martedì 6 aprile 2021

Il delitto ha le gambe corte, Christian Frascella


Dopo essersi fatto conoscere in Fa troppo freddo per morire, Contrera - l'ex poliziotto ormai riciclatosi come detective privato e che ha il suo ufficio in una lavanderia a gettoni - torna in questo secondo romanzo che non delude affatto le aspettative.
Christian Frascella appare come una mosca bianca nel panorama degli scrittori contemporanei italiani; mentre i colleghi insistono nel proporre i classici commissari o ispettori, solidamente inquadrati e rispettosi dell'ordine, il suo protagonista è di tutt'altra pasta: un uomo dall'esistenza sgangherata, insensibile al rispetto delle regole, che rievoca più i grandi dell'hard-boiled (un sottogenere che - se si eccettuano i validi esempi di Carlotto e di Dazieri - in Italia è stato abbastanza trascurato) piuttosto che i questurini di casa nostra.    

Questa volta, il nostro (anti)eroe si trova alle prese con ben tre casi, uno più scottante dell'altro. In primis, deve rintracciare l'affascinante Catherine Rovelli: una ragazza italo-americana conosciuta ad una festa, che dopo aver investito uno spacciatore è scomparsa nel nulla. In secondo luogo, deve trovare Long Lai, un ristoratore cinese scappato di casa e sottrattosi ai doveri famigliari. Infine, ha l'arduo compito di occuparsi di uno stalker che ha preso di mira l'ex moglie e l'ex figlia: evento che lo costringerà, per qualche tempo, a far ritorno al domicilio coniugale (con tutte le implicazioni, più o meno comiche, del caso).

La trama, come avrete capito, è raccontata attraverso diversi piani paralleli che talvolta si accostano fino ad arrivare a intersecarsi. La parte noir divide adeguatamente lo spazio con le vicende umane del povero Contrera, costantemente sul filo del rasoio di un'esistenza disordinata.  
Rispetto al romanzo precedente, Frascella affina maggiormente le doti di sarcasmo ed ironia del suo personaggio; i dialoghi sono scoppiettanti e la battuta sulle labbra del detective è più pronta di un meccanismo ad orologeria. 
Lo svolgimento delle indagini è adrenalinico e riesce a contemperare l'ironia con amarezza, l'umorismo con lo sconforto.
La Barriera di Milano, colorata e multietnica zona della Torino contemporanea, è il teatro ideale in cui ambientare la vicenda: un territorio in "ebollizione", pieno di problematiche socio-economiche mai risolte, in cui le organizzazioni criminali italiane si scontrano apertamente con quelle d’importazione.


Consigliato a: coloro che amano i "personaggi contro", ostili ad ogni regola ma capaci di farsi amare dal lettore (che, al tempo stesso, vorrebbe prenderli a calci nel sedere!), e a chiunque apprezzi le storie avvincenti sorrette da un ottimo senso del ritmo e da una buona dose di ironia. 


Voto: 7,5/10


Gio   

lunedì 5 aprile 2021

Una pistola in vendita, Graham Greene

 


Graham Greene, di solito, è maggiormente  apprezzato per le sue opere cosiddette "serie" - scritte nel secondo dopoguerra - che per i suoi romanzi popolari ("intrattenimenti", come era solito definirli). Nonostante tutto, anche nei libri meno ambiziosi e più commerciali (se mi permettete di usare un termine anacronistico) riusciva ad eccellere, costruendo trame con personaggi ottimamente caratterizzati e ponendoli in un contesto storico credibile e ben delineato.   

Il protagonista di Una pistola in vendita, Raven, è un sicario inglese che viene assoldato per eliminare un ministro di un paese europeo (probabilmente la Cecoslovacchia): un atto deliberato per scatenare un nuovo e sanguinoso conflitto.
Dopo aver svolto impeccabilmente il suo compito, l'assassino viene ingannato dai suoi committenti che lo pagano con banconote segnate. Riuscito miracolosamente a scampare all'arresto, è costretto a una fuga repentina. Il suo duplice obiettivo, da quel momento in avanti, sarà quello di rintracciare l'agente che l'ha ingannato e di sfuggire alla polizia, diventando contemporaneamente cacciatore e preda.

Il buon noir "vecchio stile", nonostante il passare impietoso degli anni, dimostra di saper resistere egregiamente alla prova del tempo.
Al di là della trama dalle venature thriller, questo romanzo descrive accuratamente una precisa epoca storica, evidenziando le problematiche della Gran Bretagna degli anni Trenta e la minaccia incombente di un'altra guerra in Europa; l'autore riproduce infatti un'atmosfera ricca di tensioni politiche e in cui persiste la consapevolezza che la pace potrebbe non durare molto a lungo
Una pistola in vendita è la storia - semplice solo in apparenza - di un assassino in cerca di vendetta. Greene, da abile indagatore della condizione umana, riesce però a spostare il riflettore sul conflitto interiore dei suoi personaggi, raccontandone il disagio, lo straniamento ed il dolore; costruisce così il brillante ritratto di un antieroe - figlio di un padre impiccato, di una madre che si è tagliata la gola e contraddistinto da un vistoso labbro leporino - per cui il lettore riesce a provare una sensazione di empatia (se non proprio di pietà). 
La trama, forse, è il punto debole del libro: si riscontrano, a mio parere, un po' troppe coincidenze che arrivano a minare la credibilità generale dell'impianto narrativo. Va comunque apprezzata la straordinaria capacità di Greene di catturare i dettagli e la sua abilità più unica che rara nella costruzione dei dialoghi.


Consigliato a: chi ama i romanzi di "intrattenimento" (come li definì lo stesso Greene) ma capaci, al tempo stesso, di trasmettere il resoconto di un'epoca difficile: un momento storico in cui il mondo stava per scivolare in un nuovo e distruttivo conflitto.


Voto: 7/10


Gio