venerdì 24 novembre 2017

L'angolo di Gio: Pasolini - Massacro di un poeta, Simona Zecchi



Pasolini – Massacro di un poeta, Simona Zecchi

Credo che ormai tutti abbiano capito che la morte di Pier Paolo Pasolini - uno dei maggiori intellettuali del Ventesimo secolo - non è avvenuta per un alterco a seguito di un incontro omosessuale con Pino Pelosi!
All'Idroscalo di Ostia, il 2 novembre 1975, ha avuto luogo un delitto su cui – a distanza di decenni – non è ancora stata fatta luce e che, pertanto, può essere inserito a pieno titolo nel novero dei misteri irrisolti del nostro Paese (in compagnia di Ustica, piazza Fontana ed altri drammatici eventi).
In questo libro-inchiesta, Simona Zecchi prende spunto dalla notte del massacro per disallinearsi dalla tesi stiracchiata del "delitto a sfondo sessuale". Attraverso l'ausilio di materiale inedito (interviste, prove fotografiche), l’autrice mette davanti ai nostri occhi tutto ciò che per varie ragioni è stato fino ad oggi occultato.

La carne al fuoco è davvero tanta…
Gli eventi sospetti, che hanno in qualche modo incrociato la strada del poeta friulano, non possono essere passati sotto silenzio. Si va dalla fantomatica sottrazione dell’appunto 21 di "Petrolio", il romanzo-fiume a cui Pasolini stava lavorando, al furto avvenuto presso Cinecittà delle bobine del film "Salò"; da un misterioso attentato alla centralina della SIP alle reiterate richieste di un processo alla DC.
Attorno a tutto questo, emergono alcuni elementi inconfutabili: il transito di numerosi automezzi sul luogo del delitto, l'esistenza di testimoni mai interpellati, l'indebita ingerenza dei servizi segreti.
Sembra ormai definitivamente assodato che Pelosi - Pino “la Rana” - non fosse da solo quella notte: le ultime indagini hanno rilevato il DNA di altre persone (rimaste purtroppo ignote). Inoltre, dal materiale d'archivio, emergerebbero influenze provenienti da ambienti diversi: dalla criminalità organizzata all'estrema destra; dalla mafia catanese ai già menzionati servizi di intelligence. Una sorta di join venture omicida che ha tappato la bocca, per sempre, ad un intellettuale ritenuto pericoloso per i cosiddetti "poteri forti".

Simona Zecchi dimostra un’ottima capacità di analisi. Dopo essersi occupata per anni del delitto Pasolini – nel 2012 pubblicò un saggio-inchiesta su "I Quaderni de L’Ora" – è riuscita ricompattare in un libro di 300 pagine una mole notevole di notizie, documenti ed esperienze, costruendo un testo ben strutturato e accuratamente costruito che si legge con la stessa passione di un romanzo. 
E scusatemi se è poco!


Consigliato a: coloro che vogliono approfondire uno dei Misteri d'Italia, tuttora irrisolto, attraverso un libro-verità che colpisce nel segno per capacità di analisi e produzione di materiale fino ad oggi inedito.


Voto: 7,5/10


mercoledì 22 novembre 2017

Letture di Ottobre - Mely - parte 2

Eccoci qui!
Oggi, come vi avevo preannunciato, vi parlerò delle altre letture affrontate ad ottobre: quelle più "mature" (se così si può dire...).


Anche qui voglio cominciare con un libro che mi ha stupita: Il signor Origami.
La cosa che mi ha sorpresa, più di tutto, è stata la coerenza della fascetta! Questa diceva che la lettura avrebbe ricordato Baricco ed in effetti così è stato... ma facciamo un passettino indietro: il libro parla di un giovane giapponese che s'incammina verso l'Italia in cerca di una signorina e, non trovandola, si stabilisce in un edificio abbandonato nella campagna toscana. Con sé ha solo delle piantine particolari e passa le giornate a produrre (e guardare) la carta che si utilizza per gli origami. Dopo anni di solitudine, arriva da lui un giovanotto che vuole creare un orologio speciale e gli chiede se può rimanere lì per qualche giorno.
I due si scambieranno qualche parola ed inizieranno a riflettere su alcuni punti delle loro vite.
La cosa interessante è che la storia è divisa in quattro sezioni, ognuna delle quali corrisponde ad una fase e riporta tutti i passaggi che, nel 2014, hanno portato il washi a diventare patrimonio dell'UNESCO.
Come dicevo prima, la scrittura e la storia - brevi ma non superficiali - fanno DAVVERO pensare a Baricco e, aggiungerei io, anche a Fermine.

Magnifica è invece un libro che scorre lento ma non è noioso. Personalmente, per alcune ragioni che non spiego per non fare spoiler, avrei preferito che avesse un titolo diverso; a parte questo, però, non è una brutta lettura.
Si tratta di una storta di saga familiare e racconta le vicende di tre donne - rispettivamente nonna, madre, figlia - ma sembra quasi la fiera del mai una gioia, dal momento che ai protagonisti vanno quasi tutte storte, e ad un certo punto ti viene da sorridere per le loro disgrazie (con un briciolo di senso di colpa, lo ammetto, però sono talmente assurde che non puoi trattenerti dal dire "dai!!! ma che sfiga!!! non può essere!!!"). Lo consiglio a chi non ha "fretta" di finire un libro.

Una lettura che mi è sembrata un pochino insipida è stata L'ordine delle cose.
La protagonista è una giovane adulta che lavora per un'azienda che si occupa di molte cose e il suo ruolo è quello di scrivere racconti per bambini, da pubblicare sul sito e in cui inserire tante pubblicità. Un giorno s'imbatte in un vicino di casa che pare sapere tutto di lei ma che non vuole rivelare nulla di se stesso. I due iniziano a frequentarsi, ma poi accade qualcosa che cambierà totalmente le carte in tavola.
Per quanto si legga velocemente, l'ho trovato un po' ripetitivo e noioso, troppo lento nei tempi d'azione...

Gli ultimi due libri, di cui vi parlo insieme e un po' velocemente, sono una sorta di autobiografie/raccolte di ricordi... non so bene come definirli esattamente. Parlo di La vita che si ama e di Mio fratello rincorre i dinosauri. Mentre il secondo mi è piaciuto molto, sia per la scrittura giovane che per le emozioni che vengono trasmesse al lettore, il primo mi è sembrato troppo noioso e "poetico". Inoltre da un lato sembrava un voler copiare Guccini e dall'altro mi sono chiesta il senso di pubblicare un libro con dei ricordi da lasciare ai figli... Non so, Mazzariol mi ha convinta, ma Vecchioni questa volta mi ha delusa.

Siamo giunti alla fine, quindi io vi saluto e vi rimando a mercoledì prossimo!

Ciao!!
M.