lunedì 6 aprile 2020

Trappola per volpi, Fabrizio Silei



Fabrizio Silei, fiorentino classe '67, ha alle spalle un'ottima carriera di autore di albi e racconti per ragazzi. Trappola per volpi, romanzo ambientato nell'Italia Fascista, segna pertanto il suo esordio ufficiale nella letteratura gialla. Purtroppo i risultati - a parere dello scrivente - non sono stati pari alle aspettative. Ma andiamo con ordine partendo, come di consueto, da un rapido riassunto del plot. 

Siamo nel luglio del 1936. Il giovane vicecommissario Vitaliano Draghi si trova ad indagare su un cruento delitto: il corpo di una donna con il cranio sfondato è stato rinvenuto nei pressi di un vespasiano. I suoi superiori sono momentaneamente lontani da Firenze e questo, per Vitaliano, rappresenta quindi il primo vero caso della sua breve carriera all'interno delle forze dell'ordine. A complicare le cose, sopraggiunge la notizia che la vittima non è una donna qualunque: si tratta della moglie del senatore Bistacchi, uomo molto vicino al Duce.
Il giovane poliziotto si rende immediatamente conto di aver bisogno di aiuto. Decide quindi di rivolgersi a Pietro Bensi, che fa il contadino nella fattoria in cui è cresciuto, e che nel corso degli anni ha instillato in Vitaliano la passione per gli enigmi. 

Sono numerosi i gialli, pubblicati negli ultimi anni, che hanno avuto come ambientazione l'Italia del ventennio fascista: basti pensare, per fare qualche nome, alla serie di Carlo Lucarelli col commissario De Luca, a quella di Maurizio De Giovanni col commissario Ricciardi e a quella di Leonardo Gori col Capitano (in seguito Colonnello) Arcieri. Purtroppo, Fabrizio Silei rimane parecchio distante dai predecessori e, nel suo incerto ondeggiare tra dramma e commedia, non riesce a rendere la sua storia interessante al punto giusto.
La trama, a dire il vero, non è affatto male: ci sarebbero tutti gli ingredienti di base per farla funzionare (tra cui, ovviamente, l'indebita ingerenza sulle indagini dell'onnipresente potere fascista). Però - perché c'è sempre un però - la narrazione è palesemente tirata per le lunghe, le ripetizioni si accumulano ed il fatto che ci siano tre differenti finali non giova sicuramente all'impianto narrativo. E poi, a cosa servono le cinquanta pagine conclusive, che giungono dopo la scoperta del colpevole? Roba da far rabbrividire i cultori della letteratura gialla! 
I personaggi, inoltre, non risultano per niente credibili. Vitaliano è un bamboccio che trascorre gran parte del tempo a rosicchiare semini di zucca per smettere di fumare e svolge l'attività di poliziotto in maniera quasi hobbystica. Bensi è un'improbabile contadino/detective dalle intuizioni talmente incredibili (e spesso per niente plausibili) da far rivoltare nella tomba i maestri del giallo vittoriano.
Che dire d'altro? Spero che questo sia stato, per Silei, solamente un incidente di percorso. Di sicuro, se vuole proseguire la strada di narratore in ambito giallo/noir, dovrà trovare trame più consistenti e argomenti più convincenti.


Consigliato a: coloro che amano i gialli con sfondo storico ed a chiunque si lasci catturare dall'ambientazione in un'Italia lontana nel tempo ma ancora capace di trasmettere vividi ricordi.


Voto: 5/10










giovedì 2 aprile 2020

Il ponte sulla Drina, Ivo Andrić


Si parla troppo poco di Ivo Andrić, uno degli scrittori europei più importanti del ventesimo secolo, che nel 1961 fu premiato col Nobel per la Letteratura "per la forza epica con la quale ha tracciato temi e descritto destini umani tratti dalla storia del proprio Paese".

Il Ponte sulla Drina, oltre ad essere il suo romanzo più celebre, è considerato come uno dei libri più importanti per la comprensione della storia dei Balcani; una storia che è stata terreno di incontro ma, spesso, anche di scontro.
L'autore di origine bosniaca ha svolto la sua narrazione su un arco temporale che abbraccia diversi secoli: la trama, infatti, affronta il vastissimo periodo compreso tra l'inizio del XVI secolo e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Il vero protagonista del romanzo è il ponte situato nella cittadina di Višegrad (al confine tra Bosnia Erzegovina e Serbia), edificato dal politico e generale ottomano di origini bosniache Mehmed Paša Sokolović, in una delle zone più magmatiche della storia continentale in quanto abitata da popoli di etnie e fedi diverse: cristiani - sia ortodossi sia cattolici -, musulmani ed ebrei.
Il testo, più che parlare delle vicende di un singolo protagonista, narra in realtà la storia di un’intera cittadina. Attingendo ad una serie di racconti, aneddoti, miti e credenze legati alla figura del ponte, Andrić riesce a ripercorrere passo dopo passo la storia di Višegrad e della stessa Bosnia: un'area geografica ubicata al confine tra l'Impero ottomano e l'Europa; una lingua di terra che rappresenta quasi una linea di demarcazione tra la cultura orientale con fede musulmana e la cultura occidentale di religione cristiana.

Si tratta di un libro talmente ricco che diventa quasi impossibile riassumerlo in una manciata di righe; pur essendo avvincente come un bel romanzo, riesce nel contempo a trasmettere una serie di importanti informazioni storiche che ci fanno capire fino in fondo le particolarità di quel vasto e tormentato territorio.
Facendo leva su una prosa lenta e pacata, tipica del racconto storico, Andrić ha disegnato un potente affresco in cui viene descritta a fondo la quotidianità della vita sul ponte ed i suoi dintorni, lasciando di tanto in tanto spazio alle individualità: tra le numerose vicende, rimangono sicuramente impresse quelle della giovane musulmana Fata, del brigante Jakov Čekrlija e della seducente albergatrice Lotika.
Risulta particolarmente interessante la capacità dell'autore di miscelare, all'interno del flusso narrativo, aspetti societari e psicologia individuale, spostando costantemente l’attenzione dalla realtà interna a quella più esterna.
Il tutto è raccontato con un afflato orientaleggiante - soprattutto per ciò che concerne le colorate e suadenti descrizioni della vita sul ponte (tra caffè, pipe e la continua terminologia turca utilizzata) - che fa pensare subito alle atmosfere delle mille e una notte.


Consigliato a: coloro che vogliono recuperare un capolavoro del Novecento di cui non si parla molto spesso ed a chiunque apprezzi i romanzi storici che innestano vicende individuali più o meno fantasiose su uno sfondo solido e fondato.


Voto: 8/10