come punto di riferimento la natura, autentica protagonista della vicenda. Questo riflettore indirizzato sui "castagni dell’appennino" – per utilizzare un’espressione del vecchio Guccio - è ancora più evidente rispetto ai due precedenti romanzi, Malastagione e La pioggia fa sul serio, poiché la storia è imperniata su una comunità di individui che ha scelto di vivere in mezzo ai boschi, in stato di perpetuo isolamento dal resto della popolazione.

Su questo sfondo appenninico, molto ben delineato e che appare quasi opporsi all'ambientazione urbana e frenetica di gran parte del giallo/noir di casa nostra, si innestano i classici ingredienti del mistery: il delitto, una gamma ampia e variegata di sospetti e – ovviamente – un protagonista/investigatore che, libro dopo libro, sta diventando un beniamino dei lettori. 
Guccini e Macchiavelli non cercano il colpo ad effetto. 
I loro gialli sono pacati e rilassanti; la descrizione di luoghi e situazioni prevale così sulla spasmodica ricerca del colpevole. I personaggi sono realistici e ben costruiti, con dialoghi brillanti che ci fanno vivere in presa diretta le vicende di uno perduto paesino circondato dai boschi.
Il libro si legge con estremo piacere: le 300 pagine scorrono tra le dita, lievi e avvincenti, tanto che non ci si accorge neanche di essere arrivati alla fine.


Consigliato a: coloro che amano i gialli all'italiana, capaci di fondere una trama gialla e un'ambientazione caratteristica da far invidia a Cognetti, poiché questo romanzo appassionerà sicuramente gli amanti della natura.


Voto: 7/10


venerdì 6 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Intrigo italiano, Carlo Lucarelli




Intrigo Italiano, Carlo Lucarelli

"Io non sono un cane bastardo. Sono un cane da caccia. Sono un poliziotto."

Dopo un po' di annetti Carlo Lucarelli rispolvera il Commissario De Luca, già protagonista dei fortunatissimi L'estate torrida e Via delle oche: un personaggio carismatico ed intuitivo che durante il regime fascista era considerato il miglior poliziotto d'Italia.

Siamo nella Bologna del dopoguerra, una città che si sta rimettendo in piedi dopo il sanguinoso conflitto: la paura del comunismo e l'imperversare della guerra fredda sono elementi costanti, che si respirano nell'aria ad ogni passo, in ogni vicolo. I rotocalchi di gossip e le pubblicità d'epoca (ricordate la famosa Brillantina Linetti?), sullo sfondo, restituiscono l'immagine del Belpaese alla ricerca di un benessere che non è più utopia.
De Luca fa il suo ritorno sotto mentite spoglie: quelle dell'ing. Morandi. 
In realtà, è al servizio di una branca dei servizi segreti che ha l'arduo compito di scoprire chi abbia crudelmente assassinato una donna, vedova di un celebre scienziato morto un paio di mesi prima in circostanze misteriose.
Il commissario, si troverà a tu per tu con prove manipolate, trappole e depistaggi – indossando allo stesso tempo i panni di controllore e controllato -  e si ritroverà impantanato in un contesto problematico, in cui i "conti che non tornano" sono davvero troppi.

Premesso che non si tratta del miglior romanzo di Lucarelli, abbiamo a che fare con un giallo vintage, abbastanza scorrevole, in cui il clima da spy-story si mescola con la struttura dell'hard-boiled inteso nella sua accezione più classica. 
I personaggi sono ben costruiti, i dialoghi accurati e l'ambientazione – i "portici cosce" di mamma Bologna anni '50 - costituiscono il degno palcoscenico per una trama non trascendentale ma che risulta comunque finalizzata alla descrizione dell'Italia del dopoguerra, alla ricerca della propria identità perduta per strada.

Consigliato: a tutti coloro che apprezzano il giallo storico, in cui la trama poliziesca si innesta con precisione su un'accurata ricostruzione d'epoca.

Voto: 6,5/10


mercoledì 4 ottobre 2017

Book Haul Settembre 2017

Buongiorno a tutti!!!
Ecco qui le entrate del mese 😃
A settembre ho dato molto spazio a manga e graphic novel, mentre i libri sono solamente tre: uno avuto in scambio e due presi con i punti Giunti (ne avevo più di 200, quindi vi lascio immaginare quanto ci siamo sbizzarriti... 😉)

Ma andiamo subito al dunque!


Guccini è un artista che amo tantissimo perciò, appena ho visto questo libro, ho deciso che doveva assolutamente essere mio.
Illumiae in realtà non volevo prenderlo nuovo perché non ero molto sicura di essere interessata a leggerlo, ma poi una "collega di Piccionaia" ha detto che voleva scambiarlo e allora ho colto l'occasione per dargli un'opportunità.
Il casello magico l'ho conosciuto lo scorso anno mentre leggevo Bookjumpers e l'avevo messo in lista desideri; non trovandolo mai, mi ero stufata e l'avevo tolto... Ora me lo sono trovata davanti e ovviamente l'ho subito acchiappato.
Diario di un Minecraft Zombie 4 è il penultimo volume della pentalogia di Zack e, avendo letto e apprezzato i primi tre, mi sono subito fatta regalare questo.


Per le graphic novel ho approfittato degli sconti Bao (25%)...
Le ragazze nello studio di Munari ho voluto acquistarlo perché veniva descritto come un "libro interattivo".
Umbrella Academy è il primo di una duologia di cui si è parlato molto in questi giorni; incuriosita, ho letto l'anteprima e mi è piaciuta, così ho deciso di comprare il volume.
Se io fossi un libro in realtà non è una graphic novel ma una raccolta di frasi accompagnate da illustrazioni.


Come dicevo, a settembre ho deciso di recuperare un po' di manga per non rimanere troppo indietro con le serie che sto seguendo, che sono:
- Black Clover
(non è niente di speciale, ma la trovo molto carina)
- Fullmetal Alchemist
(piano piano mi metto in pari, eh... purtroppo i volumi di mezzo sono momentaneamente fuori catalogo, perciò attendo la ristampa e intanto proseguo con i successivi...)
- Otaku Teacher
(che interromperò o recupererò usata, perché il prezzo inizia ad essere esageratamente alto per il tipo di prodotto)
- Le maître des livres
(che spero arrivi anche in italiano perché, secondo me, potrebbe piacere agli amanti dei libri)


Per oggi è tutto.
Fatemi sapere se ne avete letto qualcuno e...
ALLA PROSSIMA!

lunedì 2 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Kismet Destino, Jakob Arjouni




Kismet-Destino, Jakob Arjouni

Terza avventura del detective Kemal Kayankaya.

Il private-eye turco di nazionalità tedesca è uno degli ultimi eredi di Philip Marlowe e Fabio Montale: un personaggio spaccone e sopra le righe a cui, malgrado tutto, ci si affeziona immediatamente.

Questa volta il nostro eroe si trova alle prese con gli sgherri dell'Esercito della ragione: un'organizzazione criminale che semina il panico fra i negozianti di Francoforte. 
Kemal e l'amico Slibulsky decidono di dare una mano a Romario, immigrato brasiliano proprietario di un ristorantino etnico. Così, quando i delinquenti si presentano dall'esercente per estorcergli una grossa somma, vengono annientati dopo un conflitto a fuoco. Da quel momento in avanti, per Kemal ed i suoi due amici la faccenda si complicherà terribilmente: il sedicente Esercito non è altro che un paravento dietro cui si cela uno spietato gruppo di nazionalisti croati ben infiltrati nell'industria e nelle istituzioni locali. 

Come al solito, Arjouni utilizza il noir per raccontare la società tedesca di fine millennio. Con la sua prosa, in grado di fondere i meccanismi dell'hard-boiled con l'ironia del protagonista, ci fa riflettere su una serie di problematiche di assoluto rilievo: la condizione disagiata degli immigrati, lo sfruttamento a cui sono sottoposti i profughi e, soprattutto, la realtà della nuova Europa, non immune da colpe.
Il ritmo è serrato, senza un attimo di tregua e caratterizzato da dialoghi brillanti dal taglio quasi cinematografico. Nonostante questo, la vera forza della serie sta tutta nel personaggio di Kemal: un detective duro ma dal cuore tenero, che diventa il vero e proprio paladino di una nuova realtà europea. Un continente in rapida trasformazione, in cui convivono razze e culture diverse,ed in cui migliaia di persone cercano quotidianamente una soluzione per sbarcare il lunario.


Consigliato a: coloro che amano il noir vecchio stampo – il cosiddetto hard-boiled – che qui ritroveranno in un'originale ed innovativa declinazione: l'etno-thriller, di cui Arjouni è stato il capostipite.


Voto: 7,5/10


sabato 30 settembre 2017

L'angolo di Gio: Notturno cileno, Roberto Bolaño



Notturno cileno, Roberto Bolaño

Abbandonatevi al flusso inarrestabile delle parole...
Non avevo mai letto niente di Bolaño, fino a pochi giorni fa; questo libro, di conseguenza, è stato per me una vera e propria illuminazione.
L'anziano prete Sebastian Urrutia Lacroix, critico letterario e membro dell'Opus Dei, si trova ad un passo dalla morte. Così, in una lunga notte insonne, fa i conti con la propria coscienza, alla ricerca di una giustificazione per il proprio comportamento per nulla irreprensibile. Davanti ai suoi occhi, come un flusso ininterrotto, scorre la storia del suo paese: il regime di Pinochet, le crudeltà perpetrate, le vite stroncate… cose che accadevano mentre lui, colpevolmente, voltava lo sguardo da un'altra parte. 
Ci troviamo al cospetto di un lungo monologo ininterrotto – l'autore non va a capo una sola volta nell'arco di oltre cento pagine! - in cui la confessione del protagonista, raccontata con una scrittura lirica e seducente, si interseca con la storia cilena degli ultimi cinquant'anni. Di fronte a lui, come una sorta di fantasma sbucato dalle pieghe della memoria, un unico ascoltatore: il "giovane invecchiato". 
Ma chi è costui? 
Ci renderemo conto, proseguendo nella lettura, che questo personaggio è un alter-ego di Lacroix, un essere puro e leale, che possiede lo sguardo idealista e sognatore della gioventù, ma che è stato purtroppo abbandonato lungo la strada per paura-rancore-convenienza.

La narrazione è torrenziale, piena di metafore e simbolismi (talvolta di difficile interpretazione). Al di là di tutto, Bolaño è un archeologo della memoria che si pone interrogativi importanti sulla relazione perversa la quale, in determinati frangenti (vedi la situazione cilena), viene ad instaurarsi tra potere politico ed intellighenzia. Accanto a ciò, come controcanto all'atto di accusa, va sottolineata la colpevole malinconia di un uomo di cultura che, giunto alla fine dei suoi giorni, cerca di venire a patti col proprio passato.


Consigliato a: coloro che vogliono fare la conoscenza di uno dei più grandi narratori sudamericani del ventesimo secolo, con un'opera non semplice ma che rimane dentro per afflato poetico, forza evocativa e potenza espressiva.


Voto: 8/10


venerdì 29 settembre 2017

L'angolo di Gio: La zona morta, Stephen King




La zona morta, Stephen King 


John Smith, risvegliatosi da un coma durato quattro anni, scopre di possedere un dono straordinario quanto terrificante: è in grado di predire il futuro e di leggere i pensieri delle altre persone con un semplice contatto fisico. Questa insolita capacità lo catapulterà all'interno di una storia agghiacciante.
Stringendo la mano ad un ambizioso uomo politico, sarà il destinatario di una drammatica visione: se quell'uomo andrà al potere diventando Presidente degli Stati Uniti, scatenerà un conflitto devastante. 

In questa vicenda molto “kingiana” facciamo la conoscenza di un uomo comune che, a causa di un fenomeno inspiegabile, si vede costretto ad affrontare dei poteri molto più forti di lui; lo seguiremo, pagina dopo pagina, in un percorso obbligato, pieno di ostacoli ed incognite, che avrà come punto d'arrivo la più completa solitudine. 
Infatti, se da un lato il protagonista si dimostrerà in grado di salvare delle vite grazie alle sue doti di veggente, prevenendo incidenti o aiutando la polizia a catturare un ineffabile killer, dall'altro si ritroverà in uno stato di completo isolamento, suscitando nel prossimo emozioni di rifiuto, timore o repulsione. 
Inoltre, in questo libro vengono posti degli interrogativi che torneranno nei successivi romanzi del Re del Brivido (in particolare in 22/11/'63): fino a che punto è possibile agire per salvaguardare la sicurezza dell'umanità? E, di conseguenza, la nostra etica può giustificare un omicidio se questo è stato perpetrato per preservare il bene comune? Quesiti di soluzione semplice solo in apparenza: durante lo svolgimento della trama diventerà sempre più problematico trovare le risposte corrette. 

Il romanzo non dà un attimo di tregua al lettore: la struttura narrativa è congegnata alla perfezione e sa calibrare con rara maestria momenti di suspense all'interno di una vicenda che possiede, al di là di tutto, rilevanti risvolti umani ed emotivi.
Con la sua scrittura coinvolgente, King riesce a far riflettere su tanti aspetti dell'esistenza: le scelte individuali, la loro tendenza a condizionare le vite degli altri e la forza ineluttabile del destino, dalle cui grinfie è impossibile sfuggire. 


Consigliato a: tutti coloro che amano il Re del Brivido, che in questo romanzo si conferma un grande scrittore in grado di raccontare i recessi più oscuri dell'animo umano…. e, se non avete mai letto King, quest’opera potrebbe essere un ideale punto di partenza. 



Voto: 7,5/10


mercoledì 27 settembre 2017

Trick or Treat Reading Challenge + TBR Ottobre 2017 - Mely

Buongiorno ragazzi!
Come sempre, post VELOCISSIMO per elencarvi le letture che vorrei affrontare ad ottobre.
Inoltre, quest'anno riproporremo la sfida letteraria creata per Halloween lo scorso anno da me, Valentina del canale Polvere d'inchiostro e Angela di Angela Cannucciari: la Trick or Treat Reading Challenge!
(...Lo so, la sto annunciando con un po' di anticipo, ma sono emozionatissima... eh eh ^^)

ALLORA...
Per ottobre, questi sono i tre libri che vorrei leggere assolutamente:
- La colère de Nil
ovvero il terzo volume della trilogia di NIL di Lynne Matson
Avrei voluto leggerlo a settembre, ma è stato il mese del disagio e quindi niente
- Tra i castagni dell'appennino
una conversazione tra Marco Aime e Francesco Guccini
Questo lo leggo per la One Book A Month, che richiedeva un libro con dettagli autunnali
- La vita che si ama
un libro di Roberto Vecchioni
Non c'è un motivo preciso per cui l'ho scelto, a parte l'ispirazione del momento

In aggiunta a questi, ci saranno anche:
- il libro (che sceglierò più avanti) per la lettura di gruppo nella Casa di Gio
- il libro che ha vinto Quello Che Gli Altri Non Vedono di settembre, che non sono riuscita a leggere
- il libro che vincerà Quello Che Gli Altri Non Vedono di ottobre (votazioni aperte dal 26/09 al 5/10)
- i libri che ho scelto per la sfida di Halloween, che sono
 ° Mio fratello rincorre i dinosauri, che rimando ormai da troppo tempo
 ° Foglie d'erba, che mi è stato regalato a gennaio e idem come sopra
 ° Requiem per un'ombra, che inserirò anche nel progetto BookTubeItaliaLeggeIndipendente, per il quale in ottobre è uscita la 66thand2nd

Parlando della challenge, ecco qui i dettagli:
Le "Regole"
1. leggere minimo 3 libri
2. si possono accorpare più punti
3. divertirsi, ovviamente!
I Tempi
inizio - 23 ottobre
fine - 5 novembre
(date comprese)
I Punti
FRANKENSTEIN - un libro con la copertina verde
JACK SKELETRON - un libro sottile
DRACULA - un libro con un morto
LA MUMMIA - un classico
FAMIGLIA ADDAMS - un libro di una serie o una raccolta (racconti, poesie, ecc...)
PAURA DEL BUIO - un libro che rimandiamo da tanto
ZUCCA DECORATA - un libro a cui cambieresti la copertina
DOLCETTO O SCHERZETTO - un libro ricevuto in regalo o in prestito

E questo è tutto.
Io vi saluto e spero che parteciperete in tanti!

PS:
Per i lettori di Domodossola e dintorni, su facebook abbiamo aperto un gruppo appositamente per voi e si chiama Domodossola Legge.
Naturalmente vi invito ad unirvi :D

Ciaooo!

lunedì 25 settembre 2017

L'angolo di Gio: Green Manor, Fabien Vehlmann e Denis Bodart




Green Manor - 16 affascinanti novelle criminali, Fabien Vehlmann e Denis Bodart

L'Inghilterra Vittoriana è stata spesso associata ad un particolare genere narrativo: il Giallo Classico
Proprio in quell'epoca, la letteratura poliziesca si trasformava in un fenomeno letterario e di costume, destinato a raccogliere consensi in un pubblico desideroso di emozioni forti. Edgar Allan Poe, Arthur Conan Doyle e Wilkie Collins diventavano i paladini di questa nuova forma di racconto che riusciva ad amalgamare perfettamente il racconto sociale con il mistery, aprendo la strada a migliaia di autori che sarebbero sopraggiunti negli anni a venire.

Premetto di non essere un fan delle Graphic Novel: la mia immaginazione ama essere sollecitata più dalla parola scritta che dalle immagini a fumetti. Devo però ammettere che questo prodotto è davvero ben fatto e riesce a catturare l'attenzione anche di coloro che sono poco avvezzi a questa tipologia di letture. 

Iniziamo col dire che l'opera, edita da Bao (casa specializzata nel genere), rispecchia l'originale edizione francese della raccolta ideata da Fabien Vehlmann ed illustrata da Denis Bodart. Contiene la bellezza di sedici storie, ognuna delle quali è composta da un numero esiguo di pagine. 

Il titolo del libro prende spunto dal luogo attorno a cui ruotano tutte le vicende raccontate: Green Manor, infatti, è un club di gentleman vecchio stampo, che spesso si dilettano ad esaminare casi e a risolvere delitti. Dopo un breve incipit, che servirà da collante tra le varie storie, il lettore viene catapultato in un'epoca ormai lontana nel tempo, caratterizzata da brume autunnali e carrozze con cavalli, in cui si svolgono le varie vicende.
Purtroppo non tutti i sedici racconti sono di eguale valore: alcuni sono riuscitissimi, e mantengono alta la suspense fino alla fine, altri sono invece piuttosto "tirati per i capelli" e deludono un po' le attese. 
Va comunque apprezzata l'idea di fondo degli autori: coniugare due elementi apparentemente distanti – la graphic novel ed il giallo classico – restituendoci un libro che si legge con gusto e divertimento e che va centellinato a poco a poco, come si fa con un buon whisky d'annata.


Consigliato a: tutti gli amanti del fumetto ma anche – e soprattutto – a tutti i fedelissimi del Giallo Classico, per scoprire l'adattabilità del genere ad una forma di narrazione diversa dal "solito" romanzo: la Graphic Novel, per l'appunto.


Voto: 7/10




sabato 23 settembre 2017

L'angolo di Gio: Pulvis et umbra, Antonio Manzini




Pulvis et umbra, Antonio Manzini

Nei suoi primi romanzi Manzini appariva come un prodotto della scuola Camilleriana: la commistione tra giallo e commedia sembrava seguire quel percorso inaugurato dal grande vecchio della letteratura siciliana. 
Gli ultimi romanzi, invece, sanciscono una sorta di allontanamento dal modello Sellerio.
In particolare, Pulvis et umbra segna un importante punto di svolta nella carriera dell'autore romano, proponendo un'evoluzione del personaggio e della sua personalità: con quest'opera, Manzini sembra essersi definitivamente affrancato da quello che veniva spregiativamente definito da qualcuno "giallo minestrina" ed aver intrapreso la strada che conduce nei sentieri del polar europeo e che, in Italia, ha avuto un degno rappresentante nel geniale Giorgio Scerbanenco.

Ma veniamo alla trama…
Anzi, alle trame, poiché sono due le situazioni che si sviluppano in parallelo nelle 400 pagine del libro. 
Ad Aosta viene ritrovato il corpo senza vita di un transessuale, mentre a Roma due cani rinvengono il cadavere di un uomo che – udite udite – ha in tasca il numero di telefono del nostro Rocco Schiavone. 
Le due indagini procederanno con alterne fortune, lasciando degli strascichi pesanti nell'anima del tormentato vicequestore trasteverino.

Manzini sa scrivere molto bene, caratterizzando situazioni e personaggi in maniera mai banale. L'equilibrio tra gli elementi tipici della letteratura di genere e gli aspetti più ludici ed ironici (legati allo stesso Schiavone ma anche ai personaggi di D'Intino e De Ruta) è rispettato alla perfezione. È evidente che, dopo la fiction tv, siamo spinti ad immaginare Rocco in un'unica maniera: col volto un po' stropicciato di Giallini, che lo ha trasformato da icona di carta in personaggio in carne ed ossa.


Consigliato: agli amanti del giallo di casa nostra, attenti a seguire la lenta e costante evoluzione di un autore che, poco per volta, si sta dimostrando tra i personaggi più carismatici della letteratura contemporanea.


Voto: 7,5/10


venerdì 22 settembre 2017

L'angolo di Gio: Ho sposato un comunista, Philip Roth




Ho sposato un comunista, Philip Roth

Philip Roth è un gigante. 
Nel corso della sua lunga carriera ha scritto su qualsiasi argomento – sesso, amore, politica, società, razzismo – dimostrando sempre una lucidità ed una capacità di analisi esemplari. Anche stavolta riesce a far centro, con un romanzo che colpisce a fondo senza ipocrisie ed accomodamenti.
In Ho sposato un comunista affronta uno dei periodi più oscuri e tragici della storia statunitense: gli anni del maccartismo, un momento storico in cui la società americana si lasciò contaminare dal feroce morbo dell'anticomunismo.

Il protagonista, Ira Ringold (noto col nome d'arte di Iron Rinn), è un ex operaio impegnato nelle lotte sindacali diventato attore radiofonico di successo. A seguito di una travolgente passione sposa la bella e ricca Eva Frame, ex diva del cinema muto. La convivenza tra i due sarà a dir poco problematica: Ira non riuscirà a venire a patti con le ipocrisie della vita borghese, con le debolezze di Eva e, soprattutto, con l'affetto soffocante dimostrato dalla donna nei confronti della figlia. La caccia alle streghe, promossa dal senatore McCarthy ai danni dei sospetti simpatizzanti al Partito Comunista, sarà l'incipit per una dura resa dei conti all'interno della coppia.

Quest'opera rappresenta, prima di ogni altra cosa, un magnifico affresco dell'America maccartista affamata di vittime da sacrificare: una terra che dovrebbe essere la patria della democrazia ma che, nella realtà, si è genuflessa sull'altare dell'arrivismo più becero (spesso confuso col patriottismo). 
Una ricostruzione del passato curata e preziosa che, ahimè, propone dati di fatto e considerazioni ancora valide al giorno d'oggi.

La scrittura di Roth, come sempre, è meravigliosa: avvolgente, tecnicamente eccelsa e capace di descrivere personaggi e situazioni in maniera ineccepibile.
Che dire di più? Speriamo che, prima o poi, ottenga il meritato Nobel per la letteratura. Nessuno, forse, lo merita più di lui.

Consigliato a: chi ama i grandi romanzi, capaci di scandagliare a fondo l'animo umano e di indagare le contraddizioni di una società che, molto spesso, risulta democratica solo in apparenza.

Voto: 8,5/10


mercoledì 20 settembre 2017

Wrap Up Agosto 2017 - parte 2 - Mely

Buonciao a tutti, oggi vi porto l'ultima parte delle mie letture di agosto.
In questo post ci saranno gli ultimi due libri terminati, dei manga e i libri che ho abbandonato.







Per agosto è tutto!

lunedì 18 settembre 2017

L'angolo di Gio: Il sangue degli Atridi, Pierre Magnan



Il sangue degli Atridi, Pierre Magnan

La storia di Perre Magnan è piuttosto singolare. 
Nel 1976 fu licenziato dalla società di trasporti in cui aveva lavorato per ben 27 anni e ne approfittò per dedicarsi a quella che era sempre stata la sua grande passione: la scrittura. 
Con Il sangue degli Atridi ottenne un grande ed insperato successo vincendo il Quai des Orfèvres, uno dei più rinomati premi dedicati al genere giallo/noir. In questo romanzo, tra l'altro, faceva la sua comparsa il Commissario Laviolette, che sarebbe tornato nelle opere successive dell’autore, diventando un beniamino del pubblico d'oltralpe.

In questa prima indagine del poliziotto francese, le fredde notti della Provenza vengono turbate da quattro cruenti omicidi. Due baldi giovani, uno studioso di antichità ed una vecchia signora vengono uccisi con un'insolita arma: dei sassi. 
Nonostante mesi e mesi di indagini senza costrutto, collaborando con l'amico/avversario giudice Chambrand, Laviolette riuscirà a risolvere il caso aggrappandosi ad una prodigiosa intuizione.

Si tratta di un romanzo scorrevole ed abbastanza appassionante. 
Tra i meriti dell'autore emerge sicuramente la capacità di trasportare il lettore in un'atmosfera distante dal mondo concitato e irrefrenabile dei giorni nostri, un po' come avveniva nei vecchi romanzi di Simenon incentrati sul Commissario Maigret (un personaggio a cui Laviolette deve moltissimo). 
Purtroppo, il passare degli anni non ha avuto effetti benefici su questo tipo di letteratura: il linguaggio e gli snodi narrativi appaiono un po' datati e melodrammatici, troppo distanti dai gusti dei contemporanei.

Al di là di tutto, Il sangue degli Atridi è un romanzo da leggere, soprattutto per fare la conoscenza di un autore poco noto nel nostro paese ma che in Francia è considerato tra i più grandi rappresentanti della letteratura poliziesca.


Consigliato a: coloro che amano i gialli transalpini, ricchi di atmosfera, ed a chi vuole conoscere uno scrittore che è da inserire nel gotha del giallo europeo del Novecento.


Voto: 6,5/10


sabato 16 settembre 2017

L'angolo di Gio: L'angioletto, Georges Simenon




L'angioletto, Georges Simenon 

Ancora una volta, Simenon riesce a far centro. 
In questo libro costruisce la biografia di un personaggio del tutto immaginario: il celebre pittore Louis Cuchas, soprannominato L'angioletto
Con il suo stile classico ed inconfondibile, lo scrittore belga racconta l'esistenza di un personaggio particolarissimo. Attraverso un percorso intenso – che prende le mosse dagli ultimi barlumi dell'Ottocento fino a giungere agli anni sessanta del secolo scorso - assistiamo così alla progressiva presa di coscienza di Louis, un ragazzo che attraverso la pittura riesce a realizzare il proprio mondo interiore, diventando uno dei più grandi pittori di sempre. 

Con sensibilità ed asciuttezza di stile, Simenon fa diventare reale il suo personaggio. Ne ripercorre dapprima gli anni dell'infanzia, trascorsi in un'umile casa parigina, raccontando il legame di Louis con i fratelli, la sorella e la madre. Prosegue poi descrivendo il percorso di crescita del ragazzo, il lavoro al mercato delle Halles e l'irresistibile attrattiva dell'arte, che gli permetterà di esprimere la sua parte più intima ed essenziale. 
Si tratta di un romanzo breve: la forma di narrazione di cui lo scrittore era Maestro sublime ed irraggiungibile. Un'opera dal forte impatto emotivo, con una connotazione realistica – per quanto riguarda la descrizione dei personaggi – e probabilmente con un'attenuazione di quel cinismo, presente in altri testi, che rappresenta una sorta di marchio di fabbrica  dell'autore. 
Le capacità narrative di Simenon sono indiscutibili: in questo libro, in particolare, riescono ad emergere in ogni singola pagina, conducendoci per mano attraverso gli sviluppi della trama e donandoci l'ennesima analisi perfetta ed inaccessibile dell'umana esistenza. 


Consigliato a: coloro che amano questo grande e prolifico scrittore, capace di indagare come pochi altri gli aspetti più reconditi e segreti dell'animo umano. 


Voto: 8/10 


venerdì 15 settembre 2017

L'angolo di Gio: L'ombra del falco, Pierluigi Porazzi




L'ombra del falco, Pierluigi Porazzi

Un sanguinario serial killer irrompe nella placida e tranquilla atmosfera di una cittadina del Nord Est: il corpo orrendamente seviziato di una ragazza viene rinvenuto in una discarica. 
Alcuni giorni dopo, una busta con un DVD viene recapitata alla locale Questura. L'assassino intende lanciare una sfida alla Polizia e, in particolare, all'ex agente Alex Nero – allontanato dal servizio dopo un tragico evento -  che viene richiamato per tentare di catturare l'omicida. 
Il confronto tra poliziotto e assassino sarà aspro e pieno di risvolti imprevisti, sullo sfondo di una Udine serena solo in apparenza, ma capace di mostrare  il suo volto oscuro e misterioso. 

In questa sua opera prima, Pierluigi Porazzi si allontana dai canoni classici e provinciali del giallo/noir italiano per scegliere un'impostazione molto "americana". 
Affidandosi ad alcuni elementi già collaudati e di sicuro impatto sugli amanti del genere (come l'assassino psicopatico, il poliziotto tormentato ed una serie di cruenti delitti), l'autore riesce a costruire un ottimo prodotto d’intrattenimento, sostenuto da un gran senso del ritmo che avvince e diverte sin dalle prime pagine. 
In particolare, il lettore si appassiona alle vicende del protagonista, Alex Nero, su cui sin dal primo momento convergono i sospetti degli inquirenti: l'ex agente dovrà impegnarsi a fondo sul duplice fronte della ricerca del colpevole e della propria riabilitazione personale, in una lotta serrata con un assassino che dimostra di conoscerlo a fondo, anticipando spesso le sue mosse.
La scrittura è rapida e tranciante come un proiettile: la scelta del taglio quasi cinematografico - con capitoli brevi e dialoghi svelti che non disdegnano qualche sfumatura ironica -  garantisce suspense e colpi di scena, culminanti nella sorpresa finale. 

Ora non ci resta altro da fare che recuperare i due romanzi successivi, in cui ritroveremo il nostro ex agente impegnato in nuove sfide e nuovi delitti che, forse, rappresentano la più estrema espressione di una società corrotta fino al midollo.  


Consigliato a: chi ama i thriller adrenalinici, ricchi di azione, con inafferrabili serial killer e poliziotti dal lato oscuro. 


Voto: 7/10