domenica 31 dicembre 2017

L'angolo di Gio: L'uomo nero e la bicicletta blu, Eraldo Baldini




L’uomo nero e la bicicletta blu, Eraldo Baldini

Siamo nella campagna romagnola dei primi anni Sessanta. 
Gigi Melandri è un ragazzino di dieci anni. Ha un fratellino rompiscatole, un padre perdutamente innamorato di Marilyn ed un nonno reduce dalla seconda guerra mondiale. Dentro di lui si alimentano due grandi desideri: quello di acquistare una bicicletta blu cromata, da poco esposta nella vetrina di un negozio del paese, e quello di conquistare il cuore della coetanea Allegra, una bambina trasferitasi dalla città al seguito dei genitori. I suoi sogni, però, verranno distrutti da un tragico quanto imprevedibile evento: il male ed il dolore irromperanno nella sua vita stravolgendo per sempre il suo futuro. 

Si tratta di un romanzo di formazione, in cui la vicenda viene raccontata dal protagonista attraverso un lungo e lucido flashback. Con garbo ed ironia, Baldini riesce a descrivere in maniera encomiabile la transizione dal mondo dorato dell'infanzia all'età adulta, calibrando perfettamente la componente umoristica con quella del noir che – soprattutto nella seconda parte del romanzo – diventa dominante all'interno della storia. 
L’autore riesce a trasportare il lettore in un tempo ormai lontano, che il trascorrere implacabile degli anni ha reso ancor più magico e sognante: l'epoca in cui si pescavano le rane al fiume, si festeggiava bruciando i covoni di paglia e ci si riuniva al Circolo Operaio per vedere il Festival di Sanremo. Ma in quest'atmosfera paesana, idilliaca solo in apparenza, esistono alcune zone d’ombra, con anfratti tragicamente oscuri in cui si nascondono perversioni e crudeltà: il male crudo e bastardo farà così il suo ingresso improvviso all'interno della storia, insegnando a chiunque che l’uomo nero – il protagonista delle favole nere della vecchia Tugnina - può esistere per davvero.

La scrittura di Baldini – che avevo già sperimentato nella Trilogia del Novecento – è eccellente: ricercata, a tratti lirica, ma mai tediosa. La descrizione di ambienti e personaggi è realistica tanto che, durante la lettura, sembra quasi di rivivere gli anni sessanta e di ritrovarsi nelle campagne padane, tra filari di viti e campi coltivati.
Questo libro ci trasmette il ritratto di un’Italia ancora povera, in cui gli strascichi della guerra sono ancora evidenti, ed in cui i destini incrociati dei protagonisti si mescolano donandoci un quadro d’insieme che sa essere malinconico e nostalgico, carico di humour ma screziato di dolore.


Consigliato a: coloro che vogliono leggere un noir padano efficace e mai banale e a tutti quelli che vogliono scoprire uno dei migliori esponenti della letteratura italiana dei nostri giorni. 


Voto: 7,5/10 



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