venerdì 23 febbraio 2018

Ritratto: Jussi Adler-Olsen

Da alcuni anni a questa parte la fredda Scandinavia è diventata, per tutti gli amanti del thriller, una terra particolarmente fertile. Una nuova generazione di scrittori ha totalmente rivoluzionato la letteratura poliziesca, portando una ventata d’aria fresca in un genere che sembrava ormai procedere col pilota automatico: basti pensare – per fare qualche nome – a Henning Mankell, a Stieg Larsson, a Jo Nesbø o a Camilla Lackberg.Tra i vari autori venuti recentemente alla ribalta, particolarmente interessante è la figura del danese Jussi Adler-Olsen: un autore originale e poliedrico che, prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato per fumetti, riviste e TV.
Con la serie dedicata alla "Sezione Q", Adler-Olsen ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico, vendendo milioni di copie nel mondo: i suoi romanzi sono stati pubblicati in 36 paesi ed hanno conseguito importanti riconoscimenti.


La storia di fondo:
La Sezione Q, diretta da Carl Mørck, si dedica alla risoluzione dei cosiddetti cold case: vecchi e polverosi casi per cui non è mai stata trovata la soluzione. Si tratta di indagini spesso associate ad avvenimenti brutali e violenti: persone scomparse, omicidi ed enigmi di ogni genere che restano irrisolti per anni… fino al provvidenziale intervento della squadra. Le vicende personali dell’ispettore Mørck, che si dipanano romanzo dopo romanzo, costituiscono una sorta di “filo rosso” che lega tra loro i vari episodi della serie.
Jussi Adler-Olsen alterna spesso dramma ed ironia, intervallando momenti angoscianti e carichi di tensione con altri contraddistinti da episodi comici, a tratti davvero esilaranti.
La narrazione ha un ritmo serrato, senza cedimenti, che ricorda le grande epopee cavalleresche ma anche i serial crime televisivi alla CSI.


I personaggi:
I componenti della Sezione Q sono:
  • Carl Mørck – Ispettore di polizia, capo della Sezione. Nonostante il passato alla Squadra omicidi, non è per niente amato dai colleghi. Ha una situazione familiare abbastanza sgangherata: un’ex moglie piuttosto sciroccata, un figliastro rockettaro e tecnologico, un coinquilino omosessuale ed un collega tetraplegico, di nome Hardy, di cui si sente responsabile. Ha una relazione piuttosto incasinata con Mona, psicologa del dipartimento. È rimasto profondamente segnato dall'indagine, conclusasi tragicamente, in cui il collega Anger ha perso la vita ed il menzionato Hardy è rimasto paralizzato.
  • Assad – Aiutante tuttofare di Mørck. Il suo ufficio è ubicato in uno sgabuzzino delle scope. Goffo ed incompetente solo in apparenza, è un preziosissimo collaboratore, capace di intuizioni geniali nel corso delle indagini. Nonostante asserisca di essere di origine siriana, ha un passato piuttosto misterioso (si percepisce qualche oscuro collegamento con l’Iraq di Saddam Hussein). Colleziona strafalcioni linguistici ed è un inesauribile dispensatore di proverbi sui cammelli.
  • Rose Knudsen – Segretaria di Mørck. Il terzo componente della Sezione Q è un personaggio originale e parecchio instabile. È quasi sempre lei a scegliere, nel calderone dei vecchi casi, l’indagine da portare avanti. Quando perde le staffe si mette in malattia, facendosi sostituire dalla gemella/alter-ego Yrsa, che si dimostra altrettanto efficiente e perspicace.
I romanzi:
I libri che vedono come protagonisti i membri della Sezione Q – pubblicati in Italia da Marsilio – sono sette: La donna in gabbia, Battuta di caccia, Il messaggio nella bottiglia, Paziente 64, L’effetto farfalla, La promessa e il recentissimo Selfie, uscito in Italia lo scorso autunno.
Jussi Adler-Olsen ha dichiarato in una recente intervista di aver voluto compiere una sorta di esperimento: quello di creare “la storia più lunga mai scritta tra le crime stories”. Prima di dedicarsi alla stesura della serie, ha infatti elaborato la sinossi dei vari personaggi – partendo da quella di Carl Mørk e proseguendo con Assad e Rose – costruendo minuziosamente la storia dei membri della Sezione Q. Questa scelta ha permesso all’autore di creare innumerevoli possibilità di interazione all’interno delle trame dei vari romanzi. “Ho messo queste storie in cassaforte e le conosco solo io”, ha ammesso candidamente Adler-Olsen.


Al cinema e in TV:
Finora sono stati realizzati tre film tratti dai primi romanzi della serie (La donna in gabbia, Battuta di caccia e Il messaggio nella bottiglia). Il primo è uscito in Italia col titolo Carl Mørck – 87 minuti per morire.
Zentropa, la casa di produzione che ha acquistato i diritti, ha in programma di portare sul grande schermo anche i romanzi successivi.
Jussi Adler-Olsen ha recentemente ceduto i diritti ad una major statunitense: è imminente la produzione di una serie televisiva incentrata su Carl Mørck ed i suoi collaboratori.


Considerazioni:
Dopo aver presentato per sommi capi gli elementi salienti della serie incentrata sulla Sezione Q, mi sembra doveroso fare alcune valutazioni conclusive.
In primo luogo, vorrei sottolineare la “smitizzazione” dell’eroe compiuta da Adler-Olsen. I protagonisti dei suoi romanzi, infatti, non sono dei semidei infallibili come tanti altri investigatori della letteratura poliziesca: Carl Mørck & c. sono dei veri e propri “freak”, che portano sulla pelle e nell'anima una serie di evidenti menomazioni, che li rendono senz'altro più umani agli occhi di un pubblico contemporaneo che – molto probabilmente – è stanco di eroi senza macchia e senza paura.
Come secondo punto, vorrei evidenziare la dimensione "sociale" dei romanzi di Olsen che – negli interstizi delle trame – arrivano ad affrontare interrogativi dal vasto significato politico e sociale, cercando nel contempo risposte in grado di raggiungere un pubblico più vasto possibile. Politici rampanti e ricchi arroganti, senzatetto abbandonati a se stessi e comunità di Rom si affacciano di volta in volta sulla scena, nel corso dei vari episodi. Queste figure non costituiscono solamente un sapido condimento per il "plot", bensì un ingrediente fondamentale nella riuscita del libro.
Infine, mi sembra essenziale ricordare per l’ennesima volta l’interessante esperimento di coniugare, all'interno di un’unica trama, momenti di enorme gravità con situazioni comiche capaci di strappare una risata anche al lettore più disincantato. Il risultato di questa scelta è evidente: rendere ancora più drammatiche le situazioni descritte, visto il manifesto contrasto tra le circostanze tragiche connesse ad omicidi o rapimenti e l’allentamento della tensione dovuto ad episodi ilari o grotteschi.




(Il doppio asterisco indica l'appartenenza alla rubrica: Ritratti d'autore)

giovedì 22 febbraio 2018

Il richiamo della foresta + Zanna bianca e altre storie di cani, Jack London


Il richiamo della foresta + Zanna bianca e altre storie di cani, Jack London

Edita nella collana dei Minimammut della Newton Compton, questa raccolta contiene due dei più celebri romanzi di Jack London: due opere che col passare degli anni sono entrate a far parte dei classici per l’infanzia, ma che continuano ad appassionare, allo stesso modo, anche il pubblico più disincantato e meno sognatore degli adulti.

In Il richiamo della foresta ripercorriamo la vita di Buck, un cane ormai assuefatto al clima del sud degli Stati Uniti che viene rapito e mandato al Nord come cane da slitta. Affrontando freddo e notevoli privazioni, riuscirà a restare in vita sentendo riemergere, dentro di sé, quegli istinti atavici e primordiali che appartengono alla natura della sua specie.
Nel secondo romanzo, Zanna Bianca, London racconta la storia di un giovane cane lupo e della sua dura lotta per la sopravvivenza. Nelle terre del Grande Nord, ricoperte di ghiaccio e di neve, imparerà a venire a patti con la fame e la paura senza lasciarsi sopraffare dalla natura spietata. Ad un certo punto, l'incontro con l'uomo – un dio sconosciuto ma capace di dominare sul mondo selvaggio - metterà a dura prova il suo istinto e la sua destrezza.

Le trame dei due romanzi sono assolutamente speculari. Se in Il richiamo della foresta assistiamo al manifestarsi della straordinaria forza persuasiva che la natura esercita su Buck, in Zanna bianca osserviamo invece il ritorno alla civiltà di un cane lupo. In entrambe le opere è originale - e del tutto innovativo - il punto di vista narrativo: la storia è raccontata attraverso la prospettiva di un cane che non riveste il ruolo di “spalla” di una figura umana, come invece accadeva in passato, ma diventa unico protagonista della vicenda.
Alla base di entrambi i romanzi è evidente la presenza del principio darwiniano: alla fine la legge del più forte non può essere smentita e solo chi ha la forza e l’indole per resistere alle traversie più difficili è in grado di sopravvivere.  
Sono straordinarie le descrizioni che l'autore propone di luoghi, paesaggi ed atmosfere. La violenza di un mondo selvaggio e crudele, in cui l’unica legge riconosciuta è quella "del bastone e della zanna", viene ricostruita in maniera straordinaria. Allo stesso tempo, è notevole la rappresentazione del contrasto di questo panorama di immense foreste e lastre di ghiaccio con il territorio aspro e violento della società umana: due facce della stessa medaglia che arrivano spesso a sovrapporsi senza mai integrarsi.


Consigliato a: coloro che amano i grandi classici e si appassionano a quelle opere senza tempo in grado di mettere d’accordo il pubblico dei ragazzi e quello degli adulti.


Voto: 8/10